Il Perugia è chiamato a rialzarsi. Dopo le pesanti sconfitte contro Ravenna e Spezia, il Grifo si presenta alla sfida con il Grosseto con la necessità di interrompere una striscia negativa che nelle ultime due gare ha prodotto zero punti, sei gol incassati e nessuna rete realizzata. Due avversarie, Ravenna e Spezia, che hanno evidenziato una superiorità rispetto alla formazione biancorossa in questo momento della stagione, ma che non possono diventare un alibi per giustificare una doppia battuta d’arresto.
La trasferta di Grosseto rappresenta quindi un primo banco di prova sul piano caratteriale. Il Perugia dovrà dimostrare di aver assorbito il momento difficile e di essere pronto a ripartire attraverso il lavoro. È questo il messaggio lanciato da Aimo Diana, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita. Il tecnico biancorosso non ha nascosto le difficoltà emerse nelle ultime uscite, ma ha ribadito la volontà di proseguire lungo la strada intrapresa, senza lasciarsi condizionare da due risultati negativi.
Il punto di partenza dell’analisi di Diana è chiaro: le due sconfitte hanno lasciato indicazioni importanti, ma non devono modificare il progetto tecnico. Il tecnico chiede alla squadra una crescita soprattutto sul piano della solidità, della cattiveria agonistica e della capacità di restare dentro le partite anche nei momenti di maggiore difficoltà.
“Non sarà né la prima né l’ultima volta in cui vivremo situazioni simili. Ho detto sin da subito che non voglio sentire alibi. La partita è stata persa, la seconda partita in maniera non bella. Poi posso raccontare quello che mi è piaciuto, ma perde di valore quando il risultato è 3-0. Me le tengo per me e per la mia squadra, non sarei veritiero verso chi mi ascolta. Nel 3-0 ho ritrovato situazioni che mi sono piaciute, ma le tengo per me e per la squadra”, ha spiegato Diana.
Il tecnico ha poi allargato il discorso alla particolare fase attraversata dal Perugia. La squadra è ancora in costruzione e, secondo l’allenatore, deve seguire un percorso differente rispetto a quello intrapreso da molte altre formazioni.
“Sono due risultati che non sono piaciuti. Nonostante affrontassimo due squadre che in questo momento sono superiori a tutti, non solo a noi. Secondo me dobbiamo provare a rimanere sempre nelle partite. In questo momento noi possiamo fare determinate cose, non tutte. Il nostro percorso è contrario al solito: quasi tutte le squadre che affrontiamo partono velocemente, in maniera rapida. Il nostro percorso è l’opposto. Noi dobbiamo ritrovare cattiveria e alchimia in fase difensiva. Magari non esponendo un gioco bello, dobbiamo avere una base per poi raggiungere il resto”.
Un progetto che, nelle intenzioni di Diana, non può essere stravolto dopo due risultati negativi. Il tecnico vuole conoscere a fondo tutti i componenti della rosa prima di arrivare a individuare le gerarchie definitive.
“Il percorso non scalfisce di una virgola quello che è il mio pensiero. L’esperienza ci porta a dire che una situazione che abbiamo vissuto in tre giorni potevamo metterla in preventivo. Speravamo che non arrivasse così velocemente, ma almeno ci ha posto nella condizione di abbassare le ali e rimetterci a lavorare sulle stesse identiche cose sulle quali lavoriamo dall’inizio. Il percorso non cambia, l’atteggiamento che abbiamo non cambierà. Non siamo nella condizione di stravolgere tutto per due partite perse”.
E c’è anche un concetto che il tecnico vuole trasmettere all’ambiente: la stagione va costruita attraverso un’identità precisa e una cultura del lavoro, senza inseguire soluzioni immediate dettate dai risultati.
“Noi dobbiamo dare a una città e alla tifoseria un’opportunità. Ho bisogno di vedere tutti i giocatori, domani ne vedrete altri nuovi. Non posso stare a guardare i risultati, devo vederli tutti per poi trovare una quadra. Accorgimenti, forza, forza comunicativa: il Perugia ha una grande opportunità di cercare di creare un’identità, un modo di fare e una cultura del lavoro e non si può cambiare perché si perde una partita 3-0. Altrimenti si fanno degli errori che possono essere stati fatti in passato, dando alla gente cose fantasiose”.
Diana ha infine ricordato le condizioni nelle quali ha accettato l’incarico, ribadendo di non considerare il progetto una missione impossibile.
“Il 5 agosto, quando mi hanno detto di venire, mi hanno detto: ‘C’è da fare un miracolo’. Secondo me non c’è da fare un miracolo, c’è da lavorare”.
La sfida di Grosseto arriva in un momento nel quale anche la gestione delle energie diventa determinante. Il Perugia è arrivato alla quinta partita e alcuni giocatori hanno accumulato un minutaggio importante. Diana ha quindi annunciato la possibilità di modifiche nell’undici iniziale, anche in considerazione di alcuni problemi fisici.
Prima, però, l’allenatore è tornato sulla prestazione contro lo Spezia, sottolineando come la differenza tecnica abbia inciso soprattutto nei momenti decisivi.
“Ho visto per trenta minuti la mia squadra che ha fatto il possibile per cercare di limitare la loro forza, che è superiore alla nostra in questo momento, soprattutto dal punto di vista tecnico. Io sono convinto che arriveremo anche noi ad avere una buona qualità tecnica. Lo abbiamo dimostrato a sprazzi, non dimentico gli applausi scroscianti in certe gare”.
Il tema centrale resta quello della capacità di soffrire.
“A fine primo tempo devi arrivare 0-0. Anche se siamo andati in difficoltà, in quel momento bisogna saper soffrire. Quando faremo questo, allora la squadra prenderà la strada giusta. Sono convinto che lo faremo. Nonostante si possa pensare a un abbassamento dell’entusiasmo, è giusto, è normale che sia così. È normale che ci sia qualche dubbio, la barra è dritta, andiamo tutti avanti verso la propria strada”.
Il confronto con il Grosseto sarà quindi anche un’occasione per valutare i nuovi arrivati. Diana vuole capire quali giocatori siano pronti a sostenere il peso della stagione e quali possano diventare riferimenti della squadra.
“Arriviamo alla quinta partita facendo fare minutaggio, domani qualcuno di quelli non sarà della gara perché è stanco. Io ho visto la squadra sempre con il carattere, abbiamo proposto poco, lo Spezia ti fa proporre poco, siamo stati sul pezzo. Io avrei gradito che il secondo tempo finisse 0-0, invece è finito 1-0 per loro, nonostante abbiamo avuto una chance per fare gol. Dall’altra parte l’hanno chiusa con un’azione paritaria. La differenza è anche questa cosa qua”.
Tra gli elementi sui quali Diana punta per aumentare la qualità ci sono Vergani, Seha e Van Amersfoort.
“La qualità deve essere abbinata alla corsa e al modo di fare. Alcuni giocatori non l’hanno dimostrata perché non gli è stata data la possibilità per varie situazioni. Vergani, Seha e Van Amersfoort ci devono alzare il livello della qualità, domani potremmo vederli molto di più. Per me sarebbe semplice buttare dentro tutti quelli con esperienza, ho bisogno di vederli tutti”.
Il tecnico ha poi indicato Vergani come uno dei giocatori pronti a partire dal primo minuto, anche per la necessità di far rifiatare Sabbatani.
“Vergani adesso è pronto a iniziare la partita, anche perché Sabbatani sta tirando la carretta, è stanco. Avrei voluto fare qualche cambio in più ma non posso farlo. Qualche giocatore può giocare in posizioni diverse, tipo Papazov. Sono giocatori che possono darci freschezza e voglia, vogliono dimostrare”.
Sul fronte degli indisponibili, Diana ha confermato la necessità di gestire con attenzione i calciatori non ancora pienamente recuperati, evitando di correre rischi inutili.
“Abbiamo dei giocatori che non hanno recuperato come era preventivabile. Faremo qualche cambio in più, qualcuno avrebbe bisogno di rifiatare, ma in alcuni ruoli non riesco per le assenze. Non possiamo rischiare gli infortuni, andremo a guerrigliare a Grosseto in maniera forte. Sarà una gara difficile, passiamo attraverso questi step. Cortesi? È stata fatta una scelta, il ragazzo non sta bene e recupera. Continuerà a fare mezzi allenamenti, no. Bisogna esserci, serve cultura del lavoro”.