05 Sep, 2026 - 18:45

Terni, il week end di riflessione del sindaco Bandecchi: timone a dritta e niente logoramento

Terni, il week end di riflessione del sindaco Bandecchi: timone a dritta e niente logoramento

Un inizio di fine settimana (scusate l'ossimoro, ndr) di trincea e silenzio strategico a Palazzo Spada. Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, blinda la linea dell'amministrazione e respinge al mittente il pressing dell'ala dissidente della sua stessa maggioranza. Alla vigilia di un Consiglio comunale ad altissima tensione sui numeri, in programma per lunedì, il primo cittadino sceglie la via della riflessione invece che quella dello scontro frontale. Segnale inequivocabile dei voler restare fermo sulle proprie posizioni. Un silenzio che - chi lo conosce a fondo - interpreta come la volontà di non cedere alla "strategia del logoramento" e come un segnale forte rivolto a chi vorrebbe andare avanti a colpi di botta e risposta. La risposta che il sindaco di Terni ha dato al Movimento Cinque Stelle, che lo ha sfidato in un dibattito televisivo, non è certo quella di chi si tira indietro e sbotta per la stanchezza. Ma lascia intravedere una volontà di rilancio e di restare saldamente al tavolo nel ruolo di chi dà le carte. 

E' questo quello che accade nella politica ternana dopo la mossa innescata dalle richieste del neonato gruppo “Con Bandecchi per Terni”, che dopo la nomina ad assessore dell'ex presidente della ASM Sergio Cardinali aveva chiesto di disertare il consiglio comunale convocato per lunedì mattina e di aprire una discussione interna alla maggioranza. Bandecchi ha risposto con intransigenza a questa richiesta, tracciando un solco netto tra l'azione di governo e le tattiche di tira e molla politico. Una scelta di apparente calma, maturata rinunciando a sfoghi sui social network o a uscite pubbliche dirompenti, per concentrarsi esclusivamente sui numeri e sull'attività amministrativa.

La rottura via chat e il rifiuto dei compromessi

Il punto di rottura si è consumato nelle ore immediatamente precedenti al fine settimana. I quattro consiglieri comunali fuoriusciti dal blocco monocolore di Alternativa Popolare - Severoni, Sterlini, Colasanti e Mengaroni - hanno formalizzato una presa di posizione istituzionale. Dalle parti di Bandecchi trapela che l'uscita ha stupito il sindaco, che aveva fissato un incontro con la capogruppo di Bandecchi per Terni Severoni mezzora prima del consiglio comunale.   

In una missiva indirizzata al primo cittadino, gli esponenti della scissione hanno chiesto il rinvio della seduta consiliare di lunedì, muovendo l'accusa di mancata condivisione delle scelte amministrative, di non aver avuto modo di visionare alcune delibere, di carente collegialità nella maggioranza e di carenza di confronto preventivo sulle scelte politiche.

La replica di Stefano Bandecchi è stata immediata, secca e affidata alla messaggistica istantanea. In un testo inviato sulla chat WhatsApp condivisa con i quattro dissidenti, e successivamente diffuso al resto dei consiglieri di maggioranza, il sindaco ha chiuso la porta a ogni possibile trattativa: “Per me sono state scritte troppe cavolate. Non intendo sottostare a ricatti. Noi in consiglio ci saremo, se poi non avremo la maggioranza succederà ciò che deve succedere”. Chi ha avuto modo di interloquire con lui in queste ore descrive un sindaco sereno ma irremovibile, determinato a non cedere ai vecchi rituali della politica tradizionale fatti di trattative parallele. Il messaggio consegnato ai suoi fedelissimi è chiaro: l'obiettivo è procedere per atti concreti, rifiutando la logica del “mettersi di traverso per essere addrizzati”.

Il rimpasto di giunta e le difficoltà dopo la manovra 

Dietro l'attuale fibrillazione si muovono dinamiche complesse, che affondano le radici nei delicati equilibri interni al Comune. Il ritorno in giunta di Sergio Cardinali e la contestuale ridistribuzione delle deleghe in capo a Gabriele Ghione hanno di fatto ristretto ulteriormente i margini di manovra istituzionale per la corrente che qualcuno indica come vicina all'ex vicesindaco Riccardo Corridore, rappresentata dai quattro consiglieri di "Con Bandecchi per Terni"

L'ex vicesindaco rifiuta il ruolo di "burattinaio" e continua a sostenere la tenuta del suo rapporto personale con Bandecchi. Ma l'uscita di scena dell'avvocato ha innescato una vera e propria "strategia della tensione" politica, da parte dei quattro dissidenti. Il suo annuncio di voler tornare ad impegnarsi in prima persona in politica ha creato la semplificazione giornalistica della strategia della tensione.
Ma le tensioni vanno avanti da settimane. Alcuni assessori defenestrati a febbraio, ad esempio, stanno utilizzando i social network per criticare l'amministrazione attuale, condifferenze di stile e di linguaggio. Ma con l'obiettivo di dimostrare che non c'è stato quel salto di qualità atteso dal sindaco. 

Tanto per fare degli esempi: l'ex titolare alle Manutenzioni, Marco Iapadre, ha rivendicato la paternità dei lavori di asfaltatura programmati sotto la sua direzione, sollevando critiche sulla gestione del verde infestante alla Passeggiata. A fargli eco sono intervenuti l'ex responsabile dei Lavori Pubblici Maggi, critico sulle mancate riaperture di alcuni impianti sportivi, e l'ex assessore a Scuola e Welfare Altamura, autrice di ripetute stoccate contro i suoi successori. 

L'incognita del numero legale e l'esame dell'Aula

L'attenzione istituzionale è ora interamente concentrata sullo scoglio di lunedì. Il nodo politico principale è squisitamente tecnico: il mantenimento del numero legale. Qualora i quattro esponenti di “Con Bandecchi per Terni” decidessero di non presentarsi in Aula o di astenersi dal garantire la validità della seduta, l'assemblea rischierebbe di saltare, trasformando una disputa interna in una vera e propria crisi politica formale. E il messaggio che Bandecchi ha inviato al gruppo in questo senso è chiarissimo. 

La geometria dell'Aula si presenta complessa per l'amministrazione in carica. Oltre alla gestione della fronda interna, Bandecchi si trova infatti a fronteggiare ben tre blocchi di opposizione distinti: il centrodestra, l'alleanza progressista del Patto Avanti, e la neonata formazione civica ispirata dal generale Vannacci, guidata da Masselli. Il banco di prova di lunedì pomeriggio stabilirà se la maggioranza avrà la tenuta necessaria per proseguire o se le frizioni del fine settimana si cristallizzeranno in una paralisi amministrativa per il capoluogo umbro. Nella quale il vulcanico sindaco non vuoe finire impantanato. 

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