Prima ancora di diventare il santo universale della pace e della fraternità, Francesco fu un giovane in fuga da Assisi, dopo la rottura con il padre e la scelta radicale di una vita nuova.
Gubbio fu il luogo che lo accolse in quel passaggio decisivo, la città nella quale trovò amicizia, riparo e la possibilità concreta di dare forma alla propria scelta di povertà. È proprio da questa primogenitura francescana, profondamente radicata nella memoria eugubina, che prende forza il programma “Con Francesco, oltre Francesco”, presentato oggi a Palazzo Donini, a Perugia.
Il calendario, inserito nelle celebrazioni per l’VIII centenario della morte di San Francesco, accompagnerà Gubbio dal 17 settembre al 10 ottobre con incontri, spettacoli, musica, teatro, spiritualità e approfondimenti storici.

Il legame tra Francesco e Gubbio non è soltanto uno dei tanti capitoli della biografia del Santo. Nella tradizione francescana rappresenta il primo approdo dopo l’abbandono della vita precedente ad Assisi, quando Francesco, ormai separatosi dal mondo paterno e mercantile, cerca un nuovo modo di vivere.
A Gubbio trova accoglienza e sostegno. Qui si lega all’amico Spadalonga, qui riceve una povera veste e qui prende corpo quella scelta di fraternità e servizio che diventerà poi il cuore dell’esperienza francescana.
È dunque da questa radice storica e spirituale che la città vuole ripartire, non per rivendicare una primazia simbolica fine a se stessa, ma per riaffermare il proprio ruolo nel racconto nazionale e internazionale di Francesco.
La presentazione di Perugia ha riunito la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci, l’assessore alla Cultura Paola Salciarini, il vicario diocesano don Mirko Orsini, padre Marco Bellachioma, Federico Fioravanti per il Festival del Medioevo e i rappresentanti delle principali realtà culturali coinvolte.
Il programma attraversa linguaggi molto diversi, con l’obiettivo di parlare a pubblici differenti.
Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo figura il Festival del Medioevo, giunto alla dodicesima edizione e quest’anno interamente dedicato al tempo di Francesco. Ci sarà poi “A Tavola con i Monaci – Dove le fedi si incontrano”, progetto che unisce dialogo interreligioso e cultura gastronomica.
Previsti inoltre gli incontri con Massimo Recalcati, Luigino Bruni e Davide Rondoni, il teatro di Mario Pirovano, il documentario di TV2000 “Francesco per davvero”, le celebrazioni del 4 ottobre e lo spettacolo “La buona novella degli ultimi”, costruito sulle musiche di Fabrizio De André e PFM.

Per il sindaco Vittorio Fiorucci, il senso dell’intero progetto sta nel trasformare la memoria in una chiave per leggere il presente.
«Con Francesco, oltre Francesco significa partire da una storia che appartiene profondamente a Gubbio per farne un’occasione di riflessione sul presente», ha sottolineato.
Il valore del percorso, secondo Fiorucci, è anche nella capacità di far lavorare insieme Comune, Diocesi, famiglia francescana, associazioni e realtà culturali, costruendo una progettualità destinata a proseguire oltre l’ottavo centenario.
L’assessore alla Cultura Paola Salciarini ha insistito sulla rete di collaborazioni che ha reso possibile un calendario così ampio.
«La cultura, la spiritualità, la storia, il teatro, la musica e la divulgazione diventano strumenti diversi per riportare San Francesco al centro di una riflessione contemporanea», ha evidenziato.
Il progetto punta dunque a evitare una celebrazione puramente commemorativa. Francesco viene proposto come figura ancora capace di interrogare la società su temi attualissimi: pace, riconciliazione, fraternità, povertà, rapporto con il creato e responsabilità individuale.
A chiudere la conferenza è stata la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha espresso un giudizio particolarmente positivo sulla capacità progettuale mostrata da Gubbio.
«Quello che Gubbio ha fatto è un esempio concreto di come si può e si deve lavorare insieme», ha affermato.
La presidente ha ricordato che la Regione ha scelto di investire oltre un milione di euro nelle celebrazioni, riconoscendo nella proposta eugubina qualità, visione e ricchezza di contenuti.

Il significato più profondo del programma sta forse proprio nel titolo.
Con Francesco, perché Gubbio conserva una delle pagine iniziali e più autentiche della sua vicenda umana. Oltre Francesco, perché quella memoria può ancora produrre cultura, confronto e progettualità.
La città che accolse il giovane Francesco nel momento della sua fragilità torna così a proporsi come uno dei luoghi nei quali il suo messaggio può essere reinterpretato nel presente.
Non soltanto memoria, dunque, ma una responsabilità: continuare a far parlare la prima Gubbio francescana dentro un tempo che ha ancora bisogno di pace e riconciliazione.