10 Sep, 2026 - 13:40

Valfabbrica, cade sul Cammino Francescano vicino alla diga: 66enne soccorsa dai Vigili del Fuoco e dal Sasu

Valfabbrica, cade sul Cammino Francescano vicino alla diga: 66enne soccorsa dai Vigili del Fuoco e dal Sasu

Un infortunio a ridosso dell'invaso artificiale ha bruscamente interrotto la marcia di una comitiva toscana a poche ore dal traguardo spirituale. Nella giornata odierna, una donna di 66 anni, residente a Pistoia, è stata soccorsa dai Vigili del Fuoco e dal personale del Soccorso alpino e speleologico umbro (Sasu) lungo il tracciato del Cammino Francescano, nel territorio comunale di Valfabbrica. L'escursionista, caduta accidentalmente mentre percorreva un tratto sterrato nei pressi dell'invaso, ha riportato un trauma distorsivo al ginocchio sinistro che ne ha impedito la prosecuzione autonoma. Raggiunta dai soccorritori in un’area impervia, è stata stabilizzata e affidata al personale sanitario del 118, che ne ha disposto il trasferimento in codice verde all'ospedale di Branca per gli accertamenti del caso.

Il cammino dalla Verna verso Assisi e l'incidente sui sentieri a ridosso della diga di Valfabbrica

La sessantaseienne faceva parte di una comitiva escursionistica partita nei giorni scorsi dall'Eremo della Verna, nell’Appennino toscano, e impegnata nell'itinerario a piedi che ripercorre le tappe francescane con destinazione finale Assisi. La tabella di marcia del gruppo prevedeva la conclusione del pellegrinaggio nella giornata di domani, 11 settembre, data in cui i camminatori avrebbero dovuto raggiungere la basilica serafica. Il transito lungo le sponde dell'invaso di Valfabbrica, punto di passaggio della tappa di avvicinamento, si è tuttavia trasformato in un'emergenza. A causa di una perdita di equilibrio accidentale sul tracciato, la donna è scivolata sul terreno sconnesso, accusando subito un forte dolore all'articolazione inferiore. L’impossibilità di caricare il peso sul ginocchio sinistro e la pendenza del sentiero hanno reso impraticabile qualsiasi tentativo di proseguire la marcia, inducendo i presenti a richiedere l'intervento delle squadre di soccorso.

Le manovre tecniche di recupero e messa in sicurezza in area impervia con il supporto del Sasu

La localizzazione dell'evento, avvenuto in un settore geomorfologico caratterizzato da dislivelli marcati e vegetazione fitta nei pressi del bacino artificiale, ha imposto l'attivazione immediata del dispositivo di soccorso tecnico urgente. La sala operativa ha inviato sul posto una squadra dei Vigili del Fuoco, affiancata dagli operatori specializzati del Soccorso alpino e speleologico umbro. I soccorritori hanno dovuto percorrere a piedi l'area impervia per raggiungere con precisione il punto in cui la donna era rimasta bloccata, impossibilitata a raggiungere autonomamente i percorsi carrabili. Una volta verificate le condizioni generali della malcapitata e accertata la natura della lesione all'arto, le squadre hanno proceduto a immobilizzare il ginocchio sinistro per scongiurare complicazioni. Successivamente, la donna è stata posizionata sui presidi di evacuazione e trasportata a spalla lungo il versante scosceso fino al punto di raccordo con i mezzi di soccorso.

L'affidamento al personale sanitario del 118 e il trasporto precauzionale all'ospedale di Branca

Completate le manovre di recupero e messa in sicurezza, l'escursionista è stata affidata all'equipaggio sanitario del 118, presente sul posto con un'ambulanza. Il personale medico ha effettuato le prime valutazioni cliniche confermando il trauma distorsivo al ginocchio sinistro, senza rilevare traumi maggiori o situazioni di criticità sistemica. È stato quindi stabilito il trasferimento in codice verde verso il pronto soccorso dell'ospedale comprensoriale di Branca, presidio sanitario di riferimento per l'area dell'Alto Chiascio. Presso la struttura, la sessantaseienne è stata presa in carico dal personale ospedaliero per le radiografie e i controlli ortopedici necessari a valutare l'entità del danno articolare, concludendo così un'operazione che ha visto la piena sinergia tra i corpi tecnici e sanitari del territorio umbro.

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