Un ottavo posto assoluto nella classe 1CV, riservata alle vetture a combustione, e tre piazzamenti nelle prove statiche. È il risultato conquistato dall’UniPg Racing Team alla 21esima edizione della Formula Sae Italy, la competizione universitaria internazionale dedicata al design ingegneristico e al motorsport, che nei giorni scorsi ha portato all’autodromo "Riccardo Paletti" di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, team e studenti provenienti da diversi atenei.
La scuderia dell’Università degli studi di Perugia è tornata in pista con una monoposto progettata e realizzata direttamente all’interno dei laboratori dell’Ateneo. Una vettura particolare non soltanto per il lavoro di sviluppo che l’ha accompagnata, ma anche per la scelta tecnica alla base del progetto: il motore termico è infatti alimentato a bioetanolo, in coerenza con il percorso di rilancio avviato dal team e incentrato sulla sostenibilità.
Il risultato ottenuto a Varano de’ Melegari arriva al termine di una fase di lavoro intensa e complessa, che ha visto studentesse e studenti impegnati nella progettazione, nella costruzione e nella preparazione della monoposto. Un percorso nel quale la dimensione sportiva della competizione si è intrecciata con quella formativa e accademica, trasformando la pista in un banco di prova per competenze tecniche, capacità organizzative e spirito di squadra.
Per comprendere il valore dell’ottavo posto conquistato in Formula Sae occorre partire dalla genesi della vettura. A dicembre dello scorso anno, l’UniPg Racing Team ha scelto di affrontare una sfida particolarmente ambiziosa: progettare una nuova monoposto partendo da zero, senza una base tecnica già pronta e mantenendo la sostenibilità come principio guida dell’intero lavoro.
In pochi mesi, le studentesse e gli studenti coinvolti nel progetto hanno disegnato, sviluppato e costruito la vettura all’interno dei laboratori dell’Università degli studi di Perugia. Un’attività che ha richiesto tempo, preparazione e una stretta collaborazione tra reparti diversi, chiamati a confrontarsi con problemi concreti e con la necessità di trovare soluzioni compatibili con le esigenze della competizione. Il risultato è stata la prima monoposto alimentata a bioetanolo realizzata dall’UniPg Racing Team. Una vettura che racchiude il lavoro di un gruppo universitario e che, allo stesso tempo, rappresenta un’esperienza di progettazione completa: dalla definizione delle scelte tecniche alla costruzione dei componenti, dalla gestione delle risorse alla preparazione delle prove davanti ai giudici internazionali.
La Formula Sae, infatti, non si limita a valutare le prestazioni in pista. I team sono chiamati a dimostrare la validità del progetto anche attraverso prove statiche, nelle quali vengono esaminate la qualità del design, la sostenibilità economica e la capacità di presentare un piano di sviluppo coerente. Per questo, dietro una monoposto ci sono molte più competenze di quelle che si possono osservare durante una sessione di guida.
Nel corso della competizione, l’UniPg Racing Team ha ottenuto risultati significativi nelle diverse prove statiche. La scuderia perugina ha conquistato il quarto posto nella Business Plan Presentation, il quinto posto nel Cost Event e il nono posto nel Design Event.
Il quarto posto nella Business Plan Presentation ha evidenziato la capacità del gruppo di presentare il progetto anche sotto il profilo imprenditoriale e manageriale, illustrandone obiettivi, organizzazione e prospettive. Il quinto posto nel Cost Event ha invece premiato il lavoro svolto nella valutazione e nella gestione dei costi legati alla realizzazione della vettura.
Il nono posto nel Design Event ha completato il quadro dei risultati ottenuti nelle prove statiche, confermando il livello di preparazione raggiunto sul piano progettuale. Piazzamenti che, letti insieme all’ottavo posto assoluto nella classe 1CV, raccontano una crescita che non riguarda soltanto la meccanica o l’aerodinamica, ma l’intera gestione del progetto.
È questo uno degli aspetti più importanti dell’esperienza vissuta dall’UniPg Racing Team. Una monoposto competitiva nasce infatti dall’incontro tra competenze tecniche e capacità di coordinamento, tra studio e applicazione, tra il lavoro dei singoli reparti e una visione comune. In questo senso, la Formula Sae diventa per gli studenti un’esperienza che va oltre la gara e che consente di misurarsi con dinamiche molto vicine a quelle di un contesto professionale.
A raccontare il significato del risultato sono gli stessi componenti dell’UniPg Racing Team, che hanno sottolineato il riscontro ricevuto durante i giorni della competizione e il valore del lavoro svolto dall’intera squadra. “Durante i giorni di gara la nostra opera ha riscosso stima e apprezzamento da parte della giuria internazionale e dei colleghi degli altri atenei. Il risultato è frutto dell’instancabile lavoro di tutti i membri del team e il coordinamento delle figure chiave dell’organigramma, che hanno gestito la scuderia con vera professionalità”.
Un risultato, dunque, che il team attribuisce al contributo di tutti i suoi componenti e alla capacità di lavorare in modo coordinato. La struttura della scuderia ha visto Edoardo Meozzi nel ruolo di team leader e direttore tecnico, Alessandro Gambelunghe come chief financial officer e Stefano Valigi come capo officina. Insieme a loro, i capi reparto Stefano Nicoloso, Metehan Mollaoglu, Edoardo Ragni, Caterina Tobanelli, Rachele Rocchini e Matteo Rosini hanno seguito le diverse aree di sviluppo e preparazione del progetto. Un’organizzazione che ha permesso di distribuire responsabilità e competenze, affrontando il lavoro sulla monoposto come un’attività collettiva, nella quale ogni fase ha avuto un peso preciso.
Il risultato finale è quindi anche il riconoscimento di un metodo di lavoro. La vettura è stata costruita in tempi contenuti, ma il percorso ha richiesto un impegno quotidiano, la capacità di affrontare imprevisti e la disponibilità a mettere in comune conoscenze e soluzioni. È in questa dimensione, prima ancora che nella classifica, che si misura il valore di un’esperienza come quella dell’UniPg Racing Team.
A rendere possibile il progetto è stato anche il sostegno dell’Università degli studi di Perugia e del Dipartimento di Ingegneria, che hanno creduto nelle potenzialità della scuderia e accompagnato il lavoro degli studenti attraverso spazi, risorse e competenze.
“Il risultato - proseguono dal team dell’università perugina - non sarebbe stato possibile senza il fondamentale sostegno dell’Ateneo e del Dipartimento di Ingegneria che hanno creduto fortemente nelle potenzialità del progetto e lo hanno sostenuto con spazi e risorse, la supervisione del faculty advisor Francesco Fantozzi, fondatore del team e coordinatore del progetto in ateneo, e il contributo dei docenti e tecnici del dipartimento, che gli hanno dedicato tempo, competenze e passione. Oggi l’UniPg Racing Team torna a Perugia con una consapevolezza nuova per l’Ateneo e per gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa e che vogliamo qui ringraziare per il supporto fornito. L’ottavo posto rappresenta un solido punto di partenza: l’esperienza accumulata servirà a velocizzare l’apprendimento e l’asticella è già stata alzata in vista delle prossime, entusiasmanti sfide in pista”.
Nel progetto ha avuto un ruolo anche Francesco Fantozzi, faculty advisor, fondatore del team e coordinatore dell’iniziativa all’interno dell’Ateneo. Il suo lavoro, insieme a quello dei docenti e dei tecnici del Dipartimento di Ingegneria, ha accompagnato le diverse fasi di sviluppo della monoposto, mettendo a disposizione conoscenze e supporto operativo.
La collaborazione tra università, studenti e sostenitori esterni ha permesso così di trasformare un progetto ambizioso in una vettura concreta, capace di affrontare una competizione internazionale. Un passaggio importante per una realtà che ha scelto di investire nella formazione attraverso un’attività nella quale teoria e pratica sono chiamate a confrontarsi continuamente.
La scelta di utilizzare il bioetanolo ha dato alla monoposto una caratterizzazione precisa. L’obiettivo del team è stato quello di integrare il tema della sostenibilità all’interno di un progetto sportivo e ingegneristico, affrontando la sfida non soltanto dal punto di vista delle prestazioni, ma anche attraverso le scelte compiute durante lo sviluppo della vettura.
La sostenibilità, in questo percorso, non è stata considerata come un elemento aggiuntivo o separato. È diventata piuttosto una direzione progettuale, capace di orientare il lavoro degli studenti e di inserirsi nella più ampia esperienza formativa offerta dalla Formula Sae.
La realizzazione della monoposto a bioetanolo ha richiesto infatti un confronto costante tra obiettivi differenti: la necessità di costruire una vettura competitiva, il rispetto dei requisiti tecnici della competizione, la gestione delle risorse disponibili e la volontà di sviluppare una soluzione coerente con il tema della sostenibilità.
È anche attraverso queste sfide che il progetto ha permesso agli studenti di sperimentare un approccio concreto all’innovazione. Non una semplice esercitazione accademica, ma un lavoro nel quale ogni decisione ha dovuto trovare una verifica pratica, prima nei laboratori e poi davanti ai giudici e agli altri team presenti a Varano de’ Melegari.