Imprese, università, arte e tutela ambientale si sono incontrate venerdì 9 ottobre 2026 a Perugia per discutere di un modello ancora poco diffuso in Italia: acquistare direttamente aree forestali per sottrarle in modo permanente allo sfruttamento economico e garantirne la conservazione.
L’appuntamento è stato organizzato dal Fondo Forestale Italiano ETS nella Sala della Fondazione Sant’Anna, in via Roma 15, con l’evento “Aziende e foreste: un connubio di valore”.
Al centro della giornata il Bosco delle Sette Valli, 93 ettari di territorio forestale nel Comune di Marsciano, acquistati grazie esclusivamente alle donazioni di aziende e cittadini.

Il Bosco delle Sette Valli si trova nella frazione di Migliano, lungo le gole formate dal torrente Fersinone, principale affluente del Nestore.
L’operazione viene indicata dal Fondo Forestale Italiano come una delle acquisizioni forestali più consistenti realizzate in Italia da una realtà non profit nata attraverso la partecipazione dal basso.
Nessun finanziamento pubblico ha sostenuto l’acquisto: le risorse sono arrivate da donazioni private e crowdfunding.
Il principio seguito è quello del Land Trust, modello basato sull’acquisizione diretta dei terreni da parte di un soggetto chiamato poi a conservarli nel tempo.
Nel caso del FFI, i boschi diventano patrimonio della Fondazione e vengono lasciati alla loro evoluzione naturale.
Lo Statuto esclude infatti la vendita dei terreni, il taglio degli alberi a fini commerciali e la cessione di quote di CO2.
L’incontro di Perugia nasce anche per approfondire il ruolo che le aziende possono assumere nella conservazione della biodiversità.
Tra i sostenitori e partner dell’iniziativa figurano Altroconsumo, Codalunga, Leonteq, Levissima, Non Profit Factory, SIA Ambiente e Worldline.
Il confronto partirà da una domanda destinata ad avere un peso crescente nelle politiche di responsabilità sociale d’impresa: in che modo un’azienda può contribuire concretamente alla tutela ambientale senza trasformare necessariamente quell’investimento in un’attività economicamente remunerativa?
Il presidente e fondatore del Fondo Forestale Italiano, Emanuele Lombardi, pone l’accento proprio su questo elemento.
«La natura ha bisogno di investimenti che, anche se non danno ritorni economici diretti, migliorano la vita di tutti noi», osserva Lombardi.
Secondo il presidente del FFI, l’esperienza del Bosco delle Sette Valli dimostra che la collaborazione tra cittadini e imprese può tradursi in una protezione stabile del patrimonio forestale.
«È un modello che vogliamo replicare in altri territori italiani», aggiunge.

La giornata non si è limitata alla dimensione economica.
Uno degli obiettivi dell’iniziativa è infatti mettere a confronto sensibilità e competenze differenti.
Il mondo dell’arte è stato rappresentato da Nico Vascellari, chiamato a riflettere sul rapporto tra natura e produzione artistica.
Il versante accademico è entrato invece nel merito di alcuni interrogativi scientifici e giuridici legati alla gestione dei boschi lasciati alla libera evoluzione.
Alla tavola rotonda hanno partecipato Alessandro Chiarucci dell’Università di Bologna e Alessandra Valastro dell’Università di Perugia.
Tra le questioni poste i possibili limiti della non gestione forestale, l’idea del bosco come bene comune e i rischi che un modello di tutela integrale può comportare.
La mattinata è stata moderata dai giornalisti Michele Bellucci e Fabio Nucci.
Dopo i saluti istituzionali di Francesco Grohmann, responsabile del Servizio Foreste, economia e territorio montano della Regione Umbria, e di David Grohmann, assessore all’Ambiente e Rigenerazione urbana del Comune di Perugia, Lombardi ha presentato le attività della Fondazione.
In seguito, la consegna del Premio “Mecenati dei Boschi · FFI” 2026, destinato alle tre aziende e ai tre cittadini che hanno maggiormente sostenuto l’attività del Fondo.
Successivamente si terrà una seconda tavola rotonda dedicata alle partnership ambientali tra imprese e non profit.

Durante l’evento è stato inoltre illustrato preAIB, progetto elaborato dal FFI per la prevenzione degli incendi boschivi attraverso una presenza più capillare delle associazioni locali sul territorio.
L’obiettivo è quello di intervenire soprattutto sulle cause antropiche dei roghi, che secondo i dati richiamati dalla Fondazione rappresentano la quasi totalità degli incendi registrati in Italia.
Il Fondo Forestale Italiano sta già cercando nuovi territori e partner con i quali sperimentare il modello.
Il programma è proseguito direttamente sul territorio.
Nel pomeriggio di venerdì 9 ottobre, si terrà una visita panoramica al Bosco delle Sette Valli.
Sabato 10 ottobre, alle 9.30, partirà invece da Migliano un’escursione di circa due ore e mezza, con prenotazione obbligatoria e abbigliamento da trekking consigliato.
L’obiettivo finale dell’iniziativa perugina è trasformare l’esperienza maturata in Umbria in un modello replicabile su scala nazionale, coinvolgendo imprese, enti locali, associazioni e cittadini in nuovi progetti di acquisizione e tutela permanente delle foreste.