29 Sep, 2026 - 14:00

Terni, un anno di Controllo di vicinato: 30 interventi, arresti e l'appello per nuovi volontari

Terni, un anno di Controllo di vicinato: 30 interventi, arresti e l'appello per nuovi volontari

A un anno dall’avvio del controllo di vicinato a Terni, i numeri forniti dal sindaco Stefano Bandecchi in consiglio comunale disegnano un bilancio fatto di risultati operativi e di partecipazione ancora limitata. Il progetto, nato con la delibera n. 208 e un protocollo con la Prefettura, conta oggi 30 aderenti, suddivisi in 19 coordinatori e 11 partecipanti, distribuiti su sei zone della città.

Grazie alle loro segnalazioni sono stati effettuati 30 interventi delle forze dell’ordine, su casi di spaccio di sostanze stupefacenti con arresti, molestie sessuali con fermi di stalker, bivacchi, disturbo della quiete pubblica, danneggiamenti e occupazioni indebite. Bandecchi ha sottolineato che il servizio ha un costo zero per il Comune e ha spiegato la scelta di costruire prima la “piramide” dei coordinatori, definendoli gli “ufficiali” del sistema. Il primo cittadino ha anche rilanciato l’appello alla cittadinanza, auspicando l’adesione di altri 150 volontari, perché la struttura esistente potrebbe gestire fino a 250 persone.

Il nodo della partecipazione civica: l’interrogazione dell’opposizione e i dubbi sull’efficacia

A sollevare la questione in aula è stato il consigliere comunale Emidio Gubiotti (PD), che ha chiesto conto dell'effettivo stato dell'arte a dodici mesi dall'introduzione dello strumento di sicurezza partecipata. Citando una relazione della comandante della Polizia Locale, Sassi, e le criticità emerse sulla stampa locale nell'agosto 2026, l'esponente dem ha acceso i riflettori sulla netta sproporzione tra la struttura creata e i cittadini effettivamente coinvolti.

Per l'opposizione di centrosinistra, i numeri esigui riflettono una chiara aspettativa della cittadinanza: “Il problema a mio avviso non è che i cittadini non sentano la necessità di essere tutelati, ma che si aspettano che siano le istituzioni preposte a farlo”. Gubbiotti ha definito la misura una mera operazione “politica e propagandistica”, pur riconoscendo l'importanza del fattore di spesa nulla per le casse pubbliche. "Su questo fronte, le informazioni oggettive relative a future strategie di reclutamento dettagliate dall'amministrazione risultano non pervenute - secondo il consigliere comunale del PD -, limitandosi l'azione al rinnovo dell'appello pubblico".

La strategia: priorità alla rete dei coordinatori e focus sul contrasto allo spaccio

La replica dell'amministrazione ha puntato a smontare le critiche sui numeri. Il sindaco Stefano Bandecchi ha difeso l'impostazione organizzativa del progetto, motivando la discrepanza tra coordinatori e semplici partecipanti con una precisa necessità tattica e di affidabilità.

“Una piramide si costruisce dall'alto”, ha affermato il sindaco, sottolineando come la delicatezza del ruolo richieda figure in grado di monitorare il territorio senza generare allarmi infondati. Da qui la scelta di nominare prima i 19 coordinatori, considerati i veri e propri “ufficiali” di un sistema suddiviso. L'efficacia della misura, secondo il primo cittadino, si valuta nella gravità dei reati sventati. Le segnalazioni tramutate in interventi diretti hanno infatti permesso di colpire la rete locale dello spaccio di stupefacenti, portando ad arresti e indagini formali, e di intervenire tempestivamente su episodi di molestie sessuali, bloccando l'azione di stalker.

L'appello per nuovi iscritti e la riflessione sul senso civico oltre le appartenenze politiche

Se i risultati sul fronte repressivo vengono rivendicati con forza dalla giunta, resta aperto il tema della partecipazione. Il sindaco di Terni ha imputato la scarsa affluenza a una più generale mancanza di educazione civica, paragonando le difficoltà del Controllo di vicinato a quelle storicamente vissute dalla Protezione Civile nel reperire risorse umane sul territorio.

“C'è uno scarso desiderio generale di aiutare il prossimo gratuitamente”, ha constatato Bandecchi, ribadendo l'impossibilità di forzare la cittadinanza all'adesione. Infine, in risposta alle accuse di propaganda mosse dall'opposizione, il vertice di Palazzo Spada ha voluto decontestualizzare la misura dalle logiche di schieramento. Lo strumento, ha ricordato, non è un'invenzione dell'attuale amministrazione né della destra: "L'idea originaria risale infatti a un governo di centrosinistra, con le prime implementazioni assolute sviluppate in Emilia-Romagna".

La sfida resta ora quella di colmare il divario strutturale tra i 30 iscritti attuali e il potenziale bacino di 250 volontari.

LEGGI ANCHE