13 Sep, 2026 - 20:00

Mondiale Ifmar 1:10 On-Road a Gubbio, trionfa il giapponese Naoto Matsukura

Mondiale Ifmar 1:10 On-Road a Gubbio, trionfa il giapponese Naoto Matsukura

Alla fine, sul circuito del mini autodromo internazionale “Mario Rosati”, è stata la bandiera del Giappone a sventolare più in alto di tutte.

Il Campionato Mondiale Ifmar 1:10 On-Road, l’evento più importante del 2026 per questa categoria dell’automodellismo radiocomandato, si è chiuso con il successo del pilota giapponese Naoto Matsukura, capace di imporsi al termine di una finale intensa, incerta e ricca di continui ribaltamenti.

Dietro di lui si è classificato l’italiano Filippo Domanin, autore di una prova di altissimo livello, mentre il tedesco Toni Gruber ha completato il podio. Ma il sigillo finale è stato quello di Matsukura, campione dal profilo internazionale già consolidato, che a Gubbio ha aggiunto un altro capitolo di prestigio a una carriera straordinaria.

Il sigillo giapponese su una finale combattuta

Il Mondiale eugubino si è deciso soltanto negli ultimi passaggi, dopo una gara che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso.

Nella prima parte della finale era stato Dario Balestri, partito dalla pole position, a prendere in mano la corsa, confermando subito velocità e autorevolezza. Con il passare dei minuti, però, la situazione si è fatta molto più fluida: cambi di leadership, sorpassi, errori minimi ma pesanti e un equilibrio che ha reso impossibile qualsiasi pronostico anticipato.

In questo scenario ha trovato spazio la qualità di Naoto Matsukura, che ha saputo restare sempre nel vivo della lotta, leggere il momento giusto e piazzare l’allungo decisivo. Una vittoria maturata non in modo casuale, ma con la lucidità di chi è abituato ai grandi appuntamenti.

Per molti osservatori, il suo successo ha rappresentato anche il trionfo di una certa idea di gara fatta di precisione, continuità e sangue freddo, qualità che hanno accompagnato l’intera prova del pilota giapponese.

Gubbio incorona un campione del mondo di livello assoluto

Il nome di Matsukura non è certo nuovo agli appassionati.

Con il titolo conquistato a Gubbio, il pilota giapponese ha ulteriormente arricchito un palmarès già eccezionale. La sua affermazione umbra lo conferma tra i grandi protagonisti mondiali dell’automodellismo radiocomandato, capace di imporsi in contesti tecnici molto diversi e davanti a avversari di altissimo profilo.

Il fascino del suo successo sta anche qui: non si è trattato soltanto della vittoria di giornata, ma dell’ennesima consacrazione di un atleta che appartiene ormai all’élite assoluta della disciplina.

E non è un dettaglio secondario che questo nuovo trionfo sia arrivato proprio a Gubbio, al termine di una settimana che ha trasformato il circuito eugubino in un crocevia internazionale di culture, stili di guida e scuole tecniche provenienti da tutto il mondo.

Una settimana mondiale nel vero senso della parola

Il Club Automodellistico Cinque Colli, organizzatore dell’evento, ha portato a Gubbio una manifestazione di respiro autenticamente globale.

Sono arrivati piloti e team da 21 Paesi, con presenze provenienti da Europa, Asia, America e Oceania. Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Messico al Giappone, fino a Svizzera e Francia, il Mondiale ha restituito l’immagine di uno sport capace di parlare molte lingue ma di condividere la stessa passione.

A dare ulteriore peso internazionale alla manifestazione è stata anche la presenza dei rappresentanti delle principali istituzioni mondiali dell’automodellismo, tra cui il delegato Ifmar Javier Garcia e il delegato Femca per l’Asia Leonard Kee.

Entrambi hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto a Gubbio, riconoscendo al Club Cinque Colli di avere costruito un evento all’altezza di un Campionato del Mondo.

Sette campioni del mondo e il fascino della sfida

Uno degli elementi che hanno reso speciale questa edizione è stata la presenza contemporanea di sette campioni del mondo appartenenti a diverse categorie.

Tra questi Lamberto Collari, Dario Balestri, Alessio Mazzeo, Jilles Groskamp, Toni Gruber, Daniele Ielasi e Naoto Matsukura.

Un concentrato di esperienza, titoli e talento che ha dato ancora più valore al successo del giapponese. Vincere in un contesto del genere significa infatti emergere in mezzo a una concorrenza eccezionale.

Interessante anche il ruolo di Daniele Ielasi, oggi non più impegnato come pilota ma ancora protagonista nel settore come produttore: una presenza che ha collegato il presente agonistico del Mondiale con l’evoluzione tecnica della disciplina.

L’orgoglio del club e il sogno sfiorato dagli eugubini

Per il Club Cinque Colli il bilancio è stato molto positivo, anche se accompagnato da qualche rimpianto sportivo.

Matteo Menichetti ha visto fermarsi il proprio cammino negli ottavi di finale, complice una gara condizionata da problemi tecnici e da due penalità. Più brillante il percorso del giovane eugubino Alessio Agostinelli, che è riuscito ad arrivare direttamente in semifinale.

Il sogno della finalissima si è interrotto soltanto nella Last Chance Race, l’ultima occasione utile per entrare tra i protagonisti dell’atto conclusivo. Il suo diciassettesimo posto assoluto, in una manifestazione con oltre cento piloti da tutto il mondo, resta comunque un risultato di grande rilievo.

Non solo sport: Gubbio ha mostrato il suo volto al mondo

Il Mondiale non è stato soltanto una competizione tecnica e agonistica.

La cerimonia inaugurale ha offerto ai visitatori stranieri anche un’immagine piena dell’identità eugubina, grazie alla presenza della Banda Comunale di Gubbio, del Gruppo Sbandieratori e dell’aeromodellista Mattia Zeni.

Sport e tradizione si sono così intrecciati, consegnando agli ospiti internazionali non soltanto un grande evento, ma anche il racconto di una città.

«Siamo estremamente soddisfatti e orgogliosi del risultato ottenuto», ha commentato il presidente del Club Automodellistico Cinque Colli Giuseppe Agostinelli, ringraziando istituzioni, collaboratori, soci e volontari.

E alla fine, in mezzo all’orgoglio organizzativo e alla festa del pubblico, è rimasta soprattutto un’immagine: un campione giapponese che vince a Gubbio e porta il nome del circuito “Mario Rosati” al centro del mondo dell’automodellismo.

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