19 Sep, 2026 - 14:06

Ternana-Tau Altopascio, mister Lisuzzo: "Dobbiamo reagire subito. Mi dispiace non aver regalato ancora un sorriso ai tifosi"

Ternana-Tau Altopascio, mister Lisuzzo: "Dobbiamo reagire subito. Mi dispiace non aver regalato ancora un sorriso ai tifosi"

La Ternana è chiamata a dare una risposta. Dopo le prime tre giornate del campionato di Serie D, le Fere hanno raccolto appena un punto, frutto del pareggio contro il Gavorrano, a fronte delle sconfitte maturate contro Prato e Mezzolara. Un avvio al di sotto delle aspettative per una squadra costruita con l’obiettivo dichiarato di recitare un ruolo da protagonista e puntare alla promozione.

Al Liberati arriva il Tau Altopascio e per la formazione di Andrea Lisuzzo diventa importante invertire immediatamente la rotta. Non soltanto per una questione di classifica, ma soprattutto per ritrovare quelle certezze che nelle prime tre partite sono rimaste soltanto a sprazzi. Il tecnico rossoverde, nella consueta conferenza stampa della vigilia, ha affrontato diversi temi: dal sistema di gioco alla gestione degli under, passando per il momento della squadra, le pressioni legate ai risultati e l’arrivo di Frederik Ndongue.

Ternana, Lisuzzo: “Dobbiamo cambiare l’atteggiamento”

Uno degli aspetti sui quali l’allenatore ha insistito maggiormente riguarda l’approccio alle partite. Lisuzzo non sembra intenzionato a rivoluzionare il sistema di gioco, ma chiede ai suoi calciatori un atteggiamento differente, soprattutto dal punto di vista agonistico.

“Ci sono due variabili tattiche, considerando sempre gli stessi uomini in campo. Abbiamo strutturato in queste maniere, siamo convinti di una cosa certa, che è quella del sistema di gioco: siamo convinti di poter continuare così. In queste tre partite, pur avendo gli stessi uomini in campo, abbiamo trasformato l’idea di gioco”.

Il tema, quindi, non sarebbe soltanto legato alla disposizione tattica. Per il tecnico serve soprattutto un cambio di passo nell’interpretazione delle gare.

“Noi dobbiamo cambiare l’atteggiamento e il modo di approcciare a questa partita e a questo campionato, abbiamo visto anche come le altre squadre si sono approcciate. Noi dobbiamo dare un’accelerata da questo punto di vista più che dal sistema di gioco. Dovrò trovare delle soluzioni, le abbiamo provate in questi giorni, sono sicuro della scelta sul sistema di gioco e sul modo di affrontare questa partita”.

Un’altra variabile è rappresentata dall’impiego degli under. In Serie D le scelte relative ai giovani condizionano inevitabilmente la costruzione dell’undici titolare e Lisuzzo lo riconosce apertamente.

“Sarei un bugiardo a dire che non influenza. La scelta degli under e degli over ti influenza tanto. Abbiamo fatto in modo che questa influenza, prima con Biondini e Bruti e poi con Novelli, fosse indirizzata su profili di affidabilità. I ragazzi hanno dimostrato in queste partite, al netto degli errori, di poter essere titolari anche in una squadra composta da tutti over”.

Il tecnico ha poi sottolineato come non tutti i giovani siano allo stesso livello di preparazione.

“Ci sono altri ragazzi che hanno bisogno di un inserimento graduale, sono meno pronti. Dovremmo essere bravi nel trovare la soluzione meno impattante dal punto di vista strutturale della squadra. È un puzzle che va composto, però abbiamo la fortuna di avere dei pezzi adattabili. Sono sicuro che i ragazzi, se si parla di under, faranno la loro parte come hanno sempre fatto fino ad oggi. Per molti è il primo campionato del genere che affrontano”.

Lisuzzo non si nasconde: “Non sto andando via”. E arriva Ndongue

Tra le novità delle ultime ore c’è anche Frederik Ndongue, nuovo attaccante che potrà rappresentare un’ulteriore soluzione per il reparto offensivo. Il classe 2006 è reduce da un periodo senza partite ufficiali e dovrà quindi recuperare il ritmo necessario per essere pienamente coinvolto.

“Frederik è un ragazzo che è arrivato da noi, è stato fuori rosa all’Atalanta Under 23. Sta bene, non ha problemi fisici. Il problema è che abbiamo visto e valutato che manca della parte situazionale: si è allenato tanto fuori dal campo, non ha giocato tante partite e ha bisogno di fare un lavoro integrativo iniziale per poi lavorare meglio. È un’alternativa, una freccia del nostro arco, è diverso da quelli che abbiamo. È un 2005, ci dà un’alternanza a livello di under, è un profilo che si potrà valutare meglio dalla settimana prossima”.

Ma il tema centrale della conferenza è inevitabilmente diventato il momento della Ternana e le pressioni che accompagnano l’allenatore dopo un solo punto conquistato nelle prime tre giornate.

Lisuzzo non ha negato la difficoltà della situazione, ma ha rivendicato la volontà di continuare a lavorare.

“Noi allenatori svolgiamo un ruolo delicato, viviamo con le pressioni, con l’opinione dei giornalisti, noi dobbiamo tenere conto di tutto. Non per questo non voglio bene ai giornalisti, voi fate il vostro, noi facciamo il nostro. Non sono l’unico allenatore che è messo, tra virgolette, in difficoltà dai risultati o dalla percezione che potrebbe saltare il banco”.

Il tecnico ha poi spiegato quali siano le sue certezze.

“Ho due certezze. Credo che sia quello che la società abbia valutato: quella del lavoro. Tutti lavorano, ci mancherebbe. Non c’è una regola fissa. Creare un ambiente sereno, disteso, che abbia quel mordente giusto, che abbia sicuramente una coralità del lavoro, sia lo staff medico, sia quello di performance, sia gli addetti stampa: ho cercato di creare un ambiente sano. Dove si lavora bene, sodo. Si è lavorato sodo, ve l’assicuro”.

Parole che arrivano insieme a un passaggio particolarmente significativo sul suo futuro.

“Sarei bugiardo nel dirvi che non ci sono pressioni. Non sono nato ieri, ho quarantacinque anni, ho un’esperienza importante anche da calciatore. Abbiamo vissuto con i malumori già dopo Prato. Lavorare così è difficile ma non impossibile, sto cercando di trovare delle soluzioni. Mi dispiace non aver regalato ancora un sorriso ai tifosi che, nonostante tutto, sono stati sempre presenti. Il mio dispiacere è enorme verso queste persone, il responsabile sono solo io”.

Poi l’appello all’ambiente:

“Io chiedo una mano oggi anche ai ragazzi e non vuol dire lavarsi le mani, come qualcuno ha scritto. Io sono contento ma allo stesso tempo dispiaciuto nel non aver regalato una gioia ai tifosi. Capisco anche la società che ha tante pressioni. Cerco di essere l’anello forte di questa catena, devo reggere. Non sto andando via, ci ho messo sempre la faccia, ora chiedo una mano a tutti. Noi siamo qui perché vogliamo bene alla Ternana”.

Sul campo, Lisuzzo ha individuato alcune situazioni sulle quali intervenire. La squadra, secondo il tecnico, ha mostrato numeri e momenti di gioco che non corrispondono completamente alla classifica, ma deve trasformare quelle indicazioni in concretezza.

“A Prato, al di là del fatto che abbiano meritato di vincere, la squadra è rimasta in partita. Il pareggio dell’ultima partita loro fa vedere quanto sia livellato il campionato. Contro il Gavorrano abbiamo fatto una gara diversa, che nei dati ci dice che abbiamo recuperato tante palle e abbiamo avuto un indice di pericolosità maggiore degli avversari, magari meritavamo un risultato migliore”.

E ancora:

“A Mezzolara siamo stati nella metà avversaria gran parte del primo tempo. Viviamo degli episodi. Se si calcia in porta tante volte e non fai gol, abbiamo finito con più del 50 per cento di possesso palla nel primo tempo, poi prendiamo gol sull’ennesimo episodio negativo. Non sono alibi, sono tutte prese di coscienza su quello che è successo realmente. Parliamo di due sconfitte e un pareggio, potevano essere due vittorie e un pareggio. Dobbiamo andare avanti”.

La ricetta indicata da Lisuzzo è fatta di responsabilità e lavoro, ma anche di una maggiore componente agonistica. La Serie D, secondo il tecnico, impone alla Ternana di alzare il livello della corsa, dei duelli e della capacità di aggredire gli avversari.

“Bisogna prendere coscienza del momento, responsabilizzare i ragazzi, credere nel progetto. La società, dando la possibilità di lavorare, non ha mai avuto dubbi con Mammarella. Se avessi lavorato male mi avrebbero mandato via anche prima. Ai ragazzi abbiamo chiesto di reagire, gli abbiamo fatto vedere tante immagini di gol fatti in Serie D dopo aver subito fallo. Tecnicamente abbiamo grande qualità, dobbiamo mettere il resto. Se potessi scendere in campo ci andrei, trasferisco tutto l’ardore che ho in qualsiasi momento. Loro hanno bisogno di questo e noi gli stiamo dando questo”.

Infine, uno sguardo alla possibile formazione. Alcune scelte sono già definite: Saber, Marino, Bonacchi, Danesi e Falletti rappresentano punti fermi della vigilia, anche se Lisuzzo mantiene il riserbo sulle altre soluzioni.

“I dubbi sono finiti. Giocherà sicuramente Saber, giocherà Marino, Bonacchi e Danesi sono chiamati agli straordinari e sicuramente Falletti, che è il nostro faro. Ama Terni e la Ternana, è un ragazzo da stimolare nella maniera positiva, sa dell’importanza. A volte questi giocatori hanno tanto peso sulle spalle perché se lo caricano: è giusto a volte strappargli qualche sorriso. Per il resto mi tengo il riserbo per non dare vantaggi agli avversari”.

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