È accaduto ieri mattina al Pronto Soccoro dell'ospedale 'Santa Maria' di Terni dove un 28enne di origini irachene ha aggredito due infermiere. Le due operatrici sono riuscite a sottrarsi all'aggressione e a chiudersi all'interno di una stanza del reparto da dove hanno chiamato il 112. A riportata la notizia in prima battuta è l'edizione umbra de 'Il Messaggero', in un articolo a firma di Nicoletta Gigli.
Secondo quanto riferito, l'uomo, in forte stato di alterazione dovuto ad ubriachezza, è arrivato in ospedale in ambulanza intorno alle 7 di ieri mattina. In Pronto Soccorso avrebbe prima sputato contro le due infermiere, per poi prendere a spingerle e a strattonarle. Le due donne sono riuscite a mettersi in salvo, chiudendosi dentro una stanza del reparto da dove hanno lanciato l'allarme richiedendo un intervento al Numero Unico di Emergenza.
Nel giro di poco sono arrivati i Carabinieri ma nell'attesa il paziente ha iniziato a tirare calci contro gli arredi del nosocomio, facendo cadere in terra un computer e danneggiandolo. Giunti sul posto, i militari dell'Arma lo hanno bloccato e accompagnato in caserma per tutte le procedure di rito. Le due infermiere sono state invece medicate dai colleghi in Pronto Soccorso. Le lesioni riportate da entrambe sono state giudicate guaribili in tre giorni.
Un episodio che riaccende con forza i riflettori sul grave fenomeno delle aggressioni contro il personale medico e sanitario: non è infatti la prima volta che fatti del genere trovano spazio nelle cronache. A giugno presso l'ospedale di Assisi si era verificato un caso simile anche se in quel frangente all'infermiera aggredita erano stati prescritti ben trenta giorni di prognosi. La donna era stata colpita al volto all'improvviso con un calcio mentre prestava assistenza a un giovane di 24 anni, arrivato in ospedale in preda a un forte stato di agitazione.
Immediato l'intervento della Polizia di Stato che aveva bloccato l'aggressore e raccolto la drammatica testimonianza della vittima. Dura la condanna da parte dell'Ordine delle professioni infermieristiche che, esprimendo la massima solidarietà alla professionista, aveva fortemente stigmatizzato l'accaduto definendolo "un fatto grave che colpisce professionisti impegnati quotidianamente nel garantire assistenza, cura e sicurezza ai cittadini, spesso operando in contesti ad alta complessità clinica ed emotiva".
Lo scorso mese di marzo ancora al Santa Maria di Terni erano stati aggrediti un medico e un'infermiera da una paziente, una 49enne in evidente stato di alterazione psicofisica, dovuta molto probabilmente all'abuso di alcol. Secondo la ricostruzione la donna aveva prima spinto a terra l'infermiera e poi colpito un medico intervenuto per cercare di riportare la calma. Già nota alle forze dell’ordine, quando era arrivata la Polizia, aveva ha opposto resistenza anche contro gli agenti, rendendo necessario il contenimento e l’accompagnamento in Questura. Era stata arrestata in flagranza per resistenza, violenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Cinque i giorni di prognosi prescritti all'infermiera e tre invece per il medico.