18 Sep, 2026 - 15:00

Gubbio capitale della biodiversità dell’olivo: oggi nasce a Montelovesco la Domus Olear∑ del Cnr

Gubbio capitale della biodiversità dell’olivo: oggi nasce a Montelovesco la Domus Olear∑ del Cnr

Gubbio entra oggi, venerdì 18 settembre 2026, nella geografia mondiale della ricerca sull’olivo. A Montelovesco, presso l’Azienda Agricola Silvano Di Murro, viene inaugurata la Domus Olear∑, la nuova banca mondiale del germoplasma olivicolo promossa dal Cnr-Ibbr di Perugia, destinata a diventare uno dei più importanti archivi viventi della biodiversità dell’olivo a livello internazionale.

La giornata prende il via alle 9 nella Sala Trecentesca di Palazzo Pretorio, dove viene presentato il progetto dal punto di vista scientifico e istituzionale. Alle 12 il programma si sposta a Montelovesco per il taglio del nastro e la visita alla nuova collezione.

Per sottolineare il legame tra il progetto e la città, alcune piante di olivo in vaso vengono collocate anche in piazza Grande, trasformando per qualche ora il cuore monumentale di Gubbio in una sorta di anticamera simbolica della nuova banca genetica.

Oltre 10 mila genotipi studiati in tutto il mondo

La Domus Olear∑ nasce da un vasto lavoro di caratterizzazione molecolare sviluppato nell’ambito del progetto OMIBREED.

I ricercatori hanno analizzato oltre 10.000 genotipi di olivo provenienti dai principali Paesi produttori, arrivando a individuarne più di 3.000 geneticamente unici, originari di 32 nazioni.

A Montelovesco sono già state messe a dimora, attraverso innesto, 454 cultivar geneticamente distinte provenienti da 27 Paesi. A queste si aggiungono più di 400 genotipi di olivo selvatico e differenti sottospecie, portando il patrimonio complessivo della collezione a oltre 800 accessioni geneticamente uniche.

Non si tratta quindi di un semplice oliveto sperimentale, ma di un vero archivio vivente della biodiversità olivicola mondiale.

Un laboratorio a cielo aperto contro clima e malattie

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è la possibilità di coltivare nello stesso luogo piante provenienti da contesti geografici e climatici molto diversi.

In questo modo gli studiosi potranno confrontarne il comportamento nelle medesime condizioni ambientali e valutarne la risposta a stress biotici e abiotici, quindi malattie, parassiti, siccità, temperature elevate e altre condizioni che stanno diventando sempre più importanti anche alla luce dei cambiamenti climatici.

La Domus Olear∑ sarà inoltre utilizzata come base scientifica per programmi di miglioramento genetico, breeding ed editing genomico, con l’obiettivo di selezionare cultivar più resistenti e capaci di adattarsi alle condizioni future.

La responsabilità scientifica è affidata a Soraya Mousavi, mentre quella tecnica è di Roberto Mariotti, entrambi del Cnr-Ibbr. Il progetto beneficia inoltre del supporto di iniziative di ricerca come REACH-XY e Bexyl.

Il riconoscimento internazionale della Fao

A confermare il valore scientifico della collezione è anche il riconoscimento della Fao, che ha assegnato alla Domus Olear∑ il codice internazionale ITA481.

Un elemento che consente alla struttura eugubina di inserirsi a pieno titolo nella rete mondiale delle banche del germoplasma e di sviluppare collaborazioni e scambi con alcuni dei principali centri internazionali dedicati all’olivo.

Tra questi figurano le collezioni di Cordoba, Marrakech e Izmir, oltre alla realtà italiana di Follonica.

Gubbio diventa così uno dei nodi di una rete internazionale impegnata nella conservazione delle risorse genetiche dell’olivo e nel loro utilizzo per la ricerca scientifica e agricola.

Dieci ettari a Montelovesco

La nuova collezione si sviluppa su circa dieci ettari all’interno dell’Azienda Agricola Silvano Di Murro, che ospita materialmente la banca del germoplasma e ne garantisce la gestione operativa secondo i protocolli indicati dal Cnr.

L’azienda eugubina è già impegnata da tempo nella tutela delle cultivar autoctone e delle varietà a rischio di scomparsa, tra cui borgiona, tonda gentile, coroncina, raio e limona.

La nascita della Domus Olear∑ amplia quindi un percorso già esistente sul territorio, portandolo a una dimensione internazionale.

Ricerca, scuole e turismo scientifico

La nuova struttura non sarà destinata soltanto agli studiosi.

Il progetto prevede infatti attività rivolte a scuole, università, professionisti, operatori agricoli e visitatori, con percorsi pensati per raccontare la storia, la genetica e la biodiversità dell’olivo.

Una parte della collezione è organizzata con finalità dimostrative e didattiche, mentre uno spazio denominato “Agorà” ospiterà alcune delle accessioni più rappresentative.

L’obiettivo è trasformare la visita all’oliveto in un viaggio attraverso territori, varietà e tradizioni differenti.

Con l’inaugurazione di oggi, la Domus Olear∑ comincia dunque il proprio percorso come infrastruttura scientifica, ma con un’ambizione più ampia: fare di Gubbio un punto di riferimento internazionale per la conservazione, lo studio e la valorizzazione della biodiversità olivicola, mettendo la ricerca al servizio dell’agricoltura, della sicurezza alimentare e delle generazioni future.

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