Quando si pensa alla Val d’Orcia vengono in mente il verde e i cipressi, sotto un bel cielo, magari azzurro. Immagini che nel racconto fotografico di Laura Priami non ritroviamo, per una scelta precisa. Con l’esposizione 'Sipari 26', sua prima personale umbra, emerge una narrazione ben diversa di questo angolo di Toscana.

Anzitutto c’è la terra, resa attraverso le geometrie del lavoro umano e poi l’inverno che le avvolge, e no, il cielo non s’intravede affatto. Una visione che asciuga lo sguardo e lo invita a soffermarsi su ciò che resta, quando il clamore della bella stagione e dello scatto instagrammabile, lasciano spazio all’autenticità. È il genius loci che si svela grazie alla sensibilità di un’artista che ha saputo indagare quelle trame, recuperandone l’essenzialità. Ne emerge una poesia visiva, che ha il gusto della riappropriazione e del rispetto.
Ma c'è anche di più. Priami, originaria della Maremma toscana e trapiantata a Terni da quattro anni, oltre che fotografa è operatrice culturale fortemente impegnata sul territorio con CAU-Cantiere di Arti Urbane, festival delle arti curato dall'associazione Tempus Vitae.
Il progetto fotografico, nato tra il 2018 e il 2019, dopo le tappe di Massa Marittima e Siena, si è ora rinnovato trasformandosi attraverso le esperienze, la cultura e gli affetti che Priami ha costruito proprio nella città dell’acciaio, arricchendosi di persone e contributi che l’hanno portato in una dimensione più ampia.

"L’anno scorso ho deciso di esporre il progetto insieme alle persone che mi circondano e vivono con me l’arte – dice Priami ai microfoni di Tag Umbria+ -. Queste foto sono tutte senza cielo e senza cipressi, ho voluto toglierli, ho tolto tutto il superfluo. Per me è importante la grafica e sono molto legata al bianco e nero ma è dalle foto a colori che è arrivato il titolo" ci spiega.

Stampate su carta cotone martellata che conferisce loro una vocazione quasi materica, ogni foto è parte di un’evoluzione. Il punto di partenza è l’amato bianco e nero dove, molto misuratamente, si affaccia anche il colore. Che non vuole effetti scenici, ma che apre, esattamente come i 'Sipari' del titolo, a una visione necessaria della realtà. Lo spettacolo spontaneo è quello del paesaggio, dove azione naturale e antropica si intrecciano, aspetti che Priami ha colto con estrema attenzione.
La mostra, curata da Franco Profili e Domenico Cialfi, ha inaugurato in questi giorni a Terni presso lo studio fotografico 'Mintaka' di Matilda Trabalza, in via del Plebiscito. Una location che non è una semplice cornice ma uno spazio che accoglie e valorizza queste quindici opere.
Inserita nel calendario di CAU, l'esposizione è "legata alla capacità di fare rete, mettendo insieme persone e luoghi diversi. Attorno a questa serie di fotografie, si sono raccolti i contributi di quelle persone che Laura è riuscita ad avvicinare a sè in questa sua vita a Terni", sottolinea Profili.
'Sipari 26', che ha il patrocinio del Comune di Terni, di Confcommercio Terni e del Centro Studi Storici di Terni, sarà aperta e visitabile presso Mintaka Studio in via del Plebiscito, 5/7 fino al 7 novembre 2026. L'artista sarà presente dal giovedì al sabato, dalle 17 alle 19.30. Il catalogo comprende testi critici di Domenico Cialfi, Domenica Giaco e Franco Profili, una poesia di Saverio Bafaro e un contributo di Bruno Di Blasi, recentemente scomparso, a cui è dedicato. Dopo Terni, la mostra proseguirà il suo viaggio a Rieti dove approderà a dicembre.