11 Sep, 2026 - 14:39

Addio a Emma Bonino, il cordoglio dell’Umbria: Proietti e Arcudi, “Una protagonista della storia repubblicana”

Addio a Emma Bonino, il cordoglio dell’Umbria: Proietti e Arcudi, “Una protagonista della storia repubblicana”

La scomparsa di Emma Bonino chiude una delle esperienze politiche più lunghe, riconoscibili e controverse della storia repubblicana. Per oltre cinquant’anni il suo nome è rimasto legato alle grandi battaglie sui diritti civili, alla difesa delle libertà individuali, alla laicità dello Stato e a un’idea della politica vissuta soprattutto come impegno personale e assunzione di responsabilità.

Un percorso che ha attraversato l’Italia e l’Europa, le istituzioni e le campagne politiche, le battaglie referendarie e gli incarichi di governo, mantenendo una cifra profondamente personale anche nei momenti di maggiore confronto. Una figura che, proprio per la capacità di non confondersi con le stagioni politiche attraversate, ha finito per rappresentare una presenza costante nel dibattito pubblico italiano. È anche a partire da questa dimensione che arriva oggi il cordoglio delle istituzioni umbre. La presidente della Regione Stefania Proietti e la Giunta regionale hanno espresso profondo dolore per la morte di Bonino, ricordandone il ruolo nella vita politica, civile e istituzionale del Paese e dell'Europa.

Il cordoglio della presidente Proietti

Nel messaggio della presidente Proietti c'è il riconoscimento di una figura che, al di là delle diverse posizioni politiche, ha lasciato un segno profondo nella storia recente del Paese. Proietti richiama in particolare il lungo impegno di Bonino per i diritti, le libertà individuali e la dignità delle persone, ma anche il carattere internazionale della sua attività politica e istituzionale.

“Con Emma Bonino scompare una figura che ha attraversato una parte importante della storia della Repubblica, portando avanti con determinazione l’impegno per i diritti, le libertà individuali e la dignità delle persone - afferma la presidente della Regione Stefania Proietti. Parlamentare italiana ed europea, commissaria europea e ministra degli Esteri, ha saputo dare al proprio impegno politico una forte dimensione internazionale, intervenendo in alcune delle grandi questioni del nostro tempo: dalla tutela dei diritti umani alla condizione delle donne, dalla lotta contro la pena di morte alle emergenze umanitarie, fino alla difesa di un’Europa più unita e capace di assumersi responsabilità nel mondo. Anche nel confronto più acceso, Emma Bonino – aggiunge la presidente – ha rappresentato una voce riconoscibile e autonoma, sostenendo le proprie convinzioni con tenacia e assumendosi sempre la responsabilità delle proprie battaglie. La sua scomparsa lascia un segno nella vita pubblica del nostro Paese e dell’Europa. A nome della Giunta regionale e dell’intera comunità umbra - conclude la presidente Proietti - esprimo vicinanza e cordoglio ai suoi familiari, alle persone che le sono state accanto e a quanti hanno condiviso con lei tanti anni di impegno politico e civile”.

Sono parole che restituiscono la misura di un'esperienza politica difficile da racchiudere in una sola definizione. Bonino è stata parlamentare italiana ed europea, commissaria europea e ministra degli Esteri, ma prima ancora è stata una militante e una dirigente radicale capace di legare le proprie battaglie a una dimensione internazionale che, nel corso degli anni, sarebbe diventata uno degli elementi più caratterizzanti della sua attività pubblica.

Dai diritti civili alle grandi questioni internazionali

Il tratto forse più riconoscibile della sua storia politica è stato proprio quello di non considerare i diritti civili come un capitolo separato dall'azione politica, ma come una parte essenziale dell'idea stessa di democrazia. Le battaglie sul divorzio e sull'aborto, l'impegno per la laicità dello Stato, la difesa delle libertà individuali e le campagne sui diritti hanno accompagnato una parte decisiva della storia italiana, soprattutto a partire dagli anni Settanta. Un percorso nel quale Bonino ha costruito progressivamente una propria identità politica, spesso distante dalle posizioni dominanti e non sempre facilmente riconducibile agli schieramenti tradizionali.

Con il passare degli anni, quella stessa impostazione si è proiettata oltre i confini nazionali. La sua attività istituzionale in Europa e il lavoro sulle emergenze umanitarie, sui diritti umani e sulla pena di morte hanno contribuito a consolidare un profilo internazionale che sarebbe rimasto centrale fino agli ultimi anni della sua vita pubblica.

È una delle ragioni per cui, nel ricordarla, il messaggio della Regione Umbria sceglie di tenere insieme dimensione nazionale ed europea. Bonino è stata infatti una protagonista della Repubblica, ma anche una politica che ha portato alcune delle battaglie maturate nella storia italiana dentro un orizzonte più ampio.

Arcudi: “Con lei se ne va una protagonista assoluta della storia repubblicana”

Alla presidente Proietti si unisce il cordoglio del consigliere regionale Nilo Arcudi, che ricorda Bonino soprattutto attraverso la coerenza con cui ha condotto le proprie battaglie lungo decenni di vita politica. "Apprendo con profondo dolore la notizia della scomparsa di Emma Bonino. Con lei se ne va una protagonista assoluta della storia repubblicana, una donna che per oltre cinquant'anni ha combattuto le sue battaglie, sui diritti civili, sulla laicità dello Stato, sul progresso della società, con una coerenza e un coraggio che sono rimasti intatti fino all'ultimo giorno”.

Nel ricordo di Arcudi torna quindi un elemento che ha accompagnato praticamente tutta la parabola politica di Bonino: la capacità di sostenere posizioni anche quando queste risultavano minoritarie, assumendone fino in fondo il peso politico e personale.

“Radicale nel senso più autentico del termine, Bonino ha attraversato la politica italiana ed europea senza mai piegare le proprie convinzioni alle convenienze del momento - ricorda Arcudi - pagando spesso il prezzo di questa intransigenza. Ha affrontato con la stessa franchezza le battaglie referendarie degli anni '70 e la malattia degli ultimi anni, senza mai nascondersi e senza mai smettere di essere presente nel dibattito pubblico”.

Una voce autonoma, anche nei momenti più difficili

È proprio il rapporto tra convinzioni personali e impegno pubblico a rappresentare uno dei fili conduttori dei messaggi arrivati oggi dall'Umbria. Nel corso della sua lunga carriera, Bonino ha attraversato fasi politiche profondamente differenti, cambiamenti istituzionali, trasformazioni dei partiti e mutamenti della società italiana. È rimasta però riconoscibile nel modo di affrontare il confronto pubblico: diretto, spesso radicale nel senso più autentico del termine, e difficilmente disposto a rinunciare alle proprie posizioni per ragioni di opportunità.

Una caratteristica che ha prodotto consenso e dissenso, ma che ha contribuito a costruire nel tempo un'identità politica difficilmente sovrapponibile a quella di altre figure della politica italiana.

Anche per questo la sua scomparsa non riguarda soltanto una singola stagione politica. Rappresenta la fine di una presenza che, per decenni, ha accompagnato il dibattito nazionale intervenendo su questioni destinate a restare al centro della discussione pubblica: il rapporto tra libertà individuali e istituzioni, i diritti delle persone, il ruolo dell'Europa, le emergenze internazionali e la responsabilità della politica.

Il ricordo di Umbria Civica

Nel messaggio di Arcudi c'è infine anche un riferimento diretto alla realtà politica di cui fa parte e alla dimensione locale dell'impegno pubblico.

“Come Umbria Civica - conclude - pur muovendoci in un contesto amministrativo lontano dai palazzi romani ed europei che Bonino ha frequentato, ci riconosciamo in quella stessa idea di politica intesa come servizio e come battaglia di principio, prima ancora che come mestiere. Ai familiari, ai compagni di partito e a quanti in questi anni hanno condiviso con lei le tante battaglie civili va il cordoglio mio personale e di tutta Umbria Civica"

È un passaggio che riporta il ricordo dalla dimensione nazionale a quella più vicina ai territori. Perché, al di là dei ruoli ricoperti e delle istituzioni attraversate, ciò che resta della lunga esperienza di Bonino è anche un'idea precisa del fare politica: scegliere una battaglia, sostenerla nel tempo e accettare che la coerenza possa avere un costo.

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