Il nuovo volto di largo Cairoli è ormai delineato e, in vista della riconsegna alla città, la Prima commissione del consiglio comunale di Terni traccia la linea sulla sicurezza per tutelare l'area dell'ex Cavallerizza.
L'organismo dell'assemblea, riunitosi in mattinata per un sopralluogo tecnico direttamente all'interno del cantiere in pieno centro della città, ha infatti approvato all’unanimità l'installazione di un impianto di videosorveglianza di ultima generazione. La formale proposta, avanzata dal presidente della commissione Andrea Sterlini (Con Bandecchi per Terni), punta a un obiettivo chiaro: blindare dalle incursioni dei vandali la zona monumentale.
L'intento condiviso è quello di evitare categoricamente che il nuovo spazio pubblico, frutto di un massiccio investimento complessivo che sfiora i due milioni di euro, si trasformi in un degradato luogo di ritrovo per soggetti poco raccomandabili, un destino purtroppo già registrato in altre zone del tessuto urbano.
Nel corso dell'ispezione odierna, i commissari hanno potuto verificare lo stato di avanzamento della riqualificazione, ormai prossima alla conclusione, focalizzando l'attenzione sull'integrazione tra la moderna sistemazione a verde e la delicata area archeologica emersa durante gli scavi.
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Il cantiere ha cancellato definitivamente le tracce del recente passato, eliminando lo slargo asfaltato che un tempo ospitava le storiche bancarelle del mercatino "di piazza Valnerina" e il caotico parcheggio di superficie.
L'intervento si inserisce organicamente nella cornice più ampia del Piano periferie, il cui complesso iter amministrativo e tecnico era stato oggetto di una puntuale verifica istituzionale lo scorso 2 ottobre.
In quell'occasione, a supervisionare le tempistiche, si era tenuto un incontro che ha visto la partecipazione dei tecnici comunali, dell'assessore Sergio Anibaldi, di Roberto Meloni (responsabile comunale del Piano) e di Marco Villani, vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e responsabile nazionale dei Piani periferie.
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Quello che sulla carta della burocrazia era l'intervento 3c, denominato asetticamente “Largo Cairoli: nuovo mercato giornaliero”, si è evoluto in corso d'opera mutando radicalmente vocazione.
Il progetto aggiornato ha infatti trasformato la superficie in un vero e proprio giardino archeologico urbano. La Soprintendenza ai beni culturali dell'Umbria, in stretta e costante sinergia con i tecnici del Comune, ha dettato la linea rigorosa per la valorizzazione dei ritrovamenti, optando per una soluzione che garantisse l'adeguata tutela e visibilità alle antiche strutture.
I resti, come concordato, non verranno interrati. Da un lato il progetto incorpora le fondamentali opere di valorizzazione e conservazione relative alle preesistenze emerse con lo scavo. Dall'altro, prevede nuove e moderne opere di arredo urbano.
Se la parte principale dell'intervento strutturale è da considerarsi realizzata, i lavori si concentrano oggi sulle finiture. Il terzo stralcio, che riguarda specificamente la zona in cui sono emerse le mura urbiche romane e le opere finali dell'intera area, ha un valore di circa 171 mila euro.
L'appalto è stato affidato alla Corbo Group, la medesima impresa edile già impegnata nella proficua conclusione della seconda fase dei lavori.
Il capitolato prevede una precisa sistemazione degli spazi: verranno messi a dimora alberi sempreverdi e arbusti, mentre i percorsi pedonali saranno caratterizzati da aree pavimentate con classici sampietrini, panchine per la sosta e pergole frangisole per ombreggiare le sedute, creando un contrasto armonico tra l'arredo contemporaneo e la pietra antica.
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A illustrare ai commissari e alla stampa il cuore nevralgico dell'intervento di recupero è stato l'ingegner Carlo Fioretti, Responsabile unico del procedimento.
“La parte più interessante dal punto di vista delle testimonianze anche oggi è da tenere in vista”, ha spiegato il Rup durante la visita. Il progetto prevede la riproposizione a terra del sedime della chiesa di Santa Teresa, del chiostro dell’ex monastero e dell'esatto tracciato delle mura.
“Sarà allestita una grande teca trasparente e calpestabile - ha spiegato - che consentirà di leggere le fondazioni delle antiche mura romane. Si tratta di manufatti caratterizzati da blocchi di pietra, più sformati, con drenaggi intorno”.
L'esposizione protetta permetterà una visione inedita del sottosuolo ternano, con i blocchi delle mura che salgono a delimitare i confini della antica città. “Non a caso abbiamo ritrovato anche dei camminamenti e una pavimentazione in acciottolato che non sono di epoca romana, che però manterremo comunque proprio per far capire come ci sia questa stratificazione storica”, ha spiegato l'architetto del Comune.
L'area svelerà anche i resti dell'arco di fondazione dell'ex convento seicentesco, le cui mura sono state ricoperte come indicato dalla Soprintendenza. “In questi pochi metri quadri sono sintetizzate le stratificazioni storiche presenti su quest'area”, ha concluso l'architetto.
La teca sarà dotata di illuminazione interna, percorsi luminosi esterni, contenuti multimediali esplicativi e di un impianto di aerazione studiato appositamente per evitare la formazione di condense, oltre a un passo d'uomo indispensabile per le future manutenzioni.