Imparare l’italiano per comunicare meglio con i colleghi, comprendere le procedure di sicurezza, conoscere i propri diritti e riuscire a leggere una busta paga. Sono questi alcuni degli obiettivi del percorso formativo rivolto a circa 400 lavoratori stranieri dipendenti della cooperativa perugina Servizi Associati, impegnati ogni giorno nelle attività di movimentazione e stoccaggio delle merci nei magazzini del territorio di Perugia e oltre.
Il corso, avviato lunedì 14 settembre, è promosso dalla Filt Cgil Umbria insieme alla stessa Servizi Associati, con il supporto dell’agenzia formativa Aris Formazione e Ricerca e il sostegno del Fondo nuove competenze – Competenze per le innovazioni. Un progetto che parte dalla lingua italiana, ma che ha un obiettivo più ampio: fornire ai lavoratori strumenti concreti per muoversi con maggiore consapevolezza all’interno del mondo del lavoro, riconoscere i rischi, comprendere le regole e partecipare in modo più pieno alla vita professionale.
I partecipanti provengono in gran parte dal Nord e dal Centro Africa e dai Paesi dell’Asia meridionale. Sono lavoratrici e lavoratori che operano quotidianamente in un settore essenziale per la movimentazione delle merci e per il funzionamento della filiera logistica, svolgendo mansioni che possono richiedere attenzione, preparazione e una conoscenza precisa delle procedure operative e di prevenzione.
La formazione assume quindi un valore che va oltre il semplice aggiornamento professionale. In un ambiente nel quale la chiarezza della comunicazione può incidere direttamente sulla sicurezza, comprendere una disposizione, segnalare un pericolo o sapere a chi rivolgersi in caso di infortunio diventa una competenza fondamentale.
Allo stesso modo, conoscere il proprio contratto e gli elementi principali della busta paga significa poter affrontare il rapporto di lavoro con maggiore autonomia.
Il percorso prende il nome di “Servizi Associati per il futuro” ed è stato pensato inizialmente per i dipendenti stranieri della cooperativa perugina, una realtà che conta oltre tremila lavoratori. L’iniziativa, tuttavia, nasce con l’ambizione di poter essere proposta anche ad altre aziende del comparto merci e logistica, come modello di formazione capace di unire sicurezza, integrazione e conoscenza dei diritti.
Alla prima lezione sono intervenuti il segretario generale della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno, e la docente Benedetta Bartolini, che hanno presentato ai partecipanti il progetto, i suoi contenuti e le finalità del percorso.
“Di solito il rapporto tra sindacato e imprese - ha ricordato Zeno - è caratterizzato dal conflitto, ma in questo caso, quando abbiamo proposto alla Servizi Associati un corso sulla sicurezza sul lavoro, abbiamo trovato subito una forte comunione di intenti. Grazie anche alla sensibilità di questa azienda, siamo quindi riusciti a proporre questo corso di italiano, sicurezza sul lavoro e conoscenza di diritti e doveri. Perché quando parliamo di sicurezza, la decliniamo in tutti i suoi aspetti. Terminato il corso a dicembre, nei magazzini questi lavoratori potranno parlare con i loro colleghi di queste tematiche, coinvolgendoli e diffondendo a loro volta sicurezza. Quello che non fanno le istituzioni nazionali, visti che ci sono ogni giorno tre morti sul lavoro, cerchiamo di farlo noi nel nostro piccolo”.
Nelle parole del segretario della Filt Cgil Umbria, la formazione diventa dunque anche uno strumento per costruire una responsabilità condivisa. L’obiettivo non è soltanto trasferire informazioni ai 400 corsisti, ma fare in modo che quanto appreso possa circolare nei luoghi di lavoro, attraverso il confronto con i colleghi e una maggiore attenzione alle situazioni di rischio.
Il tema della dignità del lavoro è centrale nel progetto. La presenza di lavoratori stranieri nei magazzini e nella logistica è ormai particolarmente significativa, anche in ragione della difficoltà crescente di reperire manodopera italiana per alcune mansioni del settore. Per questo, secondo la Filt Cgil, la formazione deve accompagnarsi alla garanzia di condizioni adeguate, sia sul piano della sicurezza sia su quello della retribuzione e del rispetto dei diritti.
“Buona parte di chi lavora nei magazzini è straniero - ha aggiunto il segretario della Filt Cgil Umbria - poiché questo è uno di quei lavori che sempre meno italiani vogliono fare. Ma anche a loro va data dignità, giusta remunerazione e sicurezza. La dignità deve appartenere a tutti e solo in questo caso contribuisce a elevarla a tutti i lavoratori”.
È un passaggio che lega direttamente la conoscenza delle regole alla qualità del lavoro. La sicurezza, infatti, non può essere considerata soltanto come un insieme di obblighi formali, così come l’integrazione non può limitarsi alla possibilità di svolgere una mansione.
Conoscere la lingua, comprendere un contratto, sapere come leggere una busta paga e riconoscere i propri diritti sono elementi che contribuiscono a rendere più solido il rapporto tra lavoratore, azienda e comunità professionale.
Il progetto coinvolgerà ciascuno dei circa 400 lavoratori per una durata complessiva di 40 ore di formazione. Le lezioni si svolgeranno nella sede della Cgil Umbria, a Perugia, e saranno affidate a sei docenti specializzati in diverse materie e tematiche legate al mondo del lavoro.
“In particolare - ha spiegato Bartolini -, il progetto coinvolgerà ciascun dei 400 corsisti/lavoratori per una durata complessiva di 40 ore di lezione, impartite nella sede della Cgil Umbria, a Perugia, da sei docenti specializzati in diverse materie o tematiche legate al mondo del lavoro: sviluppare lessico funzionale al lavoro in magazzino; comprendere procedure di sicurezza, ruoli e mansioni; saper comunicare in caso di rischio, pericolo, infortunio o malattia; conoscere i concetti base di contratto, diritti e doveri; leggere gli elementi essenziali di una busta paga; rafforzare competenze linguistiche utili nel lavoro. Si tratta di riuscire a far comprendere in maniera approfondita una pluralità di ambiti che garantiscano una migliore integrazione all’interno del mondo lavorativo”.
Il programma è quindi costruito su più livelli. Una prima parte riguarda il lessico specifico del magazzino, con parole e situazioni legate alle attività quotidiane. Un secondo ambito riguarda la sicurezza, attraverso la comprensione delle procedure, dei ruoli e delle mansioni e la capacità di comunicare in caso di pericolo, rischio, infortunio o malattia.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla conoscenza dei concetti fondamentali del contratto di lavoro, dei diritti e dei doveri dei dipendenti e alla lettura degli elementi essenziali di una busta paga. Un passaggio importante per consentire ai lavoratori di comprendere meglio la propria posizione, riconoscere le principali informazioni contenute nella documentazione e avere maggiore consapevolezza del rapporto professionale.
Nel settore della logistica, la corretta comunicazione delle informazioni può rappresentare un fattore decisivo per la prevenzione. Le attività di movimentazione e stoccaggio delle merci si svolgono infatti in ambienti nei quali possono essere presenti carichi, attrezzature, mezzi e procedure che richiedono attenzione e rispetto delle indicazioni operative.
Per questo, il corso punta a rafforzare la capacità dei lavoratori di comprendere le istruzioni, interpretare gli avvisi, individuare le situazioni potenzialmente pericolose e segnalare tempestivamente eventuali criticità. La lingua italiana viene così considerata non soltanto come uno strumento di integrazione, ma come una vera e propria competenza di sicurezza.
L’obiettivo è permettere ai partecipanti di comunicare con maggiore efficacia con responsabili e colleghi, soprattutto nelle situazioni nelle quali un’informazione non compresa o trasmessa in modo incompleto può aumentare il rischio di errore o di incidente.
La formazione, inoltre, non si fermerà all’aula. Una volta terminato il percorso, previsto entro dicembre, i lavoratori potranno condividere con i colleghi le conoscenze acquisite, contribuendo alla diffusione di una maggiore attenzione ai temi della prevenzione all’interno dei magazzini.
Oltre alla sicurezza, il progetto dedica un’attenzione specifica alla conoscenza dei diritti e dei doveri. Per chi arriva da un altro Paese e si inserisce nel mercato del lavoro italiano, orientarsi tra contratti, mansioni, retribuzione e procedure può non essere semplice.
Il corso mira quindi a rendere più accessibili informazioni che spesso risultano complesse, utilizzando un linguaggio comprensibile e collegato alle situazioni concrete vissute ogni giorno dai lavoratori. Comprendere il proprio contratto significa sapere quali sono gli impegni richiesti, ma anche quali tutele possono essere esercitate. Leggere una busta paga significa poter riconoscere gli elementi essenziali della retribuzione e avere una maggiore consapevolezza del proprio rapporto con l’azienda. In questo senso, la formazione diventa una forma di prevenzione anche sul piano sociale: più un lavoratore conosce le regole, più può affrontare con consapevolezza eventuali difficoltà, chiedere chiarimenti e dialogare con i propri interlocutori.
Un elemento qualificante dell’iniziativa riguarda la scelta di Servizi Associati di retribuire le ore dedicate al corso. I lavoratori coinvolti, infatti, riceveranno il pagamento anche per il tempo trascorso in formazione. La decisione riconosce alla formazione un valore pienamente inserito nel percorso professionale e non un’attività aggiuntiva da sostenere individualmente. Le lezioni vengono così considerate parte integrante dell’investimento sulle competenze e sulla sicurezza dei dipendenti.
La collaborazione tra azienda, sindacato e agenzia formativa rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto. Da una parte c’è la necessità di rafforzare la preparazione dei lavoratori; dall’altra, la volontà di costruire un ambiente nel quale la sicurezza e la conoscenza dei diritti siano patrimonio comune.
Il percorso è sostenuto dal Fondo nuove competenze – Competenze per le innovazioni, misura rivolta alle imprese e finalizzata a favorire l’innovazione e la nuova occupazione. L’intervento si inserisce in un progetto di importanza strategica collegato al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, cofinanziato dall’Unione europea.
Il Fondo rappresenta il quadro attraverso il quale l’azienda può investire nella formazione dei propri dipendenti, rafforzandone le competenze e accompagnando i cambiamenti del mercato del lavoro. Nel caso di Servizi Associati, il progetto assume una caratterizzazione specifica, perché mette insieme aggiornamento professionale, apprendimento linguistico, sicurezza e integrazione.
L’intenzione della Filt Cgil e di Aris Formazione e Ricerca è quella di proporre il percorso anche ad altre imprese della logistica e della movimentazione merci. L’esperienza avviata a Perugia potrebbe quindi diventare un punto di partenza per ulteriori iniziative rivolte a lavoratori stranieri impegnati in un comparto nel quale la formazione rappresenta una necessità sempre più evidente.