Una panchina che scotta, uno stadio che ribolle di delusione e un verdetto da emettere senza possibilità di appello. Questa sera, alle 21, lo stadio "Arechi" sarà il palcoscenico di un dentro o fuori drammatico: la Salernitana ospita la capolista Potenza in un match che rappresenta il vero e proprio bivio stagionale per il tecnico Serse Cosmi.
L'allenatore perugino, arrivato a Salerno per riportare il club in alto, si trova già a fare i conti con una crisi profonda. I numeri e l'ambiente non mentono: la fiducia incassata in settimana da parte della dirigenza ha una scadenza brevissima.
L'avvio di questo campionato di Serie C doveva essere una marcia trionfale per la rosa costruita dal direttore sportivo Faggiano. Invece, per la Salernitana di Serse Cosmi si è trasformato rapidamente in un incubo.
Mentre il Potenza vola a sorpresa sulle ali dell'entusiasmo a punteggio pieno, la Salernitana scenderà in campo con l'obbligo assoluto di vincere. L'atmosfera si preannuncia caldissima allo stadio: una parte della tifoseria contesterà la società e il pubblico sugli spalti probabilmente sarà in netto calo, segno di un'amarezza diffusa che colpisce i sostenitori granta e la città.
Per evitare il baratro dell'esonero, l'allenatore è pronto a stravolgere i suoi piani e a mettere da parte i vecchi dogmi. Il tecnico si affiderà a un solido 4-4-2 per ridare equilibrio e sostanza alla squadra. Cosmi lo sa bene: stasera all'Arechi non c'è spazio per il bel gioco o per le scuse. Contano solo i tre punti per capovolgere il mondo e salvare una panchina che non è mai stata così in bilico.
Serse Cosmi da Ponte San Giovanni, è l’uomo delle rinascite, il tecnico capace di riaccendere il fuoco dove sembrano rimaste solo ceneri. Lo ha dimostrato ancora una volta a Salerno la scorsa stagione, dove è sbarcato a febbraio per rigenerare una Salernitana in piena crisi d’identità, portandola fino al terzo posto nel Girone C di Serie C e arrendendosi solo nella semifinale playoff contro il Brescia.
Una dote, quella di plasmare le squadre a sua immagine e somiglianza, che affonda le radici agli albori della sua carriera. Dopo le prime esperienze tra Pontevecchio e Arezzo, la grande occasione arriva sulla panchina del Perugia, la squadra del suo cuore. In quattro stagioni straordinarie, il suo Grifone diventa una certezza di metà classifica in Serie A e un incredibile trampolino di lancio per futuri campioni del mondo. Sotto la sua guida si consacrano giocatori, tanto per fare due nomi, del calibro di Fabio Grosso e Marco Materazzi; quest'ultimo, nella stagione 2000-01, stabilisce il record storico di 12 gol per un difensore in un singolo campionato. L’apice della favola umbra coincide con lo storico trionfo in Coppa Intertoto nel 2003, prima della dolorosa retrocessione in Serie B arrivata nello spareggio contro la Fiorentina, durante la transizione del campionato a 20 squadre. Da quel momento, Cosmi vive un lungo pellegrinaggio calcistico alla ricerca di stabilità, faticando a trovare la continuità di un tempo. Fino alla chiamata della Salernitana lo scorso mese di febbraio, la piazza ideale per far ruggire ancora l'allenatore con il cappellino. A Salerno a fine stagione centra un terzo posto, poi perde la semifinale playoff contro il Brescia.