08 Sep, 2026 - 13:45

Terni, B&B del centro trasformato in base dello spaccio: arrestati due "turisti" con la cocaina

Terni, B&B del centro trasformato in base dello spaccio: arrestati due "turisti" con la cocaina

La camera di un bed and breakfast nel cuore della città trasformata in base logistica per lo spaccio di cocaina. Due giovani stranieri, entrati in Italia con visto turistico, sono finiti in manette nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, al termine di una mirata attività dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Terni. Tutto è iniziato con un’auto a noleggio, segnalata nei giorni precedenti come sospetta nei pressi dello Stadio Libero Liberati. I militari in borghese l’hanno seguita fino al quartiere San Giovanni, dove i due hanno avuto un breve incontro con un uomo prima di entrare nella struttura ricettiva. Usciti poco dopo, sono stati fermati durante un controllo. Il nervosismo, le giustificazioni poco credibili e l’atteggiamento poco collaborativo hanno insospettito gli operanti, che hanno eseguito una perquisizione estesa alla camera. Nel comodino sono stati trovati 38 involucri di cocaina, per un totale di 36 grammi, oltre 8.300 euro in contanti, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e un’agenda con la contabilità dello spaccio. Per i due è scattato l’arresto in flagranza e, dopo la convalida, il divieto di dimora in Umbria.

Il pedinamento dallo stadio Liberati al quartiere San Giovanni

L'operazione antidroga, condotta in abiti civili dal personale della Sezione Operativa, è scattata a seguito di un'attenta attività info-investigativa. Le segnalazioni di alcuni cittadini avevano infatti puntato i fari su un'utilitaria, risultata poi noleggiata, notata più volte transitare in modo anomalo nella zona dello Stadio Libero Liberati. Quando l'auto è stata intercettata con a bordo i due individui, i Carabinieri hanno avviato un discreto pedinamento per tracciarne gli spostamenti. La vettura è stata monitorata fino al quartiere San Giovanni. Qui i militari hanno documentato una dinamica tipica dello spaccio "porta a porta": un rapido contatto tra i passeggeri e una terza persona, durato pochi istanti, prima che i sospettati si dirigessero verso un vicino Bed & Breakfast.

Il controllo della "gazzella" e le finte giustificazioni da turisti

La mossa successiva degli investigatori è avvenuta non appena i due sono usciti dalla struttura per risalire in macchina e riprendere la marcia. In quel frangente è intervenuta una “gazzella” dell'Arma per bloccare il veicolo e procedere all'identificazione. Fin dalle prime battute, l'atteggiamento dei fermati si è rivelato poco collaborativo e segnato da un evidente nervosismo. Nel tentativo di eludere i controlli e giustificare la propria presenza in città, i due hanno abbozzato una difesa poco convincente: “Siamo qui per visitare le Cascate delle Marmore”. Una motivazione palesemente incongruente con i movimenti appena tracciati dagli operanti, che ha spinto i militari ad approfondire le verifiche, passando dalla perquisizione personale a quella veicolare.

La perquisizione nella struttura ricettiva e i sequestri

I sospetti hanno trovato immediata conferma quando i controlli sono stati estesi alla camera del B&B in cui i fermati alloggiavano. Quella che doveva essere una semplice stanza d'albergo era stata riadattata a vero e proprio snodo logistico per lo smercio di droga. Nascosti all'interno di un comodino, gli investigatori hanno scovato i 38 involucri di cocaina, pronti per la cessione. Il volume d'affari dell'illecita attività è apparso subito evidente dal ritrovamento di 8.300 euro in contanti, suddivisi in mazzette e ritenuti provento dello spaccio. A completare il quadro probatorio, occultata in un mobile della cucina, è stata recuperata un’agendina contenente la rigorosa "contabilità" delle vendite, insieme al materiale per il confezionamento delle dosi.

L'udienza per direttissima e la decisione del Giudice

Di fronte alla flagranza del reato, per i due finti turisti è scattato l'arresto immediato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Terni, gli indagati sono stati trattenuti in attesa dell'udienza di convalida per direttissima, fissata per il giorno successivo. All'esito dell'udienza, il Giudice ha convalidato gli arresti e, in attesa degli sviluppi del procedimento penale attualmente pendente nella fase del giudizio di primo grado, ha applicato nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella Regione Umbria, allontanandoli di fatto dal territorio.

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