17 Sep, 2026 - 20:00

Gubbio, a San Pietro torna “A Tavola con i Monaci”: due giorni tra fede, sapori e culture

Gubbio, a San Pietro torna “A Tavola con i Monaci”: due giorni tra fede, sapori e culture

Il profumo del pane, le erbe officinali, i prodotti dei monasteri, le parole dell’Islam, della tradizione ebraica e del cristianesimo. E poi i racconti dei pellegrini, dei viandanti e di chi, nei secoli, ha attraversato strade e conventi portando con sé cibo, fede e conoscenze.

È questa l’atmosfera che accompagnerà la seconda edizione di “A Tavola con i Monaci – Dove le fedi si incontrano”, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre nel Complesso Monumentale di San Pietro.

Due giornate che quest’anno acquistano un significato particolare perché inserite nel percorso dell’VIII centenario della morte di San Francesco e costruite attorno a una parola semplice ma impegnativa: “Incontri”.

San Pietro crocevia di religioni e tradizioni

L’antico complesso conventuale diventerà per un fine settimana luogo di confronto tra culture che nei secoli si sono incrociate, scontrate e spesso conosciute anche attraverso il cibo e le vie del pellegrinaggio.

Il programma prenderà il via sabato alle 10.30, nell’ex Refettorio, con i saluti del sindaco Vittorio Fiorucci, del vescovo Luciano Paolucci Bedini, dell’ambasciatore del Regno del Marocco in Italia Youssef Balla e del presidente della Federazione Islamica Umbria Chafiq El Oqayly.

Subito dopo l’attenzione si concentrerà su “San Francesco e l’Islam”, con l’Imam Massimo Abdallah Cozzolino e padre Giulio Michelini. Un tema che richiama direttamente il celebre incontro tra Francesco e il sultano, diventato nei secoli uno dei simboli più evocati del dialogo interreligioso.

Erbe, pane e memoria del cibo

Nel pomeriggio il racconto si sposterà dalla teologia alla tavola. Prima con “Le Erbe alla Tavola dei Monaci”, dedicato al rapporto tra natura, conoscenza e alimentazione, poi con “Pane e… companatico”, dove il cibo diventerà occasione per ricostruire abitudini, simbologie e pratiche quotidiane del mondo monastico.

Un ruolo particolare sarà affidato anche agli studenti dell’indirizzo agrario dell’Istituto Cassata Gattapone, coinvolti in un laboratorio nel chiostro. Un modo per mettere in relazione i saperi più antichi con le generazioni chiamate a reinterpretarli.

La giornata si chiuderà con la musica dal vivo di Gubbio No Borders, trasformando il chiostro da spazio di riflessione a luogo di incontro informale.

Dall’ebraismo ai grandi cammini

Domenica 20 settembre il programma ripartirà alle 10 con un approfondimento sul rapporto tra Francesco e il mondo ebraico, seguito alle 11 da “A Tavola con le Religioni”.

Al confronto prenderanno parte l’Imam Massimo Abdallah Cozzolino, Ibrahim Faltas e lo studioso Ottavio Di Grazia, in un dialogo che metterà al centro le tradizioni bibliche, rabbiniche e islamiche.

Nel pomeriggio si tornerà invece al viaggio, con l’incontro “Tracce, saperi e sapori di monaci, pellegrini, viandanti e mercanti”, al quale interverranno Leandro Ventura, direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, e Nadia Togni.

A seguire, spazio ai grandi itinerari spirituali: dal Cammino di Francesco al Cammino di Guglielmo, dai “Passi di Chiara e Francesco” fino al Cammino di Sant’Ubaldo.

Il chiostro come piccolo mercato del tempo

Per entrambe le giornate, il Chiostro di San Pietro ospiterà il mercato degli antichi sapori, con prodotti dei monasteri, specialità orientali, artigianato ed esposizioni.

Accanto agli appuntamenti per adulti ci sarà anche una zona dedicata alla Ludoteca Comunale, con giochi e laboratori ispirati al Medioevo, mentre arti e mestieri di Gubbio completeranno un percorso pensato per trasformare il complesso in un piccolo spazio vivo, attraversato da famiglie, studiosi, religiosi e curiosi.

Salciarini: “San Pietro deve tornare a essere vissuto”

L’assessore alla Cultura Paola Salciarini sottolinea il valore del progetto anche come strumento di valorizzazione urbana.

«Crediamo che una città come Gubbio debba continuare a proporre idee e format nuovi, capaci di arricchire la propria offerta culturale», osserva, ricordando la capacità dell’iniziativa di mettere insieme istituzioni, Diocesi, mondo francescano, scuole ed enti culturali.

Ma c’è anche una scelta precisa sul luogo: «San Pietro, con la sua storia e la sua natura di antico complesso conventuale, è il luogo ideale per questo progetto».

“A Tavola con i Monaci”, coordinato da Carla Maurano, si inserisce anche tra le iniziative del Festival del Medioevo e vede la collaborazione di numerose realtà locali e regionali.

Per due giorni, dunque, San Pietro tornerà a essere ciò che per secoli sono stati i conventi: non soltanto luoghi di preghiera, ma spazi di passaggio, scambio, ospitalità e conoscenza. E forse proprio attorno a una tavola, ieri come oggi, le differenze possono cominciare a parlarsi.

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