Una nuova governance, maggiori risorse e una strategia che punta a fare del cinema uno strumento di sviluppo economico, promozione turistica e valorizzazione del patrimonio umbro.
La Fondazione Umbria Film Commission torna alla gestione ordinaria dopo il commissariamento e apre una nuova fase con l’insediamento del consiglio di amministrazione, presentato martedì 13 ottobre nel salone d’onore di Palazzo Donini, a Perugia.
Alla guida dell’ente è stato nominato Valentino Conti, affiancato dalla vicepresidente Giulia D’Amato e dalle consigliere Francesca Romana Lovelock, Sonia Argenti e Maria Elisa Giulietti.
Il riassetto istituzionale si accompagna a un rafforzamento delle risorse disponibili. La Regione Umbria ha portato il contributo annuale alla Fondazione da 210mila a 340mila euro, con un incremento di 130mila euro. A questa dotazione si aggiungono i 4 milioni di euro del Film Fund 2026-2027, finanziato nell’ambito del Programma regionale FESR: 1,5 milioni destinati al 2026 e 2,5 milioni al 2027.
La ripartenza si inserisce in un percorso di riorganizzazione avviato durante il commissariamento affidato ad Adriano Bei e consolidato con la legge regionale 30 aprile 2026, n. 7, e il nuovo statuto approvato il 9 settembre.
Tra gli obiettivi figurano una struttura più funzionale, una maggiore capacità di dialogo con le produzioni e un raccordo più efficace con le amministrazioni locali e le professionalità del comparto audiovisivo.
La sfida, adesso, è trasformare la nuova architettura istituzionale e le risorse finanziarie in risultati misurabili: produzioni attratte sul territorio, lavoro per le maestranze umbre, coinvolgimento delle imprese locali e una promozione dell’Umbria capace di raggiungere anche i borghi e le aree meno conosciute.
Servizio a cura di Giampiero Tasso
La presentazione del nuovo consiglio di amministrazione segna il ritorno alla gestione ordinaria della Fondazione, chiamata a consolidare il proprio ruolo nel sistema cinematografico e audiovisivo.
Il nuovo assetto è composto da Valentino Conti, presidente, Giulia D’Amato, vicepresidente, e dalle consigliere Francesca Romana Lovelock, Sonia Argenti e Maria Elisa Giulietti.
La riorganizzazione è stata accompagnata da modifiche normative e statutarie pensate per rendere più efficace il funzionamento dell’ente. Tra le novità introdotte figurano la vicepresidenza, un Comitato tecnico e un coordinatore tecnico-amministrativo, strumenti destinati a rafforzare l’organizzazione e il supporto alle attività della Fondazione.
Il percorso di revisione è stato avviato durante la gestione commissariale di Adriano Bei e consolidato con l’approvazione della legge regionale n. 7 del 30 aprile 2026 e del nuovo statuto, il 9 settembre.
Il passaggio alla gestione ordinaria apre ora una fase nella quale sarà necessario tradurre il riassetto in una presenza più strutturata nei confronti dei produttori, degli operatori e delle amministrazioni locali.
Una Film Commission, infatti, non si limita a promuovere le location. Deve saper mettere in relazione le esigenze delle produzioni con le risorse disponibili, facilitare i rapporti con il territorio e contribuire a costruire condizioni favorevoli per le riprese.
È su questa capacità di coordinamento che si misura anche la possibilità di trattenere in regione una parte significativa delle ricadute economiche generate dai progetti audiovisivi.
La Regione lega il rilancio della Fondazione a una strategia che considera il cinema non soltanto un veicolo culturale, ma anche una leva per l’economia e l’attrattività turistica.
A sottolinearlo è l’assessora regionale Simona Meloni, che ha evidenziato il valore della nuova governance e la necessità di rendere l’Umbria più competitiva nell’attrazione di produzioni nazionali e internazionali.
"Con il nuovo Consiglio di amministrazione restituiamo alla Film Commission una governance stabile e una struttura più solida e competitiva - dichiara Simona Meloni. Vogliamo fare dell'Umbria una regione sempre più attrattiva per le produzioni nazionali e internazionali, capace di offrire non soltanto scenari straordinari, ma servizi efficienti e professionalità qualificate. Il cinema è cultura, ma anche industria, occupazione e promozione turistica".
Il punto, dunque, non è soltanto far conoscere i paesaggi umbri attraverso film, documentari e serie televisive, ma mettere le produzioni nelle condizioni di lavorare sul territorio, coinvolgendo competenze, imprese e fornitori locali.
Le riprese possono attivare una filiera che comprende servizi tecnici, logistica, ospitalità, trasporti e professionalità specializzate, con possibili ricadute anche al di fuori dei centri più noti.
La Regione ha inoltre richiamato il sostegno dei soci della Fondazione, tra cui i Comuni e Anci Umbria, e la necessità di rafforzare la collaborazione istituzionale.
Il coinvolgimento delle amministrazioni può agevolare il rapporto con le location, mentre una rete di operatori più coordinata può rendere l’offerta regionale maggiormente riconoscibile per chi cerca nuovi luoghi in cui realizzare le proprie produzioni.
Il rafforzamento della Fondazione si accompagna alla disponibilità di 4 milioni di euro attraverso l’Umbria Film Fund 2026-2027. La dotazione, finanziata nell’ambito del Programma regionale FESR 2021-2027, è ripartita tra 1,5 milioni di euro per il 2026 e 2,5 milioni per il 2027.
Il fondo è uno degli strumenti attraverso i quali la Regione intende sostenere le produzioni audiovisive, favorire nuovi investimenti e rafforzare la base produttiva del comparto.
La prima sessione del bando ha registrato 40 domande, mentre la seconda finestra per la presentazione delle candidature è prevista dal 1° novembre al 31 dicembre 2026.
I numeri indicano un interesse verso le opportunità offerte dal territorio, ma il risultato da perseguire sarà soprattutto la capacità di trasformare le candidature in progetti realizzati e ricadute economiche. Per questo il lavoro della Film Commission dovrà accompagnare gli strumenti finanziari con attività di promozione e raccordo tra le produzioni e le realtà locali.
L’obiettivo è favorire l’impiego di maestranze umbre e il coinvolgimento delle imprese regionali, creando occasioni professionali che possano consolidarsi nel tempo.
La presenza di una produzione, infatti, può generare lavoro durante le riprese, ma anche contribuire alla crescita delle competenze e delle relazioni necessarie per rendere il territorio più competitivo in occasione di progetti futuri.
Nel disegno regionale rientrano anche interventi per la formazione e la valorizzazione territoriale, con particolare attenzione ai giovani professionisti e alla possibilità di sviluppare percorsi lavorativi senza essere costretti a trasferirsi altrove.
Per il neopresidente Valentino Conti, una delle priorità è restituire piena autorevolezza alla Fondazione e rafforzare la presenza dell’Umbria nei circuiti dell’industria audiovisiva. La strategia passa dalla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, ma anche dalla capacità di proporre alle produzioni un’offerta organizzata e riconoscibile.
"Dobbiamo restituire alla Fondazione piena autorevolezza e presentarci sui mercati con la forza di un patrimonio culturale, artistico e paesaggistico straordinario. Anche l’Umbria meno conosciuta può diventare protagonista di nuove narrazioni cinematografiche".
Il riferimento ai territori meno conosciuti è centrale nella prospettiva di promozione. Oltre alle località già consolidate nell’immaginario turistico, l’Umbria dispone di borghi, aree interne e paesaggi che possono diventare parte integrante di nuove produzioni.
Il cinema può contribuire a renderli riconoscibili a un pubblico più ampio, offrendo una forma di visibilità che prosegue anche dopo la conclusione delle riprese.
Perché questa opportunità si traduca in risultati, tuttavia, non basta disporre di location suggestive. Servono relazioni con i produttori, professionalità qualificate e un dialogo continuativo con gli enti locali. È in questo spazio che la Fondazione è chiamata a svolgere una funzione di raccordo, aiutando a trasformare l’interesse per il territorio in progetti concreti.
Il nuovo consiglio dovrà quindi misurarsi con una duplice esigenza: rafforzare l’immagine dell’Umbria come destinazione cinematografica e fare in modo che le produzioni diventino un’occasione di crescita anche per il sistema economico regionale.
Il rilancio della Film Commission si inserisce in una visione che collega promozione culturale, turismo e sviluppo territoriale. La collaborazione con i Comuni e Anci Umbria è indicata come uno degli strumenti per valorizzare non soltanto le destinazioni più note, ma anche i borghi e le aree interne, dove le produzioni possono contribuire a generare visibilità e attività economica.
La scelta delle location può diventare un’occasione per raccontare una regione articolata, nella quale paesaggi, architetture storiche, centri urbani e contesti rurali offrono ambientazioni differenti. Una strategia efficace, però, richiede che alla promozione si affianchino servizi adeguati e un’organizzazione capace di rispondere alle necessità operative delle troupe.
L’attenzione al territorio si lega anche alla possibilità di attivare collaborazioni con operatori turistici, strutture ricettive e imprese locali. In questo modo, la presenza di una produzione può coinvolgere più settori e contribuire a rafforzare il rapporto tra industria audiovisiva e sistema economico.
Nel percorso della nuova governance, la valorizzazione dei borghi e delle aree meno conosciute rappresenta quindi una componente della strategia complessiva, insieme al sostegno alle professionalità umbre e all’attrazione di investimenti.