Il Gubbio torna da Ravenna con un altro 0-2 e vede complicarsi ulteriormente il proprio momento. Dopo il ko interno contro l'Ostiamare è arrivata una seconda sconfitta consecutiva, ancora senza gol segnati e con due reti incassate. Due partite diverse per contesto e avversario, ma accomunate da una difficoltà evidente: quando la gara prende una direzione sfavorevole, la squadra di Mimmo Di Carlo fatica a trovare la reazione necessaria per cambiarla.
La classifica racconta oggi un Gubbio fermo a 7 punti dopo sette giornate. Ma più dei numeri, a interrogare è la sensazione lasciata dalle ultime due prestazioni. La domanda sulla posizione dell'allenatore, dopo il secondo ko consecutivo, è entrata inevitabilmente nel dibattito: non c'è alcuna comunicazione ufficiale su un possibile cambio in panchina, ma il momento rende la posizione di Di Carlo un tema concreto.
Contro l'Ostiamare il Gubbio aveva compromesso la partita nel primo tempo, incassando prima il rigore trasformato da Vittorio Parigini e poi il raddoppio di Filippo Carbone. Nella ripresa i rossoblù avevano provato a reagire, ma senza riuscire a trovare la rete che avrebbe potuto riaprire la sfida.
A Ravenna il copione è stato ancora più severo. Bagnolini ha respinto il rigore calciato da Esposito, ma dal successivo calcio d'angolo è arrivato il vantaggio di Lonardi. Il Ravenna ha continuato a comandare il primo tempo, colpendo anche un palo, prima di trovare il raddoppio su un secondo calcio di rigore trasformato da Rabbi. Nella ripresa la formazione di Mandorlini ha potuto gestire il risultato con maggiore tranquillità.
Il punto di contatto tra le due partite non è quindi soltanto il risultato. In entrambi i casi il Gubbio ha subito il momento negativo senza riuscire a trasformare la partita. È questo l'aspetto che pesa maggiormente sulla lettura del momento.
Alla vigilia della trasferta romagnola, Di Carlo aveva indicato con chiarezza ciò che si aspettava dalla squadra. Dopo la sconfitta con l'Ostiamare aveva parlato di ritmo basso e di errori individuali, chiedendo ai suoi giocatori di ritrovare intensità, compattezza e soprattutto la capacità di esaltarsi come collettivo.
L'allenatore aveva anche parlato della necessità di una "marcia" nuova dopo quella interrotta con l'Ostiamare. A Ravenna, però, questa reazione non si è vista nel primo tempo, proprio quando sarebbe servita per restare dentro la partita. Il Gubbio ha subito la pressione dei padroni di casa e ha raggiunto l'intervallo sotto di due gol.
Non significa che una singola partita possa cancellare quanto fatto nelle settimane precedenti. Ma quando due sconfitte consecutive arrivano con lo stesso risultato e senza reti segnate, è inevitabile interrogarsi sulla capacità della squadra di reagire alle difficoltà.
Le indisponibilità restano un elemento da considerare. Contro l'Ostiamare Di Carlo aveva dovuto fare i conti con una situazione particolarmente complicata: Minta si era aggiunto a Ferrini, Pinato, Cesari, Ghirardello e Carraro, mentre Zallu e Beretta erano stati convocati senza garanzie sulla possibilità di utilizzarli. Lo stesso allenatore aveva indicato le numerose assenze come uno dei fattori che avevano pesato sulla prestazione.
Alla vigilia della trasferta di Ravenna, però, il quadro era cambiato. Di Carlo aveva recuperato Cardascio, Cesari e Beretta, mentre aveva confermato le indisponibilità di Minta, Pinato e Ghirardello.
E la formazione ufficiale lo ha confermato: Cardascio è partito titolare, mentre Cesari, Carraro, Ferrini e Beretta erano in panchina. Non tutti i recuperati sono quindi entrati in campo, ma Di Carlo disponeva di qualche soluzione in più rispetto alla gara con l'Ostiamare.
Questo non significa che le assenze abbiano smesso di avere un peso. Significa però che il loro valore come spiegazione complessiva della crisi si riduce. Il Gubbio ha perso nuovamente 2-0, anche con una rosa più ampia a disposizione. È una differenza importante per leggere ciò che sta accadendo.
Lo zero alla voce gol segnati nelle ultime due partite è il dato più immediato, ma fermarsi alla difficoltà offensiva rischierebbe di semplificare troppo il problema.
A Ravenna il Gubbio non è riuscito innanzitutto a controllare il primo tempo. Ha concesso iniziativa, ha sofferto le accelerazioni della squadra di Mandorlini e, dopo il vantaggio, non ha trovato una risposta capace di rimettere la partita sui binari dell'equilibrio. Il secondo gol prima dell'intervallo ha poi reso ancora più complicata la situazione.
Lo stesso era accaduto, con modalità differenti, contro l'Ostiamare. Anche in quella occasione il Gubbio era arrivato all'intervallo sotto di due reti e nella ripresa aveva provato a cambiare passo senza riuscire a trovare la soluzione offensiva necessaria.
Ecco perché la questione non riguarda soltanto gli attaccanti o la capacità di segnare. Il tema più ampio è la gestione dei momenti della partita: andare sotto può succedere, soprattutto contro squadre di valore, ma una squadra che vuole essere competitiva deve riuscire a modificare il proprio comportamento quando il copione cambia.
Due sconfitte consecutive, quattro gol subiti e nessuno segnato rappresentano un passaggio delicato. Ancora di più perché arrivano dopo una fase nella quale il Gubbio aveva raccolto una vittoria a Campobasso, una contro il Latina e un pareggio a Pescara, costruendo una striscia che sembrava aver rimesso la squadra sulla strada giusta.
Oggi, invece, i rossoblù sono fermi a 7 punti e hanno perso le ultime due gare senza riuscire a trovare la rete. Il calendario ha certamente proposto prima l'Ostiamare e poi un Ravenna che arrivava alla sfida imbattuto e con una delle migliori difese del girone, ma il dato che resta è quello della mancata reazione nelle due partite più recenti.
Dire oggi che Di Carlo verrà esonerato sarebbe andare oltre i fatti disponibili. Non c'è una decisione ufficiale in questo senso. La sua posizione, però, è inevitabilmente più esposta dopo il secondo ko consecutivo e dopo una prestazione che non ha dato quella risposta che lo stesso tecnico aveva chiesto alla vigilia.
E adesso arriva il Perugia. Il derby umbro è in programma sabato 3 ottobre alle 14.30 al Barbetti e rappresenta il prossimo appuntamento per il Gubbio.
Non è corretto trasformare una partita in un ultimatum senza che la società lo abbia fatto, ma il contesto rende inevitabilmente importante la sfida. Dopo due sconfitte consecutive, il Gubbio dovrà ritrovare soprattutto una risposta sul piano della prestazione, oltre al risultato.
Il derby arriva dunque nel momento in cui le domande sono aumentate. Le assenze hanno rappresentato una difficoltà reale, soprattutto nella gara con l'Ostiamare. A Ravenna, però, qualche giocatore è rientrato e le alternative sono aumentate. Il problema, quindi, non può essere ricondotto soltanto all'infermeria.
Per Di Carlo e per il Gubbio la questione centrale diventa adesso capire se le ultime due sconfitte siano state soltanto un passaggio negativo oppure il segnale di problemi più profondi ancora da risolvere.