La strada per l'ingresso di Massimo D'Onofrio nella Ternana sembra ormai tracciata. Anche se bisognerà attendere l'ok definitivo del patron Bandecchi e la firma sul passaggio delle quote.
L'imprenditore di origini molisane, con quartier generale operativo a Roma, ha assistito ieri dal vivo alla gara al Libero Liberati per la seconda volta, confermando ai vertici societari la volontà di accedere a stretto giro nella compagine azionaria del club.
L’operazione si inserisce nel perimetro della Nuova Ternana 1925, la realtà sportiva rifondata da Stefano Bandecchi attraverso la fusione per incorporazione dell'Orvietana nella Ternana Futsal. Per D'Onofrio è pronto il 20% delle quote, con una contestuale ridefinizione dei vertici di Via della Bardesca.
Il consiglio di amministrazione verrà ampliato a cinque membri per accogliere il nuovo socio, destinato con ogni probabilità a ricoprire anche la carica di vicepresidente al fianco del patron Bandecchi (presidente onorario) e del presidente Roberto Felleca. L'accordo si estende al piano commerciale: la holding D'Onofrio Group debutterà come sponsor di maglia per la prima squadra guidata da Enrico Barilari.
Ai dirigenti rossoverdi incontrati a margine del match, l'imprenditore ha ribadito la linea: “La volontà di chiudere è ferma - è questa la ricostruzione dei colloqui -. Intendiamo formalizzare i passaggi societari a breve per affiancare la proprietà con un apporto concreto”.
Il closing modificherà gli equilibri interni di Via della Bardesca, riducendo la partecipazione diretta dell'ateneo telematico. Unicusano e Stefano Bandecchi scenderanno al 58% del capitale sociale, mantenendo la maggioranza ma aprendo a una gestione condivisa.
L'intenzione manifestata pubblicamente dal patron e sindaco di Terni è sempre stata quella di poter diluire la propria partecipazione fino al 51%, consentendo l'ingresso di nuovi soci e investitori interessati a fare squadra. Un progetto presentato già in estate, quando dette vita all'operazione che ha riportato in vita la Ternana in Serie D.
L’assetto vedrà Nicola Felleca e Massimo D'Onofrio attestarsi al 20% ciascuno, mentre la restante quota del 2% resterà nelle mani di Francesco Emanuele Tonel. Si delinea così un modello fondato su un socio di riferimento affiancato da partner forti, strutturato per accogliere ulteriori investitori.
La trattativa affonda le radici nelle scorse settimane. D'Onofrio e Bandecchi avevano avuto un primo confronto già nel mese di settembre, congelando l'accordo per consentire alla società di risolvere questioni prioritarie, a partire dalla cessione delle quote a Felleca.
A ratifica avvenuta, il nuovo vicepresidente porterà in dote le proprie risorse derivanti da attività diversificate, che spaziano dall'edilizia alla mobilità per la sicurezza - con allestimenti per ambulanze e Vigili del Fuoco - fino ai servizi integrati per il comparto dell'hotellerie.

Nato a Isernia il 28 agosto 1968, D'Onofrio ha completato la sua formazione con un Master in Diritto d’Impresa alla Luiss di Roma. Il debutto manageriale matura proprio nell'accoglienza e nella ristorazione.
D'onofrio è anche presidente della FACI (Federazione artigiani e commercianti italiani) e la sua holding controlla le società MD Build projects srl, KING constructions srl, la società consortile Rete Cantieri srl e Byo Alkymia, attiva nelle energie rinnovabili e provvista della divisione specializzata Arosio Interiors.
Nel 1995 fonda il Gruppo G.P.E. (Gestione Progetti Economici), fornendo consulenze gestionali a complessi turistici, poli commerciali e strutture ospedaliere. Negli anni successivi converte il proprio raggio d'azione nell'edilizia, comparto divenuto il core business della holding attraverso molteplici società di costruzioni.
Grande tifoso della Roma, D'Onofrio vanta diversi precedenti contatti con il calcio professionistico e dilettantistico. In passato ha valutatola possibilità di rilevare il Messina dal patron Pietro Sciotto, ha trattato il Terracina e, un anno fa, ha condotto una lunga trattativa con il Civitavecchia Calcio.
Proprio l'esperienza laziale, legata anche all'interesse per l'impianto sportivo cittadino, riaccende le attenzioni sulla vicenda dello stadio-clinica di Terni. Il progetto viaggia verso un passaggio dirimente con l'asta fallimentare fissata per il prossimo 17 novembre sulla piattaforma Gobid.
L'anticipazione diffusa da Tag Umbria + ha innescato una serie di ricostruzioni su ulteriori manovre societarie. Nelle scorse settimane i vertici hanno dialogato con un noto gruppo attivo nei servizi alla persona tra Abruzzo e Roma, ma al momento non si registrano sviluppi operativi.
Ha destato curiosità anche la presenza in tribuna di Franco Zavaglia, procuratore sportivo, già alla guida della GEA e storico agente di Francesco Totti, oggi al timone dell'agenzia ZaFe. Dalla società filtra però una precisazione netta: Zavaglia segue la Ternana da anni ed è stato presente a molte gare anche l'anno passato perché legato da rapporti personali con la famiglia Rizzo.
Sergio Briganti è invece un grande amico di D'Onofrio (al quale avrebbe consigliato l'investimento) e sta lavorando con la propria agenzia di marketing e pubblicità per consentire alla Ternana di rafforzare anche il bouquet dei propri sponsor.
In via della Bardesca per ora vengono smentiti scenari alternativi. Il perimetro delle trattative riguarda esclusivamente l'ingresso di Massimo D'Onofrio, pronto a rilevare il 20% e a posizionare il marchio D'Onofrio Group sulle divise rossoverdi.