Nel pomeriggio di ieri, domenica 20 settembre 2026, intorno alle ore 16.30, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Città di Castello sono stati protagonisti di un lieto evento nel comune di Umbertide, precisamente in località Borgo Baraglia. La squadra di soccorso è intervenuta tempestivamente in un campo agricolo lavorato per aiutare un cane da caccia in difficoltà.
La protagonista di questa vicenda a lieto fine è Edda, una cagnolina di razza setter, che era scivolata all'interno di un pozzo profondo circa sei metri e largo due. La struttura conteneva dell'acqua sul fondo, rendendo indispensabile il rapido aiuto degli esperti per consentire all'animale di uscire in totale sicurezza dalla cavità del terreno. Una volta giunti sul posto, gli operatori hanno analizzato lo scenario e hanno deciso di mettere in atto le tecniche SAF (Speleo-Alpino-Fluviali), ovvero le procedure specializzate ideate proprio per gli interventi in contesti sotterranei o impervi. Con grande professionalità e delicatezza, un vigile del fuoco si è calato all'interno del pozzo per raggiungere la setter.
Dopo averla rassicurata, il soccorritore ha messo in sicurezza l'animale agganciandolo a un'apposita imbracatura. La squadra rimasta in superficie ha quindi coordinato le manovre di risalita, riportando Edda alla luce del sole. Fortunatamente la cagnolina non ha riportato alcuna conseguenza per la caduta ed è apparsa subito in ottima forma. Al termine delle operazioni, la setter è stata riconsegnata alle cure del suo proprietario, felice di poterla riabbracciare dopo questa piccola disavventura.
La tecnica SAF identifica il nucleo specialistico Speleo-Alpino-Fluviale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Si tratta di un insieme di procedure operative, manovre e standard addestrativi sviluppati per effettuare salvataggi e interventi tecnici in scenari caratterizzati dall'assenza di viabilità ordinaria e dall'impossibilità di utilizzare i mezzi di soccorso tradizionali, come le autoscale. Questa metodologia nasce dall'esigenza di traslare le competenze tecniche tipiche dell'alpinismo, della speleologia e del torrentismo sportivo all'interno del soccorso pubblico e della protezione civile. I Vigili del Fuoco hanno codificato e standardizzato l'uso di corde, imbrachi, ancoraggi e sistemi di carrucole per muoversi in sicurezza in contesti verticali, profondi o acquatici, garantendo la massima protezione sia per l'operatore sia per la persona soccorsa.
Ambiti di intervento
Il personale SAF viene attivato in situazioni complesse e ad alto rischio, raggruppabili in tre macro-aree:
Attrezzature e formazione
Gli operatori SAF utilizzano dispositivi di protezione individuale (DPI) di terza categoria (salvavita). Tra questi figurano corde statiche e dinamiche, bloccanti, discensori, moschettoni ad alta resistenza e barelle speciali (come la barella Toboga o Lecco) predisposte per il sollevamento o la calata in verticale dei feriti.
Il percorso formativo ministeriale è rigidamente strutturato in livelli progressivi (SAF 1A, SAF 1B, SAF 2A, SAF 2B), che certificano le capacità dell'operatore dalle manovre di base su corda fino al soccorso avanzato in ambienti ipogei complessi e al coordinamento delle squadre.