18 Sep, 2026 - 16:11

Università e lavoro, Adisu Umbria riunisce istituzioni e sistema produttivo per sostenere i neolaureati

Università e lavoro, Adisu Umbria riunisce istituzioni e sistema produttivo per sostenere i neolaureati

Un percorso di sostegno ai neolaureati che prosegua anche dopo la conclusione degli studi universitari e l’esaurimento delle borse di studio. È questo l’obiettivo del primo incontro istituzionale promosso da Adisu Umbria, ospitato nella Sala di rappresentanza del Collegio Ermini di Perugia, con il coinvolgimento di istituzioni, università, enti di formazione, fondazioni e rappresentanti del sistema economico regionale.

L’iniziativa nasce dalla volontà di rafforzare le opportunità a disposizione dei giovani nella fase successiva alla laurea, spesso decisiva per l’accesso a percorsi di alta formazione, ricerca e lavoro qualificato. Un momento di passaggio nel quale, nonostante il titolo conseguito, possono emergere nuove difficoltà legate ai costi della specializzazione, alla necessità di acquisire ulteriori competenze e alla possibilità di trovare un’occupazione coerente con il proprio percorso.

Da qui l’idea di avviare un confronto ampio, nel quale mettere in relazione il sistema del diritto allo studio con gli atenei, le istituzioni e il mondo produttivo. L’obiettivo è individuare uno strumento stabile e condiviso capace di accompagnare i neolaureati oltre il percorso universitario, creando al tempo stesso condizioni più favorevoli per trattenere, attrarre e riportare in Umbria capitale umano qualificato.

Un confronto istituzionale per guardare oltre la laurea

L’incontro ha rappresentato il primo passaggio di un percorso che Adisu Umbria intende sviluppare attraverso l’ascolto e la collaborazione con le diverse realtà del territorio.

Al centro della discussione non c’è soltanto il sostegno economico ai giovani, ma una riflessione più ampia sulla continuità delle politiche per il diritto allo studio e sulla necessità di non interrompere il supporto proprio nel momento in cui si apre la fase della specializzazione e dell’ingresso nel mondo del lavoro. Il conseguimento della laurea, infatti, non coincide sempre con la conclusione del percorso formativo. Per molti giovani può rappresentare l’inizio di ulteriori esperienze di studio, ricerca o qualificazione professionale, necessarie per rendere più solide e competitive le competenze acquisite.

Il passaggio, tuttavia, può essere condizionato dalle disponibilità economiche individuali e familiari. L’accesso a master, corsi di specializzazione, percorsi di ricerca e altre opportunità post laurea può richiedere risorse che non tutti hanno la possibilità di sostenere. È in questo spazio che Adisu Umbria intende intervenire, attraverso un progetto ancora da definire nei suoi aspetti operativi ma già orientato a una maggiore integrazione tra formazione, diritti e lavoro.

Le istituzioni umbre al tavolo

Al confronto hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni e del territorio. Erano presenti l’assessore regionale Fabio Barcaioli, il direttore regionale Adriano Bei, l’assessore del Comune di Perugia Andrea Stafisso, l’assessora del Comune di Terni Tiziana Laudadio e Andrea Bacelli, presidente del Consiglio comunale di Corciano e consigliere provinciale di Perugia. 

La presenza di esponenti regionali, comunali e provinciali ha messo in luce la rilevanza territoriale del percorso avviato da Adisu. La questione delle opportunità per i neolaureati, infatti, si intreccia con le prospettive di sviluppo dell’Umbria, con la capacità di attrarre competenze e con la possibilità di offrire ai giovani condizioni adeguate per costruire il proprio futuro nella regione.

Università, conservatori e formazione specialistica

Ampia anche la partecipazione del sistema universitario e formativo. Hanno preso parte all’incontro rappresentanti dell’Università degli studi di Perugia, dell’Università per stranieri di Perugia, dei Conservatori di musica Morlacchi di Perugia e Briccialdi di Terni, di Mediazione Linguistica, di Its Umbria Academy, della Fondazione Perugia e di Anci.

La presenza di realtà diverse per natura e offerta formativa ha consentito di ampliare il confronto sulle esigenze dei giovani che, dopo la laurea o il diploma di alta formazione, intendono proseguire il proprio percorso di crescita.

Il progetto guarda infatti a una platea articolata, che comprende chi sceglie la ricerca, chi punta sulla specializzazione e chi necessita di ulteriori competenze per accedere a un mercato del lavoro sempre più competitivo. La sfida consiste nel costruire un modello flessibile, capace di adattarsi a percorsi differenti senza perdere di vista l’obiettivo comune: sostenere i giovani nella trasformazione della formazione in opportunità concrete.

In questo quadro, il rapporto tra università, enti formativi e istituzioni può diventare decisivo per individuare i bisogni ancora scoperti e definire strumenti di intervento mirati.

Il coinvolgimento del sistema produttivo

Al tavolo hanno partecipato anche numerose associazioni di categoria, a conferma della volontà di collegare il percorso di sostegno ai neolaureati con le esigenze del tessuto economico regionale. Erano presenti rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Confcooperative Umbria, Confartigianato, Legacoop Umbria, Confapi Umbria, Confesercenti, Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura Umbria.

Il coinvolgimento delle organizzazioni economiche punta a rafforzare il dialogo tra formazione e lavoro, favorendo un confronto sulle competenze richieste dalle imprese e sulle possibilità di inserimento professionale dei giovani qualificati.

Il tema non riguarda soltanto la disponibilità di posti di lavoro, ma anche la corrispondenza tra i percorsi formativi e le necessità del sistema produttivo. Un collegamento più stretto tra atenei, istituzioni e imprese potrebbe contribuire a rendere più efficaci le opportunità di specializzazione e a favorire la costruzione di professionalità utili allo sviluppo del territorio.

L’idea è dunque quella di evitare che il percorso universitario si concluda con una separazione tra il mondo della formazione e quello del lavoro, creando invece una rete capace di accompagnare i giovani anche nei passaggi successivi.

L’ipotesi di una fondazione di partecipazione

Tra le ipotesi emerse durante il confronto c’è quella di una fondazione di partecipazione, individuata come possibile strumento per dare continuità e stabilità al progetto.

La proposta, però, non è stata presentata come un modello già definito. L’intenzione di Adisu Umbria è quella di valutare insieme ai soggetti coinvolti quale possa essere la soluzione più utile ed efficace, tenendo conto delle esigenze dei neolaureati e delle possibilità di collaborazione. 

“L'idea - ha spiegato l'amministratore unico di Adisu Umbria, Giacomo Leonelli - è costruire insieme un percorso di sostegno rivolto in particolare a quei neo laureati che, esaurito il percorso universitario e delle borse di studio, hanno difficoltà ad assicurarsi percorsi post laurea che li rendano più qualificati e competitivi. Tutto ciò con una duplice finalità: garantire loro maggiori opportunità e diritti, e fare in modo che talenti e competenze possano rimanere e crescere nel nostro territorio. L'ipotesi su cui abbiamo avviato il confronto è quella di una fondazione di partecipazione, ma non partiamo da un modello precostituito: siamo qui proprio per individuare insieme lo strumento più utile, sostenibile ed efficace. Ringrazio tutti i rappresentanti delle istituzioni, degli atenei e delle realtà del territorio che hanno accolto il nostro invito e dato la propria disponibilità a contribuire a questo percorso e tutti quelli che si uniranno prossimamente”.

Le parole di Leonelli delineano la direzione del progetto: da un lato sostenere i giovani che incontrano difficoltà nell’accesso ai percorsi post laurea; dall’altro valorizzare le competenze affinché possano rimanere in Umbria e contribuire alla crescita della regione.

Diritti e opportunità anche dopo il conseguimento del titolo

Il nodo centrale dell’iniziativa riguarda quindi la possibilità di estendere il concetto di diritto allo studio oltre la conclusione formale dell’università.

Le borse di studio rappresentano uno strumento fondamentale per consentire agli studenti di affrontare il percorso accademico, ma il conseguimento della laurea non elimina automaticamente gli ostacoli economici. In molti casi, per raggiungere una preparazione più avanzata o accedere a un lavoro qualificato, è necessario investire ancora in formazione.

Il progetto promosso da Adisu Umbria parte proprio da questa consapevolezza. L’intento è costruire un sostegno rivolto a quei giovani che, pur avendo completato il percorso universitario, rischiano di non poter proseguire per ragioni economiche o di dover cercare altrove le opportunità necessarie alla propria crescita professionale.

La prospettiva è quella di garantire maggiori opportunità e diritti, ma anche di rafforzare il legame tra i giovani formati e il territorio nel quale hanno studiato.

Trattenere, attrarre e riportare i talenti

Un ulteriore obiettivo del percorso riguarda la capacità dell’Umbria di trattenere il capitale umano qualificato e di favorire il rientro di chi, dopo gli studi, ha lasciato la regione per cercare nuove opportunità. La disponibilità di percorsi post laurea, occasioni di ricerca e sbocchi occupazionali coerenti con la formazione può incidere sulle scelte dei giovani e sulla loro possibilità di costruire un futuro professionale in Umbria.

Per questo il progetto coinvolge anche il sistema produttivo e le realtà economiche del territorio. La permanenza dei talenti non può infatti dipendere soltanto dalla disponibilità di sostegni formativi, ma richiede un insieme di condizioni: percorsi qualificati, opportunità professionali, capacità di innovazione e un dialogo costante tra istituzioni e imprese.

La costruzione di una rete stabile potrebbe quindi contribuire a rafforzare l’attrattività dell’Umbria e a valorizzare le competenze sviluppate negli atenei e negli enti formativi regionali.

Il percorso proseguirà con nuovi approfondimenti

L’incontro ha raccolto interesse e disponibilità a proseguire il confronto. Le proposte emerse saranno ora approfondite, con l’obiettivo di definire in modo condiviso i passaggi successivi e valutare quale strumento possa tradurre gli obiettivi indicati in un progetto concreto.

La fondazione di partecipazione resta una delle ipotesi sul tavolo, ma la scelta finale sarà legata alla sua sostenibilità e alla capacità di rispondere in modo efficace alle esigenze dei neolaureati.

Il primo appuntamento promosso da Adisu Umbria segna dunque l’avvio di un percorso che mette insieme diritto allo studio, alta formazione, ricerca e lavoro. Un progetto che guarda oltre il momento della laurea e che intende affrontare una delle questioni più rilevanti per il futuro dei giovani: la possibilità di trasformare il patrimonio di conoscenze e competenze acquisito durante gli studi in una concreta occasione di crescita personale e professionale.

Per l’Umbria, la sfida è anche quella di rendere questo patrimonio una risorsa per il territorio, favorendo la permanenza dei giovani qualificati, attirando nuove competenze e creando le condizioni per il rientro di chi ha scelto di formarsi o lavorare altrove. Il confronto avviato da Adisu rappresenta il primo passo di questo percorso, destinato a proseguire attraverso il contributo delle istituzioni, degli atenei e del sistema economico regionale.

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