Cinque dimissioni nel giro di pochi giorni, due nel solo reparto di Pediatra. Questo quanto accaduto recentemente all'ospedale Santa Maria di Terni, dove diversi professionisti hanno presentato le dimissioni. Una questione che fa riflettere e su cui ha preso posizione anche il sindaco Stefano Bandecchi, chiedendo alla Regione di intervenire per tutelare la salute dei cittadini.
"Nelle ultime settimane si sta accelerando il fenomeno degli abbandoni del personale sanitario dal nostro ospedale cittadino. Stiamo assistendo a una emorragia di medici, primari e specialisti di altissimo livello che scelgono di lasciare il Santa Maria per altre strutture. Gli abbandoni riguardano anche il personale infermieristico" queste le parole del primo cittadino.

A lasciare il nosocomio nei prossimi mesi saranno cinque professionisti in tutto. Oltre ai due medici della Pediatria, c'è anche un medico otorinolaringoiatra e due infermieri. "Un esodo silenzioso - così lo definisce Bandecchi - che rischia di compromettere la qualità delle cure per l'intera comunità. Una situazione che non può essere ignorata. Dal nostro ospedale se ne vanno professionisti stimati che rappresentavano punti di riferimento assoluti per i reparti. Con particolare riferimento a Pediatria, Ortopedia, Medicina interna, otorinolaringoiatria, neurologia, anestesia e rianimazione e cardiologia" afferma.
Per il sindaco di Terni la situazione riguarda più ampiamente la gestione politica della sanità, quella dell'Umbria sud in particolare. E partendo proprio dall'erosione delle professionalità al Santa Maria, punta il dito contro gli esponenti del Partito Democratico ternano.
"Mentre il Pd orvietano esprime soddisfazione per il trasferimento di un noto professionista dall'Azienda Ospedaliera di Terni che andrà a potenziare l’organico e i livelli prestazionali del nosocomio di Orvieto, il Pd ternano tace e ben si guarda dal chiedere la giusta attenzione alla 'sua' Regione" incalza.
"Perdere le eccellenze non indebolisce solo l’azienda ospedaliera, ma a pagare è ogni singolo cittadino di Terni e quelli del territorio" sottolinea Bandecchi allargando quindi il ragionamento alle conseguenze che l'indebolimento dell'organico potrebbe avere sull'offerta sanitaria del territorio. Sul futuro della sanità ternana, sostiene, pesano anche le "incertezze" legate alla costruzione del nuovo nosocomio. "La mancanza di risposte adeguate da parte dei livelli regionali, aggravata anche dai ritardi cronici sulle prospettive di rilancio e sulla realizzazione del nuovo ospedale, di certo contribuisce al progressivo indebolimento di un ospedale che ha costituito un riferimento affidabile anche per i pazienti fuori regione" evidenzia, invocando "consapevolezza" e un'azione decisa "di fronte allo smantellamento, pezzo per pezzo della offerta sanitaria della città".
Il sindaco torna quindi a chiedere un intervento da parte dell'amministrazione regionale, collegando la questione del personale alle prospettive complessive del Santa Maria e al futuro della sanità ternana.
Il nuovo ospedale di Terni "non è sganciato dal futuro del vecchio - specifica -, anzi le prospettive per il Santa Maria sono propedeutiche a qualsiasi altro tipo di ragionamento. Vorremmo capire, e lo vorrebbero soprattutto i cittadini e i professionisti della sanità, quali provvedimenti e quali iniziative a livello regionale sono in programma per arginare un fenomeno che rischia di compromettere in maniera pesante il diritto alla salute dei Ternani". Rivolgendosi alla Regione chiede che la questione venga affrontata con "un piano immediato per bloccare questa emorragia. Chiediamo atti concreti, certezze sul futuro della struttura e il rispetto che Terni e i ternani meritano".