25 Jul, 2026 - 10:01

Dimensionamento scolastico in Umbria, è scontro totale: i sindacati chiedono di tutelare scuole e famiglie, Regione e Ministero si rimpallano le responsabilità

Dimensionamento scolastico in Umbria, è scontro totale: i sindacati chiedono di tutelare scuole e famiglie, Regione e Ministero si rimpallano le responsabilità

Il dimensionamento della rete scolastica umbra continua ad alimentare il confronto tra Governo, Regione, organizzazioni sindacali e forze politiche, mentre il conto alla rovescia verso l'avvio dell'anno scolastico 2026-2027 entra nella sua fase più delicata.

A poche settimane dal ritorno sui banchi, la riorganizzazione delle autonomie scolastiche resta infatti uno dei temi più controversi del dibattito istituzionale regionale, al termine di una lunga vicenda scandita da commissariamento, ricorsi amministrativi, pronunce della giustizia amministrativa e continui cambiamenti degli assetti organizzativi. L'ultima comunicazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che definisce le modalità di attuazione della sentenza del Tar dell'Umbria, ha tracciato il percorso da seguire, ma non è bastata a chiudere una controversia che continua ad alimentare polemiche e contrapposizioni.

Da un lato, le organizzazioni sindacali denunciano gli effetti di una gestione che, a loro giudizio, ha finito per scaricare sulle istituzioni scolastiche, sul personale, sugli studenti e sulle famiglie il peso di un lungo confronto politico e amministrativo.

Dall'altro, la Regione Umbria sostiene che il Ministero abbia respinto una proposta di mediazione studiata per accompagnare con maggiore gradualità la riorganizzazione della rete scolastica, evitando ulteriori ripercussioni a ridosso dell'inizio delle lezioni.

Di segno opposto la posizione del Governo, che rivendica la legittimità delle decisioni assunte, richiama le pronunce della giustizia amministrativa a sostegno del proprio operato e assicura che tutte le procedure necessarie sono già state predisposte affinché il nuovo anno scolastico possa iniziare regolarmente, senza ripercussioni sull'organizzazione delle scuole e sulla continuità del servizio educativo.

I sindacati: "La scuola non può diventare terreno di scontro politico"

A intervenire con una presa di posizione congiunta sono state le segreterie regionali di FLC CGIL Umbria, CISL Scuola Umbria e UIL Scuola Rua Umbria, che hanno preso atto dell'ultima comunicazione intercorsa tra Ministero e Regione sull'attuazione della sentenza del Tar relativa al dimensionamento della rete scolastica.

Pur riconoscendo che la vicenda sembri finalmente avviarsi verso una definizione, le organizzazioni sindacali evidenziano come il lungo contenzioso abbia inevitabilmente inciso sulla programmazione delle scuole, rallentando procedure fondamentali proprio nella fase preparatoria del nuovo anno scolastico.

"Pur rilevando positivamente che si sia finalmente giunti a un punto di approdo sulla vicenda, non possiamo esimerci dal sottolineare come questa lunga e complessa controversia abbia determinato un'inutile perdita di tempo, rallentando e complicando tutte le operazioni indispensabili per l'avvio del prossimo anno scolastico."

Secondo le tre sigle sindacali, mesi di contrapposizioni istituzionali hanno prodotto un clima di forte instabilità organizzativa che continua a gravare sulle scuole umbre.

"Le continue contrapposizioni istituzionali, il commissariamento, il contenzioso amministrativo e il successivo riassetto delle decisioni hanno generato una situazione di forte incertezza organizzativa che ricade esclusivamente sui lavoratori della scuola, sulle istituzioni scolastiche coinvolte, sui territori interessati, sulle famiglie e sugli alunni, chiamati ancora una volta a subire le conseguenze di decisioni assunte ben lontano dalle esigenze concrete della comunità scolastica umbra. La stessa nota ministeriale riconosce che gli interventi dovranno essere realizzati in una fase ormai avanzata delle attività di avvio dell'anno scolastico, quando molte operazioni risultano già concluse."

L'appello: concertazione e rispetto delle comunità scolastiche

Nel documento le organizzazioni sindacali ribadiscono una posizione già espressa nei mesi scorsi, sostenendo che il dimensionamento della rete scolastica non possa essere affrontato esclusivamente come una questione numerica o amministrativa, ma debba essere costruito attraverso un percorso condiviso con autonomie locali, istituzioni e parti sociali.

Le sigle richiamano inoltre i contenuti della sentenza del Tar dell'Umbria, ritenendo che essa abbia riaffermato il valore dell'istruttoria preventiva e della concertazione istituzionale nelle decisioni che incidono sull'organizzazione del sistema scolastico.

"Ribadiamo quanto già affermato in più occasioni: la programmazione della rete scolastica deve fondarsi sulla concertazione istituzionale, sul confronto con le autonomie locali e con le parti sociali e sul rispetto delle peculiarità dei territori. La sentenza del TAR dell'Umbria ha evidenziato l'importanza di un'adeguata istruttoria e di una motivazione puntuale nelle scelte che incidono sull'organizzazione della rete scolastica, riaffermando nei fatti il valore del confronto e della condivisione nelle decisioni che riguardano un servizio pubblico essenziale. È altrettanto evidente che questa inaccettabile situazione sia stata determinata da una contrapposizione esclusivamente politica, nella quale la scuola umbra è divenuta terreno di scontro anziché oggetto di una programmazione condivisa e responsabile."

Da qui il nuovo appello affinché il sistema dell'istruzione venga definitivamente sottratto al confronto politico. "Le lavoratrici e i lavoratori della scuola, le famiglie e gli studenti non possono continuare a pagare il prezzo di conflitti politici che nulla hanno a che vedere con la qualità del servizio di istruzione. Spiace constatare che proprio dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, che dovrebbe prestare la massima attenzione alle istituzioni scolastiche, agli studenti e ai lavoratori del settore, sia arrivata una risposta che non individua una soluzione tecnica, anche se più volte suggerita da più parti, capace di evitare rischi per l'avvio dell'anno scolastico e di scongiurare l'apertura di ulteriori contenziosi."

E ancora: "La scuola non può e non deve essere utilizzata come terreno di scontro politico. Deve tornare ad essere il luogo in cui prevalgono responsabilità, collaborazione istituzionale e tutela dell'interesse generale delle comunità educanti."

Il documento porta la firma della segretaria generale regionale della FLC CGIL Umbria Moira Rosi, della segretaria generale regionale della CISL Scuola Umbria Caterina Corsaro e della segretaria generale regionale della UIL Scuola Rua Umbria Loretta D'Aprile.

Barcaioli: "Respinta la proposta di mediazione della Regione"

Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore regionale all'Istruzione Fabio Barcaioli, che ha criticato la decisione del Ministero dell'Istruzione e del Merito di non accogliere la proposta avanzata dalla Regione Umbria per accompagnare la fase di transizione.

L'ipotesi formulata da Palazzo Donini prevedeva il mantenimento, limitatamente all'anno scolastico 2026-2027, di 131 autonomie scolastiche, senza incrementare il numero delle dirigenze assegnate alla regione, facendo ricorso allo strumento della reggenza per l'autonomia aggiuntiva.

"Il Ministero dell’Istruzione ha scelto di respingere la proposta della Regione che aveva individuato la soluzione di mantenere 131 autonomie per un solo anno scolastico, senza aumentare il numero delle dirigenze assegnate all’Umbria, utilizzando lo strumento della reggenza per l’autonomia aggiuntiva. Era una soluzione di mediazione pensata per accompagnare una fase resa complessa dalle decisioni assunte dal Governo e per evitare che fossero le scuole a pagare il prezzo di mesi di incertezza istituzionale. Il Ministero ha deciso di non accoglierla."

L'assessore ha quindi ripercorso l'intera vicenda amministrativa, ricordando come il piano originariamente approvato dalla Regione fosse stato sostituito dal commissariamento disposto dal Governo, prima dell'intervento del Tar dell'Umbria.

"È necessario ricordare come si è arrivati a questo punto. Il Governo, non solo non ci ha concesso le autonomie scolastiche di cui abbiamo diritto ma attraverso il commissariamento, ha ribaltato il piano approvato dalla Regione Umbria e ha imposto un nuovo assetto del dimensionamento scolastico. Quel percorso è stato poi annullato dalla sentenza del Tar dell’Umbria, che ha rigettato gli atti adottati dal commissario e ha messo in discussione la legittimità di quelle scelte. Nonostante questo, il Ministero ha continuato a difendere quella impostazione, prolungando una situazione di incertezza che oggi ricade sulle scuole e sui territori."

Le criticità organizzative denunciate dalla Regione

Per Barcaioli, il principale problema riguarda la tempistica con cui vengono ridefiniti gli assetti scolastici, quando gran parte delle procedure amministrative risultano ormai concluse.

"Il risultato è che oggi, a fine luglio, il Ministero interviene sugli assetti scolastici umbri ridefinendo le istituzioni scolastiche coinvolte nel territorio ternano e riportando Città di Castello all’assetto previsto dal piano regionale. Una riorganizzazione che arriva a poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico, quando dirigenti scolastici, personale amministrativo e comunità scolastiche hanno già avviato tutte le attività necessarie per la ripartenza. Lo stesso Ministero comunica che le operazioni di organico, mobilità e assegnazione del personale sono già state effettuate. È la conferma delle difficoltà create da una gestione che ha portato la scuola umbra a dover affrontare cambiamenti organizzativi in una fase ormai avanzata."

L'assessore ha quindi ribadito che la Regione non si oppone a una revisione della rete scolastica, ma contesta modalità e criteri adottati.

"Non abbiamo mai sostenuto che la scuola non debba essere riorganizzata o che gli assetti scolastici non possano cambiare quando necessario. Ma non si può intervenire sulla scuola pubblica con la logica della mannaia, attraverso tagli al personale, ai dirigenti scolastici e alle autonomie. La scuola ha bisogno di investimenti, non di riduzioni, soprattutto quando, numeri reali alla mano, questi tagli non risultano necessari."

Infine l'assessore ha assicurato il sostegno della Regione alle comunità scolastiche interessate.

"La Regione è al fianco dell’amministrazione comunale di Terni, dei dirigenti scolastici e di tutte le comunità coinvolte. Dobbiamo continuare, insieme, a chiedere al Ministero, di abbandonare l’arroganza che li ha contraddistinti fino ad ora, e di accettare una soluzione di buonsenso, che tenga conto della situazione venutasi a creare e che consenta di affrontare questa fase attraverso il confronto e la mediazione, non attraverso decisioni imposte a ridosso dell’avvio delle lezioni."

Lo scontro tra Ascani e Valditara

Sul piano politico la vicenda ha alimentato un duro confronto tra la vicepresidente della Camera Anna Ascani, deputata del Partito Democratico, e il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Ascani attribuisce al Ministero la responsabilità dell'attuale situazione, sostenendo che il Tar abbia confermato le criticità del piano predisposto durante il commissariamento e accusando il Governo di avere respinto anche la proposta di mediazione avanzata dalla Regione.

Di segno opposto la posizione del ministro Valditara, che ha definito "allarmistiche e prive di fondamento" le dichiarazioni della parlamentare. Il titolare del dicastero ha ribadito che il Consiglio di Stato ha confermato la piena legittimità del limite delle 130 autonomie scolastiche, sottolineando che il Ministero ha già predisposto tutti gli atti necessari affinché il prossimo anno scolastico possa iniziare regolarmente, senza alcun pregiudizio per studenti, docenti e personale amministrativo.

Parallelamente, Valditara ha ricordato che il Ministero ha destinato 10,5 milioni di euro al Comune di Città di Castello per la ricostruzione della scuola Dante Alighieri, respingendo inoltre le ricostruzioni che attribuivano al Ministero responsabilità nella scelta della ditta incaricata dei lavori.

Una vicenda ancora aperta

Nonostante la definizione del quadro amministrativo e l'avvicinarsi dell'inizio delle lezioni, il confronto sul dimensionamento della rete scolastica umbra resta dunque aperto. Le organizzazioni sindacali chiedono che il futuro della scuola venga sottratto allo scontro politico e riportato nell'ambito della programmazione condivisa, mentre Regione e Governo continuano a rivendicare la correttezza delle rispettive scelte.

Sul tavolo rimangono le questioni legate all'organizzazione delle autonomie scolastiche, agli effetti delle decisioni assunte negli ultimi mesi e alla necessità di garantire stabilità al sistema educativo regionale, chiamato ora a concentrarsi sull'avvio del nuovo anno scolastico. La sfida, condivisa da tutte le parti coinvolte pur nelle differenti posizioni, sarà quella di assicurare continuità amministrativa e serenità alle comunità scolastiche umbre dopo una delle vicende più controverse che abbia interessato negli ultimi anni la programmazione della rete dell'istruzione regionale.

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