Circa 900 firme per chiedere di fermare il progetto del nuovo supermercato Lidl in via del Centenario, a Borgo Rivo, e un confronto in commissione che lascia aperte le questioni sulla viabilità, sulla sicurezza stradale e sull’impatto dell’intervento sul quartiere.
La protesta dei residenti è tornata al centro del dibattito a Palazzo Spada, dove Mauro Struzzi, Matteo Sereni e Mihai Vasile Cozma hanno ribadito le ragioni della petizione contraria al nuovo insediamento commerciale. La seduta congiunta della Prima e della Terza commissione consiliare ha rappresentato un ulteriore passaggio nel confronto sul progetto, dopo le audizioni delle associazioni di categoria e il sopralluogo effettuato dai consiglieri nell’area interessata.
Al centro della contestazione c’è la possibilità che una nuova struttura di vendita si aggiunga alle attività già presenti a Borgo Rivo, in una zona che i promotori della petizione considerano satura dal punto di vista commerciale e già sottoposta a una forte pressione del traffico.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto le modifiche previste alla viabilità, con una nuova rotatoria all’incrocio con via dei Gonzaga, l’aumento dei flussi veicolari e la riduzione degli spazi verdi. Nel corso della seduta è stato mostrato anche un video per documentare le criticità della circolazione nelle ore di punta.
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto l’apertura di un nuovo punto vendita. Per i residenti, il progetto va valutato considerando le conseguenze complessive sull’assetto del quartiere, sulla sicurezza di chi percorre quotidianamente via del Centenario e sulla tenuta delle attività commerciali di vicinato.
Tra gli aspetti maggiormente contestati dai cittadini figura la nuova rotatoria prevista nell’ambito dell’intervento. Secondo i promotori della petizione, l’opera rischia di incidere ulteriormente su una strada già molto trafficata e di rispondere soprattutto alle esigenze di accesso alla struttura privata, senza produrre benefici proporzionati per la collettività.
Nel corso dell’audizione, la posizione è stata espressa con parole nette: "Al di fuori del centro commerciale, quello che proprio non ci va bene è fare una nuova rotonda su Via del Centenario, che è solo ed esclusivamente a servizio di un privato". Da qui la richiesta di rivedere il progetto attraverso una variante. A preoccupare è anche la distanza tra la nuova rotatoria e quella già presente in prossimità di via Furbini.
Nella ricostruzione dei residenti, la presenza di un ulteriore punto di regolazione del traffico potrebbe peggiorare la circolazione e aumentare il rischio di incidenti, in un tratto nel quale vengono segnalati frequenti tamponamenti.
Le criticità sollevate investono anche la funzione della strada all’interno della rete viaria cittadina. I residenti chiedono infatti che via del Centenario continui a svolgere il ruolo di arteria di scorrimento, evitando che ulteriori modifiche producano ripercussioni sul traffico della strada statale 79.
Alle contestazioni ha risposto l’assessore all’Urbanistica Sergio Anibaldi, che ha richiamato la natura dell’intervento e il percorso seguito dagli uffici comunali. Il progetto, ha precisato, non riguarda un centro commerciale, ma una media struttura di vendita con 1.200 metri quadrati destinati alla vendita, ai quali si aggiungono gli spazi per magazzino e servizi.
La distinzione è uno dei punti sui quali si è concentrata la replica dell’amministrazione, che ha invitato a inquadrare l’intervento sulla base della sua classificazione commerciale e delle caratteristiche progettuali. Anibaldi ha inoltre chiarito che la costruzione della rotatoria sarà interamente a carico del privato. L’opera, secondo quanto riferito dall’assessore, non comporterà quindi un esborso diretto del Comune per la sua realizzazione.
Sul piano tecnico, l’assessore ha difeso il lavoro degli uffici, spiegando che sono stati richiesti approfondimenti e valutazioni sull’impatto dell’intervento sulla viabilità, compresa quella ciclabile. Le verifiche, nella ricostruzione fornita dall’amministrazione, sono state richieste per esaminare le conseguenze del progetto prima di arrivare a una valutazione positiva.
Anibaldi ha inoltre ricordato che le risorse che potranno essere incassate dal Comune potranno essere destinate anche al verde pubblico. Un riferimento che si inserisce nel confronto sulle ricadute urbanistiche dell’intervento, contestato dai residenti anche per la possibile riduzione degli spazi verdi disponibili nel quartiere.
Un altro elemento chiarito durante la seduta riguarda lo stato del procedimento amministrativo. L’assessore ha precisato che l’istruttoria attualmente in esame fa riferimento a un’istanza presentata dal privato nel 2025 e che il percorso seguito finora non equivale a un’autorizzazione definitiva alla realizzazione del supermercato.
Il passaggio è rilevante anche alla luce delle contestazioni dei residenti, che chiedono di approfondire le criticità del progetto prima di eventuali decisioni conclusive.
Nel corso del dibattito è emerso anche il tema delle valutazioni formulate negli anni precedenti. I promotori della petizione hanno chiesto chiarimenti sulle ragioni per cui il progetto sia tornato all’attenzione dell’amministrazione, richiamando le criticità che, a loro giudizio, erano già state evidenziate. L’assessore ha ricondotto le valutazioni attuali all’istanza presentata nel 2025, distinguendo il procedimento oggi in esame dai passaggi precedenti.
Oltre alla viabilità, tra le ragioni della contrarietà al progetto figurano la tutela dei negozi di vicinato e la qualità della vita a Borgo Rivo. I promotori della petizione temono che una nuova struttura commerciale possa incidere sulle attività già presenti, in un contesto che considerano caratterizzato da una concentrazione significativa di punti vendita.
A questo si aggiunge la preoccupazione per gli spazi verdi e per la capacità delle infrastrutture esistenti di sostenere un ulteriore aumento del traffico. Le richieste avanzate in commissione puntano quindi a una valutazione complessiva dell’intervento, che non si limiti agli aspetti commerciali e alle opere previste a servizio del supermercato.
I residenti, intanto, non escludono di proseguire la mobilitazione con iniziative pubbliche e di ricorrere alla giustizia amministrativa qualora l’iter dovesse andare avanti. La prospettiva è stata richiamata nel corso dell’audizione: «Sì, faremo anche manifestazione e faremo anche ricorso al tarre, perché ci sono delle criticità immense, specialmente nel documento presentato dal privato".