“Un caro saluto ai miei ex assessori”, comincia così il messaggio di Stefano Bandecchi affidato a un comunicato stampa del Comune di Terni, accompagnato da un'eloquente foto con la mano che fa ciao ciao. Sei mesi dopo il rimpasto di San Valentino, il sindaco di Terni torna a parlare dei suoi ex assessori. Lo fa con tono netto, dopo aver letto sui giornali e sui social le loro dichiarazioni, spesso critiche e sarcastiche su questioni cittadine.
Bandecchi ricorda che li ha allontanati a febbraio perché non gradiva il modo in cui svolgevano il lavoro. Alcune cose, dice, erano fatte molto male. Se vogliono capire meglio le loro mancanze, si dichiara pronto a spiegargliele nel dettaglio. Chiede più riflessione sui motivi del loro allontanamento e un po’ più di rispetto verso di lui. Chiude con un saluto “con amicizia e stima”, ma il messaggio è chiaro: la responsabilità di quella scelta resta tutta sulle loro spalle.
A innescare la reazione del capo dell'amministrazione comunale sono stati i recenti affondi comparsi sul web. Negli ultimi giorni, infatti, Giovanni Maggi, ex assessore ai lavori pubblici, aveva sollevato dubbi puntuali sulla mancata assegnazione di due impianti sportivi chiave come il PalaSenio e il PalaMontanari, accompagnando le osservazioni con un giudizio severo sui ritardi cronici dei cantieri del PNRR.
Nelle scvorse settimana, ma anche negli ultimi giorni,si erano fatte sentire anche le rimostranze di Viviana Altamura, ex assessora alla scuola e al welfare. L'ex assessora aveva espresso amarezza per le difficoltà incontrate da Palazzo Spada sul fronte del dimensionamento scolastico, chiosando che “tutti sembrano bravi a tagliare nastri”, oltre a rimarcare il dispiacere per lo stop imposto al progetto della "culla per la vita". Sul fronte opposto, Marco Iapadre, ex titolare all'urbanistica e alle manutenzioni, si è invece intestato a più riprese il completamento di opere condotte in porto dai colleghi subentrati, puntando il dito contro la mancata continuità di interventi manutentivi essenziali, come la ricrescita dell'infestante ailanto lungo le mura della Passeggiata.
Di fronte a prese di posizione così insistenti, la replica di Stefano Bandecchi non si è affidata a una diretta estemporanea, ma ha scelto il timbro dell'ufficialità con una nota diramata dall'ufficio stampa del Comune di Terni. Il testo rappresenta un riscontro puntuale alle critiche degli ex collaboratori e, allo stesso tempo, assume il valore di un esplicito avviso ai naviganti indirizzato all'intero quadro politico locale.
Il sindaco di Terni ha voluto precisare che l'azzeramento della precedente squadra di governo non è dipeso da meri equilibri di facciata, ma è scaturito da considerazioni politiche e amministrative profonde. Riportando la discussione sul piano del rendimento e dell'efficacia operativa, il primo cittadino ha inteso chiarire che la revoca delle deleghe rispondeva a una precisa valutazione di merito, rigettando qualsiasi tentativo di ridimensionare o ribaltare le ragioni che portarono alla rottura istituzionale dello scorso inverno.
Il tenore della nota ufficiale, d'altronde, non lascia spazio a interpretazioni. “Continuo a leggere sui giornali, e specialmente sui social, dichiarazioni fatte dai vecchi assessori con i quali ho deciso di interrompere la collaborazione amministrativa nel mese di febbraio”, esordisce Stefano Bandecchi. “Spesso nei loro interventi sono critici e sarcastici rispetto ad alcune situazioni cittadine che pare non li coinvolgano o non li abbiamo mai coinvolti”.
Il punto centrale del ragionamento tocca direttamente i risultati dell'azione amministrativa: “Voglio solo ricordare, e credo sia utile memorizzarlo, che se sono stati allontanati dalle loro funzioni vuol dire che io non gradivo il modo nel quale le svolgevano. Non gradivo il modo perchè alcune cose erano svolte molto male”. Il sindaco si dice poi pronto a mettere le carte in tavola: “Semmai desiderassero approfondire dettagliatamente le loro mancanze, sarò sempre a loro completa disposizione per documentarle in modo dettagliato”. La chiosa finale riassume lo spirito dell'intervento: “Gradirei quindi, se non un maggior rispetto della mia persona, una maggiore riflessione sui motivi che li hanno allontanati dall’incarico. Mi meraviglia che ancora oggi, dopo sei mesi, non gli siano chiari. Sempre con amicizia e stima un caro saluto ai miei ex assessori”.