Lo spopolamento dei piccoli centri non è più una questione che riguarda soltanto il Mezzogiorno. Da Nord a Sud, le aree interne italiane fanno i conti con il calo della popolazione, l’invecchiamento progressivo dei residenti e la difficoltà di garantire servizi e opportunità a chi vive nei territori. È su queste criticità che si concentra l’indagine conoscitiva della Commissione parlamentare per le Questioni regionali, arrivata nella tarda mattinata in Prefettura a Terni, dove è stata accolta dal Prefetto Antonietta Orlando, per la terza tappa di un percorso che toccherà tutte le regioni italiane.
Presieduta dal senatore Francesco Silvestro, la Commissione è composta dal vicepresidente della Commissione, senatore Bartolomeo Amidei, dal magistrato e consulente Catello Maresca, dal consigliere parlamentare Paolo Cacopardo, dal consulente Francesco Piscitelli e da Antonio Auricchio, componente della Segreteria particolare del presidente. Dopo un primo punto con la stampa, il confronto è entrato nel vivo con alcuni rappresentanti delle istituzioni territoriali, tra cui il vicepresidente della Provincia di Terni Francesco Maria Ferranti e l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Terni Sergio Cardinali.

Quella di Terni è la terza tappa dell’indagine conoscitiva, dopo Benevento ed Avellino, "fortemente voluta dalla Commissione" ha sottolineato Silvestro con i giornalisti. Le informazioni raccolte sui territori confluiranno succesivamente nella relazione che la Commissione presenterà al Parlamento al termine del percorso nazionale "per cercare di fare una legge ad ampio raggio che contempli anche dei fondi" ha aggiunto. La finalità è attraversare il Paese per comprendere le ragioni dello spopolamento delle aree interne e individuare quali condizioni possano favorire la permanenza e il ritorno, soprattutto per le nuove generazioni.
"Riteniamo che i borghi siano luoghi di opportunità e possano rappresentare una grande risorsa", ha detto ancora Silvestro, mettendo in evidenza come il problema non sia soltanto quello di arginare le partenze, ma di creare le condizioni perché restare torni a essere una possibilità concreta. Tra i nodi da affrontare ci sono la distanza dai grandi centri, la qualità dei servizi e la capacità di offrire prospettive. In alcuni borghi, ha osservato il presidente della Commissione, anche un servizio essenziale come quello del medico di base può diventare difficile da garantire.

Ma la distanza geografica non basta da sola a spiegare il fenomeno e la storia negli anni ha cambiato volto. Se fino a pochi anni fa erano i giovani del Sud a spostarsi verso il Nord, oggi a partire sono persone provenienti da diverse aree del Paese, spesso andando oltre confine. Il tutto mentre sullo sfondo restano la denatalità, che interessa l’intero territorio nazionale, e una crescente difficoltà a guardare al futuro con fiducia.
Sullo spopolamento servono risposte su più fronti, è stato evidenziato a più riprese, che siano in grado di invertire la tendenza. L'obiettivo è creare condizioni che rendano attrattivi i territori, includendo servizi, trasporti, connettività, cultura e formazione.

Proprio su quest'ultimo punto, tra le leve individuate dalla Commissione c’è anche l’università, considerata un possibile aggancio per incentivare i giovani a restare e favorirne il ritorno. Accanto a ciò, Silvestro ha indicato nell’agroalimentare uno dei settori con maggiori potenzialità di crescita.
Maresca, infine, ha richiamato anche il tema delle risorse, soffermandosi in particolare sulle opportunità offerte dal Pnrr, "uno strumento straordinario - così l'ha definito - che però non sembra essere stato pienamente utilizzato".
Il lavoro sul campo non si ferma a Terni. La missione proseguirà mercoledì 7 ottobre in Toscana, con la tappa di Siena. Città dopo città, grazie al confronto diretto con i rappresentanti degli enti e delle realtà locali, la Commissione sta così costruendo una fotografia puntuale delle aree interne italiane: territori diversi tra loro, alle prese con grandi sfide e trasformazioni che li accomunano.