Sette involucri di cocaina, per un peso complessivo di poco superiore ai cinque grammi, e due dosi di hashish. È quanto hanno sequestrato i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Terni durante un intervento che ha portato all’arresto in flagranza di un giovane straniero, senza fissa dimora e con precedenti. L’ipotesi di reato contestata è quella di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’attività investigativa è partita da alcune segnalazioni relative a un presunto viavai di persone in una struttura ricettiva nei pressi di piazza Valnerina.
I militari hanno quindi predisposto un servizio di osservazione mirato, durante il quale hanno notato il giovane uscire dal bed and breakfast e allontanarsi in bicicletta con uno smartphone in mano, apparentemente utilizzato per consultare il navigatore.
Il controllo ha permesso di identificarlo e di procedere agli accertamenti sulla sua posizione. Successivamente, i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione personale, estendendo le verifiche alla camera presa in affitto nella struttura. Proprio durante queste operazioni sono stati rinvenuti i quantitativi di cocaina e hashish, tutti sottoposti a sequestro.
Per il giovane è scattato l’arresto in flagranza. Dopo la presentazione davanti all’autorità giudiziaria, il giudice ha convalidato il provvedimento e disposto nei suoi confronti il divieto di dimora nell’intera provincia di Terni.
L’intervento dei Carabinieri è stato preceduto da alcune segnalazioni riguardanti un frequente movimento di persone in una struttura ricettiva situata a ridosso di piazza Valnerina.
Gli elementi raccolti hanno portato i militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Terni a organizzare un servizio di osservazione, con l’obiettivo di verificare quanto segnalato.
Nel corso dell’attività, i Carabinieri hanno notato il giovane uscire dal B&B e salire su una bicicletta, tenendo in mano il proprio smartphone. Dopo averlo fermato, hanno proceduto alla sua identificazione e agli ulteriori controlli.
Dagli accertamenti è emerso che il giovane era già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a Foligno, nell’ambito di una precedente vicenda nella quale risultava indagato per spaccio. Un elemento che è emerso durante le verifiche sulla sua posizione e che si distingue dalla nuova ipotesi di reato contestata in relazione ai fatti accertati a Terni.
Il controllo è quindi proseguito con la perquisizione personale e con l’estensione delle verifiche alla camera in affitto. L’attività ha consentito di rinvenire le sostanze stupefacenti e di procedere al loro sequestro, facendo scattare l’arresto in flagranza.
Il quantitativo sequestrato comprende sette involucri di cocaina, per un peso complessivo di poco superiore ai cinque grammi, e due dosi di hashish. La sostanza non si trovava tutta nello stesso punto: cinque involucri di cocaina erano occultati negli indumenti intimi del giovane, mentre gli altri due sono stati rinvenuti sotto l’armadio della camera da letto.
Le due dosi di hashish, invece, erano state lasciate sul tavolo della cucina. Tutte le sostanze individuate nel corso delle perquisizioni sono state poste sotto sequestro dai militari.
La distribuzione dei quantitativi tra la persona sottoposta al controllo e gli ambienti della struttura ricettiva costituisce parte degli elementi raccolti durante l’intervento. Sulla base degli accertamenti svolti, al giovane viene contestata la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Dopo l’arresto in flagranza, il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Terni ha disposto la presentazione del giovane all’udienza di convalida con rito direttissimo, fissata per il giorno successivo.
Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Terni. Il provvedimento limita quindi la possibilità per il giovane di permanere nel territorio provinciale, secondo quanto disposto dall’autorità giudiziaria.
La decisione arriva al termine della fase immediatamente successiva all’intervento dei Carabinieri e non costituisce una condanna per il reato contestato. La convalida riguarda l’arresto, mentre la responsabilità penale dovrà essere accertata nel corso del procedimento.
Il procedimento, infatti, è pendente nella fase del giudizio di primo grado. Come previsto dal principio della presunzione di innocenza, l’imputato non può essere considerato colpevole fino a un’eventuale condanna definitiva.