La quarta commissione consiliare di Palazzo Spada si è trasformata in una specie di di far west, culminato nell'allontanamento forzato di un consigliere con tanto di intervento della polizia locale.
Il presidente dell’organismo di garanzia e controllo, Francesco Maria Ferranti (capogruppo di Forza Italia), ha infatti disposto l'espulsione dall'aula del consigliere del gruppo misto Guido Verdecchia a causa di reiterate intemperanze verbali e procedurali registrate durante l'audizione dell’assessore al bilancio Michela Bordoni, convocata per chiarire la chiusura della farmacia Afm di Sabbione seguita a una delibera dell'Usl Umbria 2.
Una seduta formalmente tecnica, celebrata a porte chiuse, che ha fatto emergere le frizioni politiche pregresse che attraversano l'emiciclo cittadino, interrompendo bruscamente i lavori amministrativi.
Il diverbio è scaturito dalla correzione, da parte del presidente Francesco Maria Ferranti, di una presunta imprecisione contenuta nell’intervento preliminare svolto da Guido Verdecchia.
La replica di quest'ultimo ha innescato un'escalation verbale immediata. Di fronte all'impossibilità di proseguire l'audizione dell'assessore Michela Bordoni, il presidente ha ritenuto i toni utilizzati non conformi al corretto andamento della seduta, disponendo la sanzione dell'allontanamento immediato ed esigendo l'intervento in aula degli agenti della polizia locale per eseguire il provvedimento di espulsione.
Secondo quanto raccontati dai testimoni, la misura ha consentito di ristabilire l'ordine istituzionale necessario per concludere la discussione sul presidio farmaceutico di Sabbione senza ulteriori incidenti, anche se il diverbio è continuato anche fuori dall'aula coinvolgendo altri commissari.
Il giorno dopo, il presidente della commissione Francesco Maria Ferranti ha raccontato ai microfoni di TagUmbria + la propria ricostruzione dell'accaduto. Inquadrando l'episodio non come un attrito individuale, o come un fatto politico legato alla "faida" interna a Forza Italia, ma come una violazione delle regole di funzionamento dell'organo collegiale.
“Più che con me - dice Ferranti, che è attualmente sospeso da FI per aver accettato da Bandecchi il ruolo di vicepresidente della Provincia - lo scontro è con l'istituzione commissione che in questo caso io presiedo. Non è la prima volta che le intemperanze e la mancanza di rispetto del regolamento del consigliere del gruppo misto Verdecchia comportano una sospensione ai lavori, un rallentamento e rendono improduttive le riunioni. In questo modo si sperperano anche le risorse dei cittadini, dato che le sedute erogano il gettone di presenza”.
Il presidente della Commissione garanzia e controllo è sceso nel dettaglio della dinamica procedurale e ha annunciato provvedimenti. Anche se nega la volontà di chiedere l'intervento dei magistrati.
“Il collega Verdecchia pretendeva di intervenire sul fatto personale, che scatta solo se si viene offesi o lesi nella propria dignità. Ciò non è avvenuto e non gli ho accordato la parola. A quel punto ha iniziato ad alzare i toni, si è alzato ed è venuto a parlare con forza cercando di scansarmi per accendere il microfono dal banco della presidenza, davanti a tutti - racconta Ferranti - . Ha avuto poi un alterco dentro e fuori con il collega Masselli (capogruppo di Futuro Nazionale, ndr), usando termini fuori posto. Ho scritto al presidente del consiglio comunale per chiedere la convocazione urgente della conferenza dei capigruppo: non andrò a denunciare Verdecchia in procura per non ingombrare gli uffici giudiziari con fatti irrilevanti, ma deve rispettare le regole”.
Nonostante le smentite, l'alterco consumato tra i banchi della commissione affonda le proprie radici nelle vicende interne a Forza Italia e nel dualismo Ferranti-Verdecchia.
Guido Verdecchia, in passato capogruppo della maggioranza di Alternativa Popolare, ha abbandonato lo schieramento bandecchiano per approdare al gruppo misto e, successivamente, formalizzare la tessera del partito azzurro guidato a livello nazionale da Antonio Tajani.
Tuttavia, il capogruppo forzista Francesco Maria Ferranti non ha mai concesso il nulla osta per il suo ingresso nel gruppo consiliare ufficiale, relegandolo di fatto in una collocazione ibrida: iscritto al partito ma privo di agibilità nel gruppo consiliare di riferimento.
Questa contrapposizione ha registrato un ulteriore elemento di attrito nel corso del dibattito con la presa di posizione del consigliere di Futuro Nazionale Orlando Masselli, il quale ha evidenziato come le scintille procedurali tra i due protagonisti fossero la diretta conseguenza di una resa dei conti interna all'area azzurra, provocando la reazione stizzita dello stesso Guido Verdecchia.
Per l'esponente del gruppo misto non si tratta del primo provvedimento disciplinare: in precedenza era stato allontanato dai lavori d'aula anche dalla presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli, a riprova di una dialettica consiliare sempre più aspra, mano a mano che si avvicinano gli appuntamenti elettorali.