08 Sep, 2026 - 16:00

Terni, Bandecchi blinda la maggioranza: “Avanti fino alla fine”. Il PD e M5S all'attacco di Masselli

Terni, Bandecchi blinda la maggioranza: “Avanti fino alla fine”. Il PD e M5S all'attacco di Masselli

La tempesta politica di Palazzo Spada si risolve, almeno per ora, in un serrate i ranghi dal sapore di vittoria personale per il sindaco Bandecchi. Dopo le recenti turbolenze interne, il primo cittadino di Terni chiude ogni spazio alle speculazioni e lancia un messaggio alla città: “Arriveremo sino alla fine del mandato per il bene di Terni”.

Una presa di posizione netta, quella di Stefano Bandecchi, tesa a ribadire il pienmo controllo su una maggioranza coesa per difendere gli interessi dei cittadini. Ma se il fronte governativo serra i cordoni, fuori dall'emiciclo il clima rimane incandescente. Il centrosinistra del Patto Avanti torna a suonare il ritornello della richiesta di dimissioni immediate, definendo la giunta ormai paralizzata. Nel frattempo, si apre un nuovo, aspro fronte polemico: il Partito Democratico e il M5S mettono nel mirino Orlando Masselli, neo-esponente di Futuro Nazionale (il partito di Roberto Vannacci), accusandolo duramente per aver garantito il numero legale in consiglio comunale, fungendo di fatto da provvidenziale appoggio per un'amministrazione in evidente difficoltà numerica.

Il chiarimento lampo e l'affondo frontale di Bandecchi alle opposizioni

Il giorno dopo la seduta consiliare, il quadro politico ternano appare ridisegnato da una rapida operazione di ricucitura. Sono bastati pochi messaggi su smartphone e un vertice a porte chiuse per far rientrare i malumori dei quattro consiglieri dissidenti della lista "Con Bandecchi per Terni", i quali reclamano maggiore collegialità e ascolto da parte della giunta. Il numero legale raggiunto, nonostante l'iniziale vuoto dei quattro seggi di maggioranza, ha inviato un segnale inequivocabile: non esistono le condizioni per forzare un voto anticipato.

Il primo cittadino di Terni non usa diplomazia per stroncare la narrazione della crisi. “Mi sembra che le opposizioni, utilizzando la stampa locale molto indirizzata, stiano dimostrando tutto il rodimento che dopo la giornata di ieri li ha pervasi”, tuona il leader di una maggioranza che oltre ad Alternativa Popolare ora conta anche su Con Bandecchi per Terni.

il sindaco Stefano Bandecchi accusa frontalmente la sinistra di aver bloccato la città per mezzo secolo. “Il bene di Terni è stato ignorato dalla sinistra per 50 anni e ancora oggi viene ignorato quando si parla di nuovo ospedale, di nuovo stadio, di nuovo sviluppo della città, utilizzata solo come contenitore di voti”, sentenzia il sindaco, rivendicando un rapporto di “schietta stima” con i suoi consiglieri.

Bandecchi attacca: "Sconfitto un passato di affarismo", ma arriva la replica del Patto Avanti

L'atto di Ap e del centrodestra fuori contesto e privo di contenuti" |  Comune di Terni

La difesa del sindaco si sposta rapidamente sul piano amministrativo. “I due gruppi di maggioranza hanno nei miei confronti lo stesso atteggiamento positivo e propositivo che la mia maggioranza ha sempre avuto fin dal primo momento. Il mio rapporto con ogni consigliere è sempre stato chiaro e schietto e si è sempre basato sulla reciproca stima. La dimostrazione sta nei fatti: i cittadini ieri hanno potuto vedere che le opposizioni coese volevano regalare denaro pubblico a imprenditori privati e cooperative. Opposizioni contrarie solo perché il Comune non regala denaro all'amichetto di turno.
La stampa locale dovrebbe essere più attenta ai risultati positivi che questa consigliatura sta producendo per la città con una maggioranza compatta intorno a un'unica motivazione: il bene di  Terni”
, aggiunge Bandecchi, ribadendo come il suo blocco sia mosso da un'unica motivazione e non certo da “piccoli interessi e affarucci”.

Una lettura diametralmente opposta a quella fornita dalla coalizione del Patto Avanti, che dipinge una macchina comunale ingolfata.

Attraverso una nota congiunta, il centrosinistra denuncia l'immobilismo della giunta. “Quello a cui stiamo assistendo è l’ennesima dimostrazione di una maggioranza paralizzata dai propri problemi interni. Mentre il Consiglio dovrebbe lavorare per la città, il sindaco Bandecchi è impegnato a parlare con i consiglieri per cercare l’ennesimo compromesso”. Le forze di opposizione evidenziano come il conto delle incertezze ricada sulle famiglie, citando il recente caos sugli asili nido. Da qui l'appello drastico: “Bandecchi abbia un sussulto di responsabilità e liberi Terni, si torni al voto subito. Le minacce di dimissioni non sono più credibili, deve dimettersi veramente”.

Le mosse tattiche: il ruolo di Masselli, da candidato sfidante alle accuse di "soccorso" 

Se la tenuta della giunta è al sicuro, il dibattito esplode sulle dinamiche tattiche vissute in aula. I militanti di centrosinistra e pentastellati, che hanno affollato gli spazi del pubblico in attesa del fatidico scivolone sui numeri, hanno visto i propri calcoli neutralizzati dall'apertura del consiglio, con tanto di numero legale che ha disinnescato anche il potere di veto dei quattro consiglieri di Con Bandecchi per Terni.

La presenza in aula di alcuni esponenti di minoranza, ha consentito l'avvio della seduta, con Orlando Masselli che faceva l'esordio con la casacca del generale Vannacci, che è finito nell'occhio del ciclone. È proprio contro l'ex assessore al bilancio che si scaglia l'artiglieria del Partito Democratico e del M5S.

I gruppi consiliari denunciano una palese ipocrisia politica da parte dell'esponente di Futuro Nazionale. “Masselli ha ribadito pubblicamente di voler restare all’opposizione, richiamando espressamente la propria coerenza e il rispetto per gli elettori”, attaccano i dem. La contraddizione sollevata è profonda: si tratta dello stesso candidato sindaco del centrodestra che nel 2023 sfidò Bandecchi alle urne, e che lo scorso anno ha strappato con Fratelli d'Italia proprio in segno di protesta contro il patto stretto dal suo ex partito con l'attuale sindaco per le elezioni regionali del 2024.

“Che cosa è cambiato?”, si interrogano le opposizioni di centrosinistra, chiarendo che il nodo non risiede nei regolamenti comunali, ma nell'etica politica. “L'opposizione non è una qualifica da utilizzare nelle dichiarazioni pubbliche. Si dimostra attraverso le scelte politiche, soprattutto quando una maggioranza entra in difficoltà”.

LEGGI ANCHE