06 Oct, 2026 - 11:14

Una rosa per Norma Cossetto, Perugia rinnova il ricordo della giovane istriana uccisa nel 1943

Una rosa per Norma Cossetto, Perugia rinnova il ricordo della giovane istriana uccisa nel 1943

Una rosa per Norma Cossetto, nel luogo della città dedicato alle vittime delle foibe. Perugia ha rinnovato il proprio omaggio alla giovane studentessa istriana con la cerimonia di “Una Rosa per Norma”, iniziativa promossa dal Comitato 10 Febbraio e arrivata nel 2026 alla sua ottava edizione.

L’appuntamento si è svolto sabato 3 ottobre al Parco Vittime delle Foibe di Madonna Alta, dove è stato deposto un omaggio floreale in ricordo di Norma Cossetto e, più in generale, delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

La manifestazione perugina si è inserita nel programma nazionale promosso dal Comitato 10 Febbraio, che tra il 3 e il 5 ottobre ha portato “Una Rosa per Norma” in oltre 400 città italiane ed estere. Un momento di raccoglimento che, a Perugia, ha trovato una collocazione particolarmente significativa.

Il Parco Vittime delle Foibe di Madonna Alta è infatti già da anni uno dei luoghi cittadini dedicati alla memoria delle vicende del confine orientale e delle popolazioni coinvolte nelle violenze e nell’esodo del secondo dopoguerra.

Nel febbraio scorso lo stesso spazio aveva ospitato la cerimonia istituzionale per il Giorno del Ricordo, con la partecipazione delle rappresentanze di Comune, Provincia, Regione e delle associazioni legate alla memoria dell’esodo.

Perugia ricorda Norma Cossetto con “Una Rosa per Norma”

La cerimonia del 3 ottobre ha rappresentato per Perugia una nuova occasione per riportare al centro della memoria pubblica la figura di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana uccisa nell’autunno del 1943.

L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato 10 Febbraio, con il coordinamento perugino dell’avvocata Raffaella Rinaldi, responsabile del Comitato per la provincia di Perugia. 

Alla commemorazione erano attesi, tra gli altri, il vicesindaco Marco Pierini, il professor Giovanni Stelli, presidente della Società di Studi Fiumani, oltre ai rappresentanti delle associazioni degli esuli.

Il gesto scelto per ricordare Norma è rimasto quello che dà il nome alla manifestazione: una rosa. Un simbolo semplice, pensato per legare la dimensione personale della vicenda della giovane istriana alla memoria più ampia delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

L’edizione 2026 è stata presentata dagli organizzatori come “Un fiore nella storia”, un titolo che richiama proprio il rapporto tra memoria individuale e conoscenza degli eventi che segnarono il confine orientale italiano durante e dopo la Seconda guerra mondiale.

La manifestazione nazionale, nata per ricordare Norma Cossetto, ha raggiunto quest’anno l’ottava edizione e si è sviluppata in più giornate, dal 3 al 5 ottobre, con iniziative in oltre 400 località. L’appuntamento ha inoltre ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, oltre a quelli di numerosi enti locali e associazioni.

Norma Cossetto, la storia della giovane studentessa istriana

Norma Cossetto nacque nel 1920 a Visinada, in Istria. Studentessa universitaria, frequentava il corso di Lettere e Filosofia all’Università di Padova e stava lavorando alla propria tesi di laurea quando, nell’autunno del 1943, venne coinvolta nelle drammatiche vicende che seguirono l’armistizio dell’8 settembre.

La sua vicenda si consumò nel contesto delle violenze che interessarono l’Istria durante la prima ondata di persecuzioni e uccisioni legate alle foibe. Secondo la motivazione ufficiale dell’onorificenza conferita alla memoria, Norma Cossetto fu catturata e imprigionata dai partigiani slavi, sottoposta a violenze e successivamente gettata in una foiba.

Il Quirinale, nel provvedimento relativo alla Medaglia d’Oro al Merito Civile, riporta: “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. 5 ottobre 1943 - Villa Surani (Istria)”.

La Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria le è stata conferita il 9 dicembre 2005. Il riconoscimento ha contribuito a consolidare la presenza della figura di Norma Cossetto nella memoria pubblica italiana e nelle iniziative dedicate alle vittime delle foibe.

La sua storia è diventata negli anni anche uno dei riferimenti attraverso cui raccontare le conseguenze delle violenze che colpirono le popolazioni del confine orientale e il successivo esodo giuliano-dalmata.

Foibe ed esodo giuliano-dalmata, il ricordo di Perugia

Il ricordo di Norma Cossetto non può essere separato dal quadro storico più ampio nel quale maturarono le violenze dell’autunno del 1943 e quelle successive alla fine della guerra.

Le vicende del confine orientale italiano furono caratterizzate da una successione di occupazioni, conflitti nazionali, persecuzioni e violenze, fino all’esodo di una parte consistente della popolazione italiana dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.

È una pagina complessa della storia del Novecento italiano, che nel tempo è stata oggetto di studi, testimonianze, iniziative culturali e commemorazioni. Proprio la necessità di conservare e trasmettere questa memoria è alla base delle numerose iniziative che, anche al di fuori della ricorrenza del Giorno del Ricordo, continuano a essere organizzate in diverse città italiane.

A Perugia, il Parco Vittime delle Foibe di Madonna Alta costituisce uno dei luoghi attraverso cui questa memoria viene mantenuta nello spazio pubblico.

La cerimonia di “Una Rosa per Norma” si inserisce in un percorso cittadino che nel corso dell’anno ha già visto istituzioni e associazioni ritrovarsi nello stesso luogo per ricordare le vittime delle foibe, l’esodo e le vicende del confine orientale.

Giuseppina Mellace racconta la storia di Norma Cossetto

Alla memoria di Norma Cossetto si è affiancata nel tempo anche una produzione culturale che ha cercato di portare la sua vicenda oltre la dimensione strettamente commemorativa.

Tra queste opere c’è “Il quadro di Norma”, romanzo di Giuseppina Mellace, pubblicato da EdiCusano nel 2020. Il volume sceglie la narrativa come strumento per avvicinare il lettore alla storia della giovane istriana e alle vicende del confine orientale.

Il romanzo parte dalla storia di un quadro e costruisce attorno all’immagine di Norma un percorso narrativo nel quale la memoria personale diventa occasione per recuperare una vicenda storica rimasta a lungo ai margini del racconto pubblico.

È proprio questa dimensione a rendere il libro un elemento ulteriore nel percorso di conoscenza della figura di Norma Cossetto: non soltanto la commemorazione di una vittima, ma il tentativo di trasformare una vicenda individuale in una storia da leggere, approfondire e trasmettere.

L’opera ha ricevuto svariati riconoscimenti. Il quadro di Norma ha ottenuto il primo premio nella sezione narrativa/saggistica di Costadamalfilibri 2020, il primo premio alla IX edizione del Premio Letterario Nazionale “Città di Ladispoli” e il Premio Speciale miglior Opera di memoria storica nell’ambito della X edizione del Premio Letterario Nazionale “Un libro amico per l’inverno”.

Perugia e la memoria delle foibe

La commemorazione di ottobre non rappresenta un episodio isolato per la città. A febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, il Parco Vittime delle Foibe di Madonna Alta aveva ospitato una cerimonia promossa dal Comune di Perugia con la deposizione di una corona d’alloro in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Alla cerimonia avevano partecipato rappresentanti delle istituzioni cittadine e territoriali, il prefetto, esponenti delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, insieme al Comitato 10 Febbraio e alla Società di Studi Fiumani.

Il vicepresidente della Provincia di Perugia, Riccardo Vescovi, aveva sottolineato in quell’occasione la necessità di conservare la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni:

“Siamo qui per ricordare e lo facciamo per due motivi fondamentali: anzitutto per lenire le sofferenze che quegli eventi drammatici hanno trasmesso nel tempo. Il dolore legato alle foibe è ancora forte, come testimoniano i pochi sopravvissuti.

Ma siamo qui anche per affermare con semplici parole un principio essenziale: mai più tragedie così devastanti devono colpire l’umanità. Faccio mie le parole di Benedetto XVI, che ricordava come ‘ogni generazione debba riconquistare le ragioni della speranza’. Nel ricordare, auspico che la nostra generazione non percorra mai più queste vie atroci e drammatiche”.

È dentro questa continuità tra istituzioni, associazioni, cultura e cittadinanza che si colloca anche l’appuntamento di “Una Rosa per Norma”.

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