10 Sep, 2026 - 15:30

Canottaggio, il campus paralimpico accende il lago di Piediluco

Canottaggio, il campus paralimpico accende il lago di Piediluco

Il lago di Piediluco si conferma ancora una volta il cuore pulsante dello sport paralimpico italiano. Da ieri, e fino a domani, venerdì 11 settembre, il rinomato Centro Federale ospita l'attesissima nuova edizione del campus paralimpico. Si tratta di un appuntamento annuale molto importante, che quest'anno vede protagonisti dieci atleti assistiti dall'INAIL. I partecipanti si cimenteranno nella disciplina del canottaggio, immergendosi nelle splendide e calme acque del lago, da sempre considerato un contesto ideale e un punto di riferimento per gli atleti olimpici e paralimpici di tutto il Paese.

Questo campus è il risultato concreto dell'accordo quadro quadriennale tra il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e l'INAIL. Questa forte collaborazione nasce con l'obiettivo di dare una spinta decisiva alle discipline paralimpiche, rivolgendosi in particolare alle persone che hanno subìto un grave infortunio sul lavoro. Lo sport, in questo senso, non è solo una competizione. Diventa un mezzo potentissimo per ritrovare una normale dimensione nella vita di tutti i giorni. Rappresenta anche un trampolino di lancio fondamentale per avvicinare nuove persone al mondo paralimpico, offrendo a chiunque lo desideri la possibilità di mettersi nuovamente alla prova e superare i propri limiti in un contesto sano e stimolante.

Le parole del presidente del Cip Umbria

Il presidente del Cip Umbria, Marco Peciarolo, ha voluto esprimere un ringraziamento speciale: "Un particolare ringraziamento va alla struttura remiera di Piediluco per la sempre grande e consueta disponibilità della struttura e soprattutto dei suoi tecnici". A guidare i ragazzi sul campo, proprio come l'anno scorso, c'è Luca Coletto. Coletto è un ex campione paralimpico di canottaggio che oggi lavora come tecnico nazionale della federazione. Con la sua grande esperienza e la sua straordinaria sensibilità, metterà le proprie competenze a disposizione di tutti per insegnare i segreti e le prime pratiche di questa affascinante disciplina remiera. Per tre giorni, il campus sarà un'occasione aperta a chiunque voglia vedere da vicino e dal vivo la bellezza del canottaggio integrato. Questa iniziativa dimostra il grande lavoro che il Comitato Paralimpico svolge ogni giorno, sia a livello nazionale che regionale, per promuovere e far crescere lo sport per tutti. Le attività di promozione, però, non finiscono qui. Il prossimo 25 settembre il progetto continuerà presso le piscine dello stadio. Lì si terrà un grande open day paralimpico, una giornata speciale dove si potranno scoprire e provare tantissimi altri sport, tra cui il nuoto, l'apnea sportiva, le bocce e il tiro con l'arco.

 

 

Lago di Piediluco, una perla della natura tra Umbria e Lazio

Il Lago di Piediluco è uno splendido specchio d'acqua nato nel corso del tempo grazie ai sedimenti lasciati dai fiumi. Questa perla naturale si trova quasi interamente in Umbria, ma ha una piccolissima diramazione che si spinge fin nel territorio del Lazio. I suoi panorami sono così suggestivi e mozzafiato che, nell'ottocento, il lago divenne una meta famosissima per i plenaristi, cioè quei pittori che amavano dipingere la natura dal vivo e all'aria aperta. Ancora oggi il lago conserva un'atmosfera magica e, ogni anno, le sue sponde si animano per celebrare il solstizio d'estate con la tradizionale e affascinante Festa delle Acque.

Con una superficie di circa 1,5 chilometri quadrati e una profondità che raggiunge i 19 metri, Piediluco è il secondo lago naturale più grande dell'Umbria, superato solo dal Lago Trasimeno. La sua forma è molto particolare, poiché è composto da un corpo centrale allungato da cui si diramano diverse braccia d'acqua, una delle quali entra nella provincia laziale di Rieti. Questo luogo racchiude una storia antica e un sistema idrico davvero speciale. Insieme ai vicini laghi Lungo, di Ripasottile e di Ventina, il Lago di Piediluco faceva parte del gigantesco Lacus Velinus. Si trattava di una grande area paludosa che i Romani iniziarono a bonificare e prosciugare fin dal terzo secolo avanti Cristo per rendere la terra coltivabile. Anche il modo in cui il lago riceve l'acqua è curioso. Il suo unico ingresso naturale è un piccolo ruscello chiamato Rio Fuscello, mentre gli altri due ingressi sono canali artificiali costruiti dall'uomo per collegare il bacino direttamente ai fiumi Velino e Nera. Infine, il nome del lago deriva dal pittoresco borgo di Piediluco che sorge proprio sulle sue rive. Questa parola affonda le sue radici nella lingua latina e significa letteralmente "ai piedi di luco", che vuol dire proprio "ai piedi del bosco sacro".

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