Dalle chat infuocate del fine settimana alla pax e alla concordia dell'incontro privato, tutto nell'arco di un week end. Nessuna crisi di maggioranza in consiglio comunale, nessun rischio per il numero legale e un'armonia pienamente ritrovata tra il sindaco Stefano Bandecchi e il gruppo che porta il suo nome, espressione diretta della lista civica che ha eletto più consiglieri a Palazzo Spada: Con Bandecchi per Terni, animato da Severoni, Sterlini, Mengaroni e Colasanti. Che le cose sarebbero filate lisce lo si era del resto compreso già nella prima mattinata dalla presenza nei lavori della terza commissione proprio di Mengaroni, che ha lasciato i banchi dell'assemblea nell'istante esatto in cui Bandecchi faceva il suo ingresso nell'atrio municipale, rassicurando taccuini e telecamere con una battuta secca: “Il consiglio ci sarà, non ci sono problemi”.

Per dichiarare valida la seduta dell'assemblea cittadina c'è stato bisogno di una seconda chiamata prima di raggiungere il numero legale. Ma succede sempre, niente di nuovo, nessun messaggio occulto. Un passaggio privo di imprevisti sostanziali. Seppure, stando alle indiscrezioni confermate già alla vigilia, anche laddove i quattro esponenti dissidenti avessero scelto di disertare i banchi, i lavori si sarebbero regolarmente aperti grazie all'opera di mediazione e di moral suasion condotta dai maggiorenti della coalizione di governo verso alcuni membri dell'opposizione più legati alla forma e a una politica di, appesament - come la chiamano gli inglesi -, di pacificazione istituzionale. Avere a disposizione almeno diciassette consiglieri per incardinare l'ordine del giorno ha consentito comunque a Stefano Bandecchi e ai suoi fedelissimi di certificare la tenuta dell'asse amministrativo, anche se questi rituali interessano per lo più alla bolla della politica.
L'intesa, in realtà, era già stata incanalata dopo quarantotto ore di fibrillazioni, messaggi al vetriolo e successivi segnali di distensione, culminati nell'intervista domenicale rilasciata dal sindaco a Tag24 Umbria nella quale veniva ribadita la convinzione circa la buona fede dei consiglieri allontanatisi dalla linea monolitica di Alternativa Popolare. Nel giorno in cui si registra anche il debutto sui banchi del gruppo consiliare di Futuro Nazionale, Con Masselli che ha aderito alle posizioni di Vannacci, l'assetto della maggioranza consiliare assume formalmente una fisionomia binaria: ad Alternativa Popolare - sigla per la quale il sindaco non ha escluso in passato una ridenominazione in Dimensione - si affianca ufficialmente la neonata compagine di Con Bandecchi per Terni, che ha poi partecipato alla riunione congiunta con il primo cittadino convocata nella sala riservata ai gruppi di governo dopo la fine del consiglio comunale.

Il patto, in realtà, era stato siglato alle 9.30 nell'ufficio di gabinetto di Stefano Bandecchi, prima di essere ratificato coralmente di fronte all'intera maggioranza. Sul tavolo nessun rimpasto di potere, bensì un'intesa imperniata sulla richiesta di un confronto sistematico tra esecutivo e assemblea elettiva e su una maggiore efficienza degli uffici municipali.
A chiarire la natura delle rivendicazioni è stato lo stesso primo cittadino, che ha prima spiegato ai cronisti e poi ribadito all'intera coalizione di governo quando accaduto. "La richiesta che mi è stata fatta è quella di un miglioramento della funzionalità del Comune - ha detto il sindaco Bandecchi - Quello che i 4 consiglieri avevano detto per le vie brevi, l'hanno dichiarato nell'incontro di stamane. Io sono d'accordo dal primo giorno sul fatto che il Comune deve funzionare meglio. Tanto per fare un esempio, mi facevano vedere un buco sul tetto di una scuola che ho visitato io, credo, quattro mesi fa. Doveva essere messa a posto. Cominciano le scuole, non è ancora a posto. Non mi hanno chiesto posti o assessorati, né quote rosa. Non c'è un problema di tenuta della maggioranza, perché noi operiamo fissando un punto di partenza e uno di arrivo e dobbiamo andare avanti insieme disegnando delle linee rette che vanno da punto a punto. Qualunque cosa non andrà in questa maniera come noi abbiamo promesso ai cittadini tre anni fa farà cambiare le cose”.
Il sindaco ha poi affrontato direttamente la frizione strutturale che contrappone l'organo consiliare ai delegati della sua giunta: “Il tema specifico è che dal primo giorno i consiglieri tutti chiedono un maggior confronto con gli assessori. Questo capitava nella vecchia giunta e capita nella nuova giunta. Io che vi devo dire? Sinceramente, con me tutti hanno confronto e quando vogliono ce l'hanno. Io credo che si debba trovare un sistema. Quindi c'è un fondo di verità in questo è una cosa che va avanti da tre anni. Non capisco perché degli assessori che devono rispondere al volere politico dei consiglieri non parlino con i consiglieri”.

A margine dei lavori consiliari, i quattro esponenti della nuova formazione hanno confermato integralmente la dinamica illustrata dal sindaco. Il quadro direttivo vede Marina Severoni nel ruolo di capogruppo e Andrea Sterlini quale vice capogruppo, con Federica Mengaroni e Andrea Colasanti a completare la compagine consiliare.
“Il confronto è andato bene, siamo arrivati tardi in consiglio perché dopo le interlocuzioni che abbiamo avuto nel fine settimana con il sindaco ci siamo incontrati”, hanno chiarito i consiglieri, delineando la propria posizione: “La nostra linea è quella che abbiamo tracciato subito dall'inizio con l'uscita da AP e il comunicato stampa che abbiamo reso ufficiale, quindi è un nuovo gruppo. Noi stiamo proseguendo un lavoro che è già tracciato, quindi proseguiremo con le scuole, proseguiremo con tutto quello che è stata l'attività politico-amministrativa che abbiamo avuto in questi tre anni precedenti. Sicuramente vogliamo una maggiore attenzione e un maggior dialogo”.
Il primo terreno di verifica ha riguardato l'atto d'indirizzo sugli asili nido, approdato all'ordine del giorno senza un preventivo raccordo con la base assembleare: “Abbiamo parlato anche di questo, soprattutto di questo e abbiamo chiesto la sospensione proprio per presentare degli emendamenti. Nel corso del fine settimana infatti abbiamo avuto delle interlocuzioni tecniche. Abbiamo concordato questi emendamenti con il sindaco che è stato favorevole alle nostre relazioni tecniche su questa deliberazione Abbiamo presentato le nostre richieste, le nostre osservazioni”.

Riflettori puntati anche sulla pratica inerente all'apertura di una nuova attività commerciale in via del Centenario, attorno alla quale la fronda ha escluso categoricamente l'esistenza di veti ideologici: “Non è uno strappo, è un approfondimento. Abbiamo avuto un cambio di passo rispetto a chi c'è stato negli anni precedenti, rispetto alle commissioni. Le commissioni sono parte integrante del Consiglio Comunale, sono il supporto al Consiglio Comunale. Noi anche lì dovremmo fare dei sopralluoghi, abbiamo chiesto dei pareri tecnici alla Segretaria Generale. Su alcuni aspetti specifici tecnici siamo in attesa di una risposta e poi, come è stato concordato con i consiglieri sia di maggioranza che di minoranza, faremo un sopralluogo sul posto per vedere le questioni della viabilità e degli esercizi commerciali”.
Resta categorico il rifiuto verso speculazioni legate all'ingresso nell'esecutivo cittadino: “No, assolutamente. E nessuno di noi quattro ha mai fatto richiesta di assessorato. Non è proprio questo lo spirito del gruppo. La maggioranza è sempre più solida e c'è sempre più attenzione nei confronti della città”.
La vertenza rientra così nei binari istituzionali. A sintetizzare il superamento dell'impasse è stato lo stesso Stefano Bandecchi, ricorrendo a un'immagine a effetto dinanzi all'aula: “Sapete perché non considero questo come un momento difficile? Perché per me fare il sindaco di Terni è come parcheggiare una Smart e metterla in uno spazio di 30 metri”.