Dal 1° ottobre cambia l’apertura degli uffici: il decreto del sindaco Fiorucci richiama l’insufficienza dell’organico. Il Comune aveva già programmato assunzioni in passato, ma la progressiva riduzione del personale riporta al centro il problema del suo reintegro.
Dal 1° ottobre 2026 gli uffici della Polizia municipale di Gubbio ridurranno sensibilmente l’orario di apertura al pubblico. La decisione è contenuta nel decreto firmato il 21 settembre dal sindaco Vittorio Fiorucci e viene motivata con la consistenza numerica del personale, non più sufficiente a sostenere contemporaneamente l’attuale apertura degli uffici, le attività amministrative e i servizi di vigilanza sul territorio.
L’orario ordinario passerà dalle attuali 8-20 alla fascia 8-14 dal lunedì al venerdì, con due rientri pomeridiani, il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18. Finora gli uffici rimanevano aperti fino alle 20 nei giorni feriali, mentre sabato e prefestivi osservavano l’orario 8-14.
Il nuovo assetto viene definito sperimentale e, secondo il provvedimento, dovrebbe consentire «una migliore organizzazione del servizio e un utilizzo più efficiente delle risorse umane disponibili». La situazione dovrà essere rivalutata entro il 30 settembre 2027.
Il dato importante, tuttavia, va oltre gli orari. Il decreto rappresenta infatti una presa d’atto ufficiale: il personale disponibile non basta più a mantenere l’organizzazione precedente.

La riduzione dell’apertura al pubblico può consentire una diversa distribuzione degli agenti e alleggerire la necessità di presidiare contemporaneamente uffici e territorio. Non significa però che il lavoro amministrativo scompaia una volta chiuso lo sportello.
Verbali, pratiche, notifiche, gestione degli incidenti, attività di polizia amministrativa e gli altri procedimenti devono comunque essere svolti. La riorganizzazione può quindi recuperare margini operativi, ma non aumenta da sola il numero degli agenti disponibili.
Ed è questo il punto che rende la questione particolarmente rilevante per Gubbio.
Il territorio comunale si estende per 525,77 chilometri quadrati e conta 30.190 residenti al 1° gennaio 2026: una delle superfici comunali più vaste dell’Umbria, con una densità di appena 57 abitanti per chilometro quadrato.
La Polizia municipale è chiamata a intervenire non soltanto nel centro storico ma anche nei quartieri, nelle frazioni e sulla rete viaria distribuita in un territorio molto esteso. A questo si aggiungono le esigenze straordinarie legate alle manifestazioni, al turismo e ai periodi dell’anno nei quali la città registra una forte presenza di visitatori.
Esiste inoltre un parametro regionale che aiuta a comprendere la dimensione del problema. La legge umbra sulla Polizia locale stabilisce che la dotazione organica venga determinata, “di norma”, sulla base di un addetto ogni 700 abitanti. Si tratta di un parametro orientativo e non di un automatismo che obblighi i Comuni ad avere esattamente quel numero di agenti.
La stessa Regione Umbria, nel giugno scorso, ha riconosciuto che il problema è generale: secondo l’assessore regionale Francesco De Rebotti il rapporto effettivo in Umbria è di circa un agente ogni 1.200 abitanti, in un quadro segnato da carenze di personale ed elevata età media.
Il problema dell’organico non nasce oggi e sarebbe inesatto sostenere che il Comune non abbia mai previsto nuovi ingressi.
Nel PIAO 2024-2026 di Gubbio era programmata l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un agente di Polizia locale, mediante scorrimento di graduatoria, e veniva prevista anche un’unità amministrativa destinata al servizio di Polizia municipale. Il documento motivava più in generale alcune assunzioni con esigenze permanenti e con le cessazioni dal servizio avvenute negli anni precedenti.
Quel dato è importante perché evita una lettura troppo semplice della situazione. Il Comune ha utilizzato gli strumenti del reclutamento, ma le uscite intervenute successivamente, compresi i pensionamenti richiamati nelle ricostruzioni sulla decisione del 21 settembre, hanno evidentemente continuato a comprimere la disponibilità complessiva del personale.
La riduzione degli orari rappresenta quindi una risposta organizzativa all’emergenza attuale. Il punto strutturale è un altro: se l’organico si riduce progressivamente, la riorganizzazione può distribuire meglio le risorse esistenti, ma non sostituire il personale che viene meno.
È anche per questo che la questione delle nuove assunzioni diventa centrale. Non necessariamente attraverso nuovi concorsi autonomi: gli enti locali possono utilizzare graduatorie, mobilità e altri strumenti previsti dalla normativa. Lo stesso PIAO comunale del 2024 contemplava diverse modalità di reclutamento.
Il provvedimento del sindaco va dunque letto per ciò che è: un intervento sull’organizzazione del servizio determinato dalla carenza di personale, non un piano di ricostituzione dell’organico. La verifica prevista nel 2027 permetterà di valutarne gli effetti, ma nel frattempo il tema delle risorse umane rimane aperto.

A questo punto gli interrogativi possono essere concentrati in conclusione e rivolti direttamente all’amministrazione: quanti operatori conta oggi effettivamente la Polizia municipale di Gubbio e quanti sono impiegabili nei servizi esterni? Quanti agenti sono usciti per pensionamento o per altre cause negli ultimi anni? Quante assunzioni hanno compensato quelle cessazioni? Perché, di fronte a una carenza ormai certificata dallo stesso decreto, non è stato finora possibile rafforzare ulteriormente l’organico? Sono previste nuove assunzioni a tempo indeterminato?
Resta infine un dato da verificare nei prossimi mesi: se le minori ore di apertura al pubblico produrranno concretamente una maggiore presenza della Polizia municipale sulle strade, nelle frazioni e nei quartieri.
Sono queste le risposte che consentiranno di capire se il nuovo orario rappresenti soltanto una necessaria misura temporanea o il primo passaggio verso una riorganizzazione più ampia del servizio.