Il Teatro Secci di Terni ha ospitato ieri pomeriggio 'Eventi come motore', tavolo tecnico nato per riflettere sulle potenzialità dei grandi eventi, come leva economica e turistica per la città. L'iniziativa, promossa da Hangar 29, in collaborazione con il Comune di Terni e con il supporto di Regione Umbria e Università Niccolò Cusano, ha visto in sala addetti ai lavori, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni. Da remoto è intervenuta l'assessora al Bilancio Michela Bordoni mentre in presenza c'era l'assessora alla Cultura Tiziana Laudadio.
Fare rete per trasformare Terni in una città di eventi da vivere: è questa una delle direzioni emerse dal confronto che ha visto operatori, tecnici e amministrazione condividere esperienze, obiettivi e possibili strategie. Una sinergia necessaria per valorizzare le numerose location della città che, è stato ribadito a più riprese, hanno grandi potenzialità, e costruire al contempo un’agenda condivisa, capace di coordinare sicurezza, mobilità e accoglienza.
Su questo, è stato menzionato il Pala Terni che rappresenta già un esempio concreto di tale strategia, mentre l’Aviosuperficie si prospetta come una sfida, anche sul fronte della sostenibilità e della gestione dei flussi. L’obiettivo è dare vita ad un sistema virtuoso e, parallelamente, imparare a "vendere" Terni alle grandi produzioni, trasformando le potenzialità del territorio in nuove occasioni di sviluppo.

Ad aprire il panel è stato Tony Reli, esperto internazionale di logistica per grandi eventi, che ha posto l’attenzione sul valore che i festival possono generare per i territori che li ospitano. Un impatto che va ben oltre l’evento in sé e che coinvolge l’intero tessuto economico e ricettivo di una città, dalla capacità alberghiera alla ristorazione, fino ai trasporti.
"Attualmente - ha ricordato - il più grande festival al mondo è il Tomorrowland. E viene fatto ogni anno in un comune di 17mila abitanti in Belgio richiamando nelle due settimane in cui si svolge, 400mila persone che hanno bisogno di hotel, di mangiare, di trasporti. In Italia abbiamo l’esempio del Kappa FuturFestival di Torino, nato 15 anni fa con 500 persone e oggi tra i dieci festival più importanti del globo".
Hangar 29 è una realtà composta interamente da giovani. Si è presentata alla città lo scorso anno con il festival interamente dedicato alla musica techno al Pala Terni. Un'esperienza nata da un sogno che, spiegano, ha avuto un ottimo riscontro di pubblico - proveniente in buona parte da fuori - e che durante l'estate appena trascorsa si è ulteriormente evoluta approdando all'anfiteatro Fausto.
"Il grande evento - ha sottolineato Andrea Brunotti, 26 anni, fondatore di Hangar 29 - è l’unica industria che genera soltanto esternalità positive. Tutto l’indotto lavora a capitale zero, c’è soltanto l’organizzatore che rischia. Ed è per questo che l’organizzatore non deve essere lasciato solo dalle istituzioni".
Importante in questo senso il dialogo con Comune di Terni dal quale, ha spiegato, l'organizzazione ha ricevuto massimo supporto a partire dal sindaco. "Bandecchi ha appoggiato subito le idee di un giovane come me, pieno di entusiasmo e anche un po' incosciente - ha detto -. Adesso stiamo lavorando insieme per organizzare gli eventi per i ragazzi, che a Terni mancano da troppo tempo. La società del sindaco porterà un bel sostegno economico per il format".
Ed è proprio la già citata Aviosuperficie che nei piani di Hangar 29 si candida a diventare l'epicentro di un grande festival da 30mila persone al giorno. Un progetto ambizioso, già in fase di definizione, che punta a fare della sostenibilità la propria cifra stilistica, a partire dalla produzione dell’energia necessaria per alimentarlo.
"Vogliamo portare quello che sarà il nostro festival 2027 ad essere il primo festival in Italia completamente green. Abbiamo un dialogo aperto per portare i primi generatori a idrogeno. Per quello che sarà l'evento in Aviosuperficie abbiamo bisogno di almeno un megawatt di energia. Ci forniranno due gruppi da 500 kilowatt ciascuno e l’unico scarto sarà l'acqua, che potrà essere utilizzata per l’irrigazione dei campi". L’obiettivo è dunque sperimentare un modello di festival a basso impatto anche se rimangono rimangono diversi nodi da affrontare, dalla viabilità alla ricettività dove, tra le altre cose, è stata lanciata la possibilità di un glamping.
Il tavolo ha suscitato un dibattito vivace che ha toccato argomenti importanti relativamente alla pianificazione degli eventi. Tra le proposte emerse, particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione delle location già presenti sul territorio. In quest’ottica, si è ipotizzata la creazione di un software per la mappatura e la catalogazione delle venue presenti a Terni.
Altro elemento emerso, la necessità di rafforzare il dialogo tra gli organizzatori e l’amministrazione comunale per rendere più fluida la progettazione. Infine, un capitolo importante del confronto ha riguardato l'aspetto legato alla sicurezza, con particolare attenzione ai costi e agli aspetti organizzativi.