Duecentomila euro per il 2026 alla Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura e un ampliamento degli interventi di “Sostegno Donna”, che includerà anche le studentesse dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università per Stranieri di Perugia.
La Giunta regionale ha deliberato il rinnovo del contributo annuale destinato alla Fondazione, confermando il sostegno alle attività di prevenzione dell’usura e di assistenza alle persone in difficoltà economica.
L’annuncio è arrivato a Perugia durante la presentazione delle iniziative della Fondazione, alla presenza della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, del presidente della Fondazione, Fausto Cardella, e dei rettori dei due atenei, Massimiliano Marianelli e Valerio De Cesaris.
Un incontro nel quale il finanziamento regionale si è intrecciato con la presentazione della seconda edizione di “Sostegno Donna”, progetto che punta a intercettare situazioni di fragilità economica prima che possano aggravarsi.
La novità riguarda proprio i requisiti di accesso: per le studentesse universitarie, l’iscrizione a un corso di studi sostituisce il requisito della residenza in Umbria da almeno cinque anni previsto per le altre beneficiarie.
L’obiettivo è ampliare la rete di protezione e offrire una risposta anche a quelle difficoltà finanziarie che, pur non configurando necessariamente una situazione di indebitamento strutturato, possono compromettere la continuità degli studi e l’autonomia personale.
Servizio a cura di Giampiero Tasso
Il progetto interviene attraverso il pagamento di piccoli debiti e spese essenziali, con aiuti fino a circa 2mila euro e una soglia Isee di 20mila euro. Il principio è quello della prevenzione: una bolletta arretrata, una spesa necessaria o un debito di importo contenuto possono diventare difficili da gestire quando le risorse disponibili non sono sufficienti.
In assenza di un sostegno tempestivo, una difficoltà circoscritta può così trasformarsi in una condizione più complessa, aumentando l’esposizione a forme di credito rischiose o, nei casi più gravi, all’usura.
La misura non prevede contributi a fondo perduto. Le somme ricevute devono essere restituite secondo modalità sostenibili, così da consentire alle risorse recuperate di finanziare nuovi interventi. È un meccanismo che lega il sostegno immediato alla responsabilizzazione della beneficiaria e alla possibilità di mantenere attivo nel tempo il circuito di aiuto.
L’estensione alle studentesse dei due atenei perugini introduce un ulteriore elemento nella strategia della Fondazione: riconoscere che la vulnerabilità economica può presentarsi anche durante il percorso universitario e che la mancanza di risorse, se non affrontata in tempo, può incidere sulla possibilità di proseguire gli studi.
Il presidente della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura, Fausto Cardella, ha richiamato il legame tra autonomia economica e libertà individuale, sottolineando come la dipendenza finanziaria possa rendere più difficile per una donna sottrarsi a situazioni di violenza o sopraffazione.
"L’autonomia economica . ha sottolineato Fausto Cardella - è una condizione fondamentale della libertà personale. Nella mia precedente esperienza professionale ho incontrato situazioni nelle quali la dipendenza economica rendeva più difficile, per una donna, sottrarsi alla violenza e alla sopraffazione.
Questo progetto nasce anche da quella consapevolezza. Il nostro principio è quello dell’assistenza, non assistenzialismo: aiutiamo a superare una difficoltà e chiediamo una partecipazione responsabile. Le somme restituite tornano in circolo e permettono di sostenere altre donne".
Il modello proposto dalla Fondazione non si esaurisce quindi nell’erogazione di un aiuto economico. La restituzione delle somme è parte del percorso e permette di alimentare un fondo destinato a nuove beneficiarie. In questo modo, il sostegno ricevuto da una persona può contribuire a rendere possibile quello successivo, rafforzando la continuità dell’intervento.
Cardella ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e sistema universitario, soprattutto alla luce dell’allargamento della platea delle destinatarie.
"Abbiamo voluto rafforzare il collegamento con le due Università perché le istituzioni della nostra regione devono collaborare e mettere in comune competenze e responsabilità. Anche un piccolo aiuto può consentire a una studentessa di continuare gli studi e costruire il proprio futuro.
Ringrazio la Regione, la Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio dell’Umbria e i beneficiari dei precedenti progetti che, attraverso i loro rimborsi, rendono possibili nuovi interventi".
La conferma del finanziamento regionale viene presentata come un segnale di continuità nel sostegno alle attività della Fondazione. La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha evidenziato il valore sociale degli interventi e la delicatezza delle situazioni affrontate.
"Abbiamo voluto deliberare proprio oggi il contributo annuale alla Fondazione, per dare un segnale concreto di conferma del nostro sostegno - ha dichiarato la presidente Proietti -.
Questi 200mila euro significano tante vite salvate. Il lavoro della Fondazione salva letteralmente la vita delle persone, dietro ogni intervento ci sono storie e situazioni delicate, che devono essere rispettate e tutelate. Per questo desidero ringraziare Fausto Cardella, la Fondazione e tutti coloro che contribuiscono a questa esperienza, insieme alle nostre Università".
Il contributo annuale di 200mila euro è destinato alla Fondazione e alle sue attività. Va distinto dalle risorse previste per gli altri interventi di sostegno: la Regione ha infatti programmato anche 120mila euro complessivi nel triennio 2026-2028, pari a 40mila euro per ciascuna annualità, per il progetto “Tutela del sovraindebitato”.
Si tratta di una misura separata rispetto al finanziamento annuale della Fondazione e agli aiuti previsti da “Sostegno Donna”.