17 Oct, 2026 - 15:00

Truffe agli anziani, a Terni quattro incontri con i Carabinieri per imparare a riconoscere i raggiri

Truffe agli anziani, a Terni quattro incontri con i Carabinieri per imparare a riconoscere i raggiri

Dal falso incidente che coinvolge un familiare alla richiesta di consegnare gioielli per presunte verifiche su una rapina, fino ai messaggi ingannevoli che arrivano sul telefono cellulare.

Sono alcune delle tecniche maggiormente utilizzate dai truffatori illustrate dai Carabinieri durante quattro incontri pubblici organizzati nel territorio ternano per aiutare i cittadini a riconoscere i raggiri e adottare comportamenti utili a prevenirli.

Gli appuntamenti si sono svolti tra settembre e i primi giorni di ottobre nelle frazioni di Torre Orsina, Marmore, Papigno e Collestatte. A partecipare sono stati i militari delle Stazioni di Terni, Papigno e Piediluco, nell’ambito di un’iniziativa promossa dall’associazione “ALT” (Anziani Liberi dai Truffatori) sotto il coordinamento del Comune di Terni.

Complessivamente, le conferenze hanno coinvolto oltre 80 persone, che hanno potuto approfondire le modalità con cui vengono messi in atto i tentativi di raggiro e rivolgere domande agli operatori.

L’attività si inserisce nella campagna nazionale di sensibilizzazione dell’Arma dei Carabinieri, orientata a rafforzare la prevenzione e la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione attraverso l’informazione diretta e il contatto con le comunità locali.

Terni, truffe agli anziani: quattro incontri dei Carabinieri per informare i cittadini

Le iniziative hanno portato il tema della prevenzione direttamente nelle frazioni, coinvolgendo i residenti in momenti di confronto dedicati alla sicurezza personale e alla tutela dei propri beni.

I Carabinieri hanno illustrato le forme di truffa più ricorrenti, soffermandosi sulle strategie con cui i malintenzionati cercano di conquistare la fiducia delle vittime e indurle a consegnare denaro, gioielli o altre informazioni utili.

Il coinvolgimento dei cittadini rappresenta un elemento centrale di questo tipo di attività: conoscere in anticipo le modalità dei raggiri può aiutare a riconoscere una richiesta anomala e a evitare decisioni affrettate. Durante gli incontri, i militari hanno inoltre risposto alle numerose domande poste dai presenti, particolarmente interessati agli argomenti affrontati.

L’iniziativa, realizzata con il contributo dell’associazione “ALT” e il coordinamento del Comune di Terni, punta così a rafforzare la consapevolezza dei cittadini rispetto a un fenomeno che può avere conseguenze non soltanto economiche, ma anche psicologiche e personali.

Il dialogo diretto consente infatti di chiarire dubbi, condividere indicazioni pratiche e ricordare a chi si trova in una situazione sospetta quali siano i comportamenti più prudenti da adottare.

Dal falso incidente alla presunta rapina: come agiscono i truffatori

Tra gli schemi illustrati dai Carabinieri figura la cosiddetta truffa del falso incidente. In questi casi, la vittima viene contattata da una persona che racconta di un presunto sinistro stradale nel quale sarebbe rimasto coinvolto un familiare.

La notizia viene presentata in modo da suscitare forte preoccupazione e spingere chi riceve la telefonata a reagire rapidamente, facendo leva sull’ansia per le condizioni del proprio congiunto.

La pressione emotiva può rendere più difficile verificare quanto viene riferito e favorire decisioni impulsive. Proprio per questo, davanti a comunicazioni inattese che prospettano un’emergenza familiare, è importante interrompere la spirale di urgenza e cercare conferme attraverso canali conosciuti e affidabili.

Un altro raggiro descritto durante gli incontri riguarda il presunto coinvolgimento in una rapina di un veicolo con una targa riconducibile alla persona contattata. Il malintenzionato prospetta una situazione apparentemente legata a un’indagine e chiede alla vittima di mettere a disposizione i monili custoditi in casa, sostenendo che debbano essere confrontati con la presunta refurtiva.

Si tratta di una richiesta che può apparire credibile proprio perché viene inserita in un contesto di presunte verifiche. Il rischio è che la persona, intimorita dalla possibilità di essere coinvolta in un reato o convinta di dover collaborare, finisca per consegnare beni di valore a chi non ha alcun titolo per richiederli.

Messaggi esca sul cellulare, cresce l’attenzione sulle truffe digitali

Nel corso delle conferenze è stato affrontato anche il tema dei messaggi esca inviati sui telefoni cellulari e, più in generale, dei rischi connessi alla rapida evoluzione degli strumenti tecnologici.

I truffatori possono sfruttare comunicazioni ingannevoli per attirare l’attenzione delle potenziali vittime, indurle a fidarsi di informazioni non verificate o ottenere dati che consentano di rendere più credibile il raggiro.

La tecnologia, tuttavia, non rappresenta l’unico elemento da considerare. A rendere particolarmente insidiosi questi tentativi è soprattutto la capacità di intervenire sulla sfera psicologica delle persone, facendo leva sulla paura per un familiare, sul timore di perdere i propri risparmi o sulla preoccupazione di essere coinvolti in una vicenda giudiziaria.

Il meccanismo è spesso costruito per impedire alla vittima di fermarsi a riflettere: l’interlocutore prospetta un pericolo immediato e sollecita una risposta urgente, scoraggiando eventuali verifiche. In altri casi, cerca di raccogliere informazioni personali per utilizzarle successivamente e rendere più convincente il contatto.

Per questo, la prevenzione richiede attenzione sia davanti a una telefonata sia quando si riceve un messaggio inatteso. La richiesta di denaro, di gioielli o di informazioni riservate deve essere valutata con prudenza, soprattutto se accompagnata da pressioni, minacce o notizie allarmanti.

Truffe agli anziani, i consigli dei Carabinieri: verificare e chiamare il 112

Per scongiurare il rischio di cadere vittima di un raggiro, l’Arma raccomanda di diffidare sempre dalle richieste di denaro o beni ricevute tramite telefonate o messaggi.

Quando viene prospettata un’emergenza che coinvolge un familiare o viene chiesto di consegnare oggetti di valore per presunte verifiche, è fondamentale non agire d’impulso.

Il primo passo è effettuare verifiche immediate contattando direttamente i propri congiunti attraverso numeri conosciuti. Se non è possibile raggiungerli, può essere utile rivolgersi a un vicino di casa o a una persona di fiducia, evitando di prendere decisioni sotto la pressione di chi sta cercando di ottenere denaro o beni.

In caso di sospetto, il consiglio dei Carabinieri è di segnalare subito quanto sta accadendo al Numero unico di emergenza 112. Chiedere aiuto tempestivamente consente di sottoporre la situazione all’attenzione delle autorità, senza lasciarsi condizionare dall’urgenza imposta dall’interlocutore.

È altrettanto importante non vergognarsi di chiedere consiglio. Il timore di essere giudicati o il senso di colpa per aver creduto a una persona che si è rivelata un truffatore possono infatti spingere le vittime a non raccontare quanto accaduto.

Parlare con i propri familiari e rivolgersi alle forze dell’ordine è invece un passaggio importante per affrontare la situazione e limitare le conseguenze del raggiro.

Terni, la campagna dell’Arma per proteggere le fasce più vulnerabili

Gli incontri nelle frazioni ternane rientrano nella campagna di sensibilizzazione avviata a livello nazionale dai Carabinieri per rafforzare la prevenzione e la funzione di rassicurazione sociale, con particolare attenzione alle persone più fragili.

L’Arma porta avanti da tempo attività di tutela e comunicazione diretta rivolte a queste fasce della popolazione, per contrastare un fenomeno che può lasciare conseguenze profonde.

Oltre alla perdita economica e al trauma legato all’invasione del proprio spazio domestico, chi subisce una truffa può sperimentare un senso di colpa per essere stato ingannato.

I malintenzionati sfruttano proprio la sensibilità emotiva e le fragilità delle persone per conquistare la loro fiducia, ricorrendo a strategie differenti a seconda del contesto e della vittima individuata.

La collaborazione tra forze dell’ordine, amministrazioni locali e associazioni consente di avvicinare le iniziative di prevenzione ai cittadini, favorendo la diffusione di informazioni utili e la possibilità di porre domande direttamente ai militari.

A Terni, i quattro incontri tra Torre Orsina, Marmore, Papigno e Collestatte hanno rappresentato un’occasione per approfondire le tecniche più diffuse e ribadire le precauzioni da adottare.

Il principio alla base delle indicazioni fornite è semplice: davanti a una richiesta inattesa, soprattutto se accompagnata da paura o urgenza, occorre fermarsi, verificare e chiedere aiuto.

Non consegnare denaro o beni sulla base di telefonate e messaggi non verificati e contattare tempestivamente il 112 in caso di sospetto sono le indicazioni fondamentali per contrastare i raggiri e tutelare le persone più esposte.

LEGGI ANCHE