Gubbio rinnova oggi, venerdì 11 settembre, uno degli appuntamenti più sentiti della propria tradizione religiosa: la Festa della Traslazione di sant’Ubaldo, memoria che ogni anno riconduce idealmente la città verso il monte Ingino e la Basilica dove riposa il corpo incorrotto del santo patrono.
Le celebrazioni sono iniziate ieri sera con la tradizionale processione dalla Cattedrale alla Basilica e proseguono nella giornata odierna con le Messe del mattino e, soprattutto, con la celebrazione delle ore 17 presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini.
Un appuntamento che, al di là della commemorazione storica, continua a rappresentare per gli eugubini un momento di fede, identità e appartenenza.

La vigilia della Traslazione è stata caratterizzata, giovedì 10 settembre, dalla processione partita alle 21 dalla Cattedrale di Gubbio e diretta alla Basilica di Sant’Ubaldo.
La salita verso il monte Ingino ha assunto ancora una volta il significato di un pellegrinaggio cittadino, nel quale il cammino fisico verso il santuario si intreccia con la memoria del patrono e con una devozione che accompagna Gubbio da secoli.
Non soltanto una rievocazione, dunque, ma un gesto collettivo attraverso il quale la città rinnova il proprio rapporto con Ubaldo, vescovo, patrono e figura centrale della spiritualità eugubina.
La Traslazione richiama infatti il legame tra il santo e il monte sul quale il suo corpo è custodito, ma conserva anche un significato più ampio: salire alla Basilica per poi tornare nella quotidianità della città.
La Festa è proseguita questa mattina nella Basilica di Sant’Ubaldo, dove sono state programmate celebrazioni alle 7, 8, 9, 10 e 11.
Il momento principale della giornata è però previsto nel pomeriggio.
Alle ore 17 sarà il vescovo Luciano Paolucci Bedini a presiedere la Santa Messa, attorno alla quale si raccoglierà la comunità diocesana per celebrare il patrono e riflettere ancora una volta sul significato della sua testimonianza.
La ricorrenza assume così una dimensione che supera la sola memoria storica, diventando occasione per interrogarsi sull’attualità del messaggio lasciato da sant’Ubaldo.
Proprio durante la Festa della Traslazione dello scorso anno, il vescovo Paolucci Bedini aveva invitato gli eugubini a non confinare la propria fede soltanto nel santuario o nei momenti solenni della devozione.
«Guai se finisse qui la nostra fede e la nostra devozione», aveva sottolineato durante l’omelia.
Al centro della riflessione era stato posto soprattutto il tema della riconciliazione, indicato come una delle eredità più attuali della figura di Ubaldo.
Una riconciliazione non astratta, ma capace di entrare nelle relazioni quotidiane, nelle famiglie e nella comunità, superando divisioni e rancori.
Da qui il significato simbolico della Traslazione: salire verso il santo e poi ridiscendere verso la città, portando nella vita concreta ciò che si è celebrato sul monte.

La Basilica di Sant’Ubaldo continua così a rappresentare uno dei riferimenti spirituali più profondi per la comunità eugubina.
La festa dell’11 settembre conserva infatti una forza particolare proprio perché unisce dimensione religiosa, memoria cittadina e identità collettiva.
La presenza del corpo incorrotto del patrono nella Basilica rende il monte Ingino un luogo che per Gubbio non è semplicemente geografico, ma appartiene alla sua stessa storia.
E la Traslazione continua ogni anno a ricordare questo rapporto.
Le celebrazioni di quest’anno sono accompagnate anche da una variazione nel programma culturale inizialmente previsto.
La Fondazione Centro Studi Ubaldiani ha infatti rinviato la cerimonia di premiazione e l’esecuzione delle composizioni vincitrici del concorso internazionale “Si vis salutem patriae”, originariamente programmate per il 10 settembre.
La decisione è stata motivata da «articolate complessità di natura tecnico-organizzativa» emerse nella preparazione dell’esecuzione dal vivo.
L’obiettivo dichiarato è garantire alle opere premiate condizioni artistiche ed esecutive adeguate.
Il nuovo appuntamento è stato fissato nella settimana del 5 marzo 2027, in coincidenza con le celebrazioni dedicate alla Canonizzazione di sant’Ubaldo.
Una scelta che attribuisce al rinvio anche un particolare valore simbolico, inserendo la presentazione delle composizioni all’interno di un altro momento centrale della devozione ubaldiana.
Intanto oggi Gubbio torna a volgere lo sguardo verso il monte Ingino: alle 17 la celebrazione presieduta dal vescovo Paolucci Bedini completerà il momento centrale della Festa della Traslazione 2026.