29 Sep, 2026 - 16:00

Umbria, dalla Regione più risorse per musei, biblioteche e archivi. Via al nuovo bando

Umbria, dalla Regione più risorse per musei, biblioteche e archivi. Via al nuovo bando

Quasi un milione e mezzo di euro per sostenere progetti di valorizzazione, accessibilità, fruizione e innovazione degli istituti culturali umbri. Questo quanto previsto nel nuovo bando 'Istituti e luoghi della cultura 2026-2028' promosso dalla Regione Umbria con l'obiettivo di rafforzare il ruolo di musei, biblioteche e archivi all'interno delle comunità. 

Le novità: più risorse, programmazione triennale e apertura agli archivi

Il bando con una dotazione complessiva di 1 milione e 485mila euro, punta a costruire programmi triennali superando la progettazione annuale per garantire maggiore stabilità, continuità delle attività e capacità di pianificare investimenti, servizi e collaborazioni nel medio periodo.

Parallelamente sono state incrementate le risorse. Per i musei si passa dai 227.360 euro assegnati nel 2025 ai 330mila euro annui dal 2026, con un incremento di circa il 45 per cento e una dotazione complessiva di 990mila euro nel triennio. Per le biblioteche, dai 93.940 euro del 2025 si sale a 135mila euro annui, pari a un aumento del 43,7 per cento, per complessivi 405mila euro nel triennio. Altra novità riguarda infine gli archivi storici, finora privi di una specifica dotazione, con 30mila euro l’anno e 90mila euro nel triennio.

Bori: "Musei, biblioteche e archivi infrastrutture pubbliche essenziali"

Il vicepresidente regionale con delega alla Cultura, Tommaso Bori, ha parlato del nuovo bando, un risultato maturato nell'ambito dell'attuazione del nuovo Testo unico della Cultura e dell'Impresa Creativa. Un'innovazione, quest'ultima, con cui "non stiamo semplicemente aumentando le risorse ma provando a cambiare il modo in cui la Regione sostiene i propri istituti culturali. La programmazione triennale consente di uscire dalla precarietà dei finanziamenti annuali e di costruire progetti più solidi, servizi continuativi e relazioni durature con i territori. Musei, biblioteche e archivi non sono depositi di un patrimonio fermo, ma infrastrutture pubbliche essenziali, luoghi nei quali cultura, educazione, inclusione e benessere delle comunità possono incontrarsi".

Tommaso Bori

Le nuove frontiere degli spazi culturali

Relativamente alla progettualità, ampio spazio viene dato alla creazione di reti. L'avviso infatti incentiva musei, biblioteche e archivi a costruire partenariati, per condividere servizi e competenze al fine di sviluppare sistemi territoriali che siano in grado di superare la frammentazione. 

Numerose inoltre le attività che potranno essere ammesse a finanziamento che includono didattica e mediazione culturale, attività per scuole, famiglie e persone fragili, accessibilità fisica, cognitiva, sensoriale e digitale, nuovi strumenti di fruizione, podcast, realtà aumentata e virtuale, catalogazione e valorizzazione del patrimonio, ampliamento dei servizi, monitoraggio e ascolto dei pubblici.

Tra gli aspetti di spicco, viene contemplata la possibilità di nuove declinazioni degli spazi culturali, inclusa quella di "rifugi climatici". Un aspetto questo, che dopo le ondate di calore che si sono susseguite nell'estate appena trascorsa, punta ad offrire alle comunità spazi pubblici accessibili, accoglienti e sicuri che nei periodi di caldo estremo siano anche luoghi di permanenza, incontro e socialità, pensati specialmente per le persone più fragili.

"Vogliamo allargare l’idea stessa di cosa siano oggi un museo, una biblioteca o un archivio - ha evidenziato Bori - spazi pubblici quotidiani, accessibili, attraversabili, capaci di produrre cultura, conoscenza e relazioni, in poche parole infrastrutture civiche di prossimità. In un contesto segnato da estati più calde e da fenomeni climatici estremi, questi luoghi possono offrire spazi accessibili, accoglienti e sicuri, capaci di diventare veri e propri rifugi climatici per le comunità".

L'avviso è stato pubblicato sul Supplemento ordinario n. 2 al Bollettino Ufficiale – serie generale-n.45 del 23 settembre 2026. Le domande potranno essere presentate entro 30 giorni solari successivi alla pubblicazione.

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