È stato ritrovato senza vita il corpo di Annibale Andreoli, da tutti conosciuto come “Bibe”, l’ottantenne di San Venanzo scomparso giovedì scorso. La drammatica notizia ha messo fine alle estenuanti ricerche che per giorni hanno impegnato i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i Carabinieri e le squadre del Sasu nel territorio del comune di Umbertide. L’uomo, che era affetto da Alzheimer, aveva fatto perdere le proprie tracce giovedì. Le operazioni avevano subìto un'accelerazione decisiva dopo il ritrovamento della sua Suzuki Jimmy nera, rintracciata venerdì sera in località Racchiusole.
Nella mattinata di oggi, il ritrovamento del telefono cellulare della vittima da parte di un passante ha consentito di restringere in modo definitivo l’area di battuta. I soccorritori hanno raggiunto il triste epilogo in una zona di fitta vegetazione, a circa un chilometro in linea d’aria dal punto in cui era stata individuata l’utilitaria. Al recupero hanno partecipato i nuclei specializzati TAS e SAPR dei Vigili del Fuoco di Perugia, le unità cinofile, il Sasu e l’elicottero Drago.
La svolta in una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l'intera comunità umbra è arrivata in tarda mattinata, intorno alle ore 12. Un passante, transitando nella zona rurale di Umbertide, ha notato a terra il dispositivo mobile di Andreoli. Una scoperta fondamentale che ha permesso alle forze dell'ordine e ai soccorritori di focalizzare gli sforzi in un quadrante ristretto. “Il ritrovamento del telefono cellulare ha consentito di restringere ulteriormente il raggio di azione”, emerge dai resoconti operativi. L'area in questione è caratterizzata da una natura impervia, dove la fitta macchia boschiva ha reso l'avanzamento delle squadre di terra lento e particolarmente ostico. Il corpo senza vita dell'ottantenne giaceva in un punto isolato, distante circa mille metri in linea d'aria dall'ultimo avvistamento legato al suo veicolo. Un quadro drammatico che ha spento definitivamente le speranze di familiari e conoscenti.
Il tracciamento dei movimenti di Annibale Andreoli si era rivelato complesso fin dalle prime ore. Inizialmente, sulla base dei dati forniti dall'operatore telefonico, il coordinamento guidato dalla Prefettura di Perugia aveva indirizzato gli uomini nel comune di Pietralunga. Tuttavia, la serata di venerdì ha segnato uno spartiacque per la logistica dei soccorsi. Poco prima delle ore 20, la Suzuki Jimmy nera di proprietà dell'anziano è stata rinvenuta incidentata in località Racchiusole, sempre nel territorio di Umbertide. “Il ritrovamento del veicolo rappresenta un elemento fondamentale e decisivo per il proseguimento delle operazioni: individua infatti un punto di ultimo avvistamento certo”, avevano sottolineato i referenti dell'Unità di Comando Locale (UCL). L'auto abbandonata aveva spinto il dispositivo a rischierarsi immediatamente sul posto, spostando il quartier generale per assumere la direzione tattica delle ricerche direttamente nell'area interessata.
Per giorni, l'attività sul campo non ha conosciuto interruzioni, proseguendo in modo incessante anche durante le ore notturne. Sul territorio è scesa una macchina dei soccorsi di vaste proporzioni. I Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Perugia hanno impiegato il personale TAS (Topografia Applicata al Soccorso) per il rilievo e la mappatura dell'orografia locale. Dall'alto, i droni del nucleo SAPR, dotati di termocamere e sensori a infrarossi, hanno scandagliato ogni anfratto alla ricerca di tracce termiche, supportati dalle perlustrazioni aeree dell'elicottero Drago del Reparto Volo di Arezzo.
A terra, il tracciamento è stato affidato ai nuclei cinofili, affiancati capillarmente dai volontari della Protezione Civile, dai militari dell'Arma dei Carabinieri e dagli specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria. Nonostante l'immenso sforzo corale e il capillare rastrellamento, la fragilità legata all'Alzheimer e la natura isolata del luogo hanno condotto alla peggiore delle conclusioni, chiudendo nel lutto le lunghe giornate di angoscia vissute a San Venanzo.