04 Sep, 2026 - 15:31

Terni, bruciate le corone per le vittime dei bombardamenti. Bandecchi: "Gesto disgustoso"

Terni, bruciate le corone per le vittime dei bombardamenti. Bandecchi: "Gesto disgustoso"

Non è soltanto una corona d'alloro ad essere stata data alle fiamme. A Terni, nelle notti tra il 1° e il 2 settembre, due luoghi legati alla memoria collettiva della città sono stati colpiti in successione, con l'incendio delle corone deposte dal Comune per ricordare le vittime dei bombardamenti e la Liberazione.

La prima corona è stata incendiata sul memoriale dedicato alle vittime dei bombardamenti del 1943 e 1944, accanto alla chiesa di San Francesco. Successivamente le fiamme hanno colpito quella collocata sotto la targa che ricorda la Liberazione di Terni, in Piazza della Repubblica. I resti delle corone sono stati ritrovati nelle ore successive dagli operatori dell'ASM, facendo scattare la reazione delle istituzioni e delle associazioni cittadine.

Il Comune ha già deciso di intervenire: nuove corone saranno collocate nei luoghi danneggiati, mentre le immagini del sistema di videosorveglianza sono state messe a disposizione delle autorità impegnate negli accertamenti.

Due episodi nella notte, nel mirino i luoghi della memoria di Terni

Le due corone erano state sistemate dal Comune di Terni in occasione delle ricorrenze del 13 giugno e dell'11 agosto. Non si trattava dunque di elementi casualmente collocati negli spazi pubblici, ma di omaggi istituzionali inseriti in un percorso di commemorazione della storia cittadina.

A prendere posizione è stato il sindaco Stefano Bandecchi, che ha annunciato la sostituzione delle corone e condannato senza esitazioni quanto accaduto.

"Questa mattina l'ufficio di gabinetto del Comune si è attivato per ordinare due corone che lunedì mattina verranno posizionate sul memoriale alle vittime dei bombardamenti del 1943 e del 44, a lato della chiesa di San Francesco, e sotto la targa che ricorda la Liberazione di Terni, in Piazza della Repubblica."

Il primo cittadino ha poi definito in modo netto l'incendio delle corone: "L'aver dato fuoco alle corone erano state apposte dal Comune di Terni in occasione delle ricorrenze del 13 giugno e dell’11 agosto - dichiara il sindaco Stefano Bandecchi - è un gesto disgustoso."

Una condanna accompagnata dalla convinzione che dietro quanto accaduto non vi sia una matrice politica. "Non c'è nulla di politico in atti del genere, credo che gli autori fossero sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e se non fosse cosi ne rimarrei stupito."

Bandecchi ha quindi spostato l'attenzione sul significato dei luoghi colpiti, sottolineando come la loro funzione commemorativa appartenga all'intera comunità ternana.

"Le tante vittime dei bombardamenti così come la Liberazione della città, il ritorno alla democrazia, sono patrimoni condivisi nel quale tutti i Ternani si riconoscono e tutta la città si sente colpita da questi atti scellerati."

Sul fronte degli accertamenti, il Comune ha messo a disposizione degli investigatori gli strumenti utili per ricostruire quanto accaduto. "Chiaramente le immagini del sistema di videosorveglianza del comune di Terni sono a disposizione delle autorità che stanno facendo luce su questi episodi".

ARCI e ANPI: “La memoria democratica di Terni non può essere lasciata sola”

Alla condanna dell'amministrazione comunale si è aggiunta quella delle realtà associative legate alla memoria democratica della città. ARCI Terni ha parlato di episodi che vanno oltre il semplice vandalismo, richiamando il valore storico dei due luoghi presi di mira.

"ARCI Terni esprime la propria ferma condanna per i gravi atti vandalici che, nelle notti del 1° e del 2 settembre, hanno colpito prima la corona di alloro posta sul memoriale delle vittime dei bombardamenti del 1943/44, accanto alla chiesa di San Francesco, e poi quella deposta sotto la targa che ricorda la Liberazione di Terni, in Piazza della Repubblica."

Il messaggio dell'associazione insiste soprattutto sul significato simbolico dell'azione: "Non sono semplici atti di vandalismo." E ancora: "Colpire quei simboli significa colpire la memoria delle vittime civili della guerra, la Resistenza, la Liberazione e i valori di pace, libertà e giustizia sui quali la nostra città ha ricostruito il proprio futuro."

Da qui la richiesta di individuare rapidamente i responsabili e di ripristinare i luoghi interessati: "Per questo chiediamo che vengano individuati al più presto i responsabili e che i monumenti vengano ripristinati. La memoria democratica di Terni non può essere lasciata sola."

ARCI Terni ha inoltre annunciato la propria partecipazione all'iniziativa promossa dalla Sezione ANPI “13 Giugno”, prevista per martedì 8 settembre, in occasione dell'83° anniversario dell'Armistizio e dell'avvio della guerra di Liberazione.

Il messaggio conclusivo dell'associazione sintetizza il senso della mobilitazione: "Perché la memoria non si brucia. Si difende. Si custodisce. Si tramanda".

Sulla stessa linea l'ANPI Terni, che ha ricostruito la dinamica dei due episodi e ricordato come i resti delle corone siano stati rinvenuti al mattino dagli operatori dell'ASM.

"Denunciamo con forza questi gravi atti di vandalismo, particolarmente ignobili, poiché sfregiano alcuni dei simboli con cui la nostra città ricorda la tragedia della II guerra mondiale, le vittime civili, ed i valori di pace, libertà e giustizia con cui la Resistenza e le forze antifasciste contribuirono alla liberazione della città ed alla sua ricostruzione, materiale e morale, nel dopoguerra."

L'associazione ha chiesto all'amministrazione di utilizzare anche le immagini delle telecamere per cercare di risalire ai responsabili e procedere al ripristino dei monumenti.

La Sezione ANPI “13 Giugno” ha infine comunicato la propria disponibilità a sostituire la corona di Piazza della Repubblica, fissando l'appuntamento per martedì 8 settembre alle 18.30. La cerimonia coinciderà con l'83° anniversario dell'Armistizio e dell'inizio della guerra di Liberazione e comprenderà anche un omaggio al monumento ai Resistenti presso la Rotonda dei Partigiani.

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