13 Sep, 2026 - 10:00

Norcia, affidato il recupero dell’ex convento e dell’ex chiesa di San Francesco: investimento da 7,4 milioni

Norcia, affidato il recupero dell’ex convento e dell’ex chiesa di San Francesco: investimento da 7,4 milioni

Un nuovo passaggio concreto nel lungo percorso della ricostruzione post sisma di Norcia. Sono stati affidati i lavori di ripristino, miglioramento sismico e restauro del complesso di San Francesco, uno dei luoghi più importanti del patrimonio storico e culturale della città, danneggiato dagli eventi sismici del 2016. L’intervento interessa l’ex chiesa e l’ex convento di San Francesco, edificio risalente al XIV secolo e di proprietà dell’azienda pubblica per i servizi alla persona Fusconi-Lombrici-Renzi di Norcia.

A darne notizia è la Regione Umbria, soggetto attuatore del cantiere insieme all’Ufficio speciale per la ricostruzione. L’appalto è stato aggiudicato alla Lucci Salvatore Impresa Costruzioni Srl, azienda con sede a Napoli, che ha presentato un’offerta con un ribasso del 19,18 per cento. Il valore contrattuale netto dei lavori è pari a quasi 4,2 milioni di euro, al netto dell’Iva, mentre l’investimento complessivo previsto per l’intervento ammonta a 7,4 milioni di euro.

L’affidamento segna l’avvio della fase operativa per il recupero di un complesso che, prima del terremoto, non era soltanto un bene monumentale, ma anche uno dei principali punti di riferimento della vita culturale e sociale della comunità nursina.

San Francesco, il cuore culturale della città prima del sisma

Prima degli eventi sismici del 2016, il complesso di San Francesco ospitava la biblioteca comunale, l’archivio storico, un auditorium e una sala convegni. Una pluralità di funzioni che aveva trasformato l’ex chiesa e l’ex convento in un vero polo culturale cittadino, destinato ad accogliere attività di studio, consultazione, incontri pubblici, iniziative istituzionali e manifestazioni.

Tra quelle mura si concentravano dunque servizi e occasioni di partecipazione che contribuivano alla vita quotidiana di Norcia. La biblioteca e l’archivio custodivano il patrimonio documentale e la memoria della città; l’auditorium e la sala convegni offrivano invece spazi per la discussione, la formazione e gli appuntamenti culturali. Il terremoto ha interrotto questa continuità, rendendo indisponibili ambienti che avevano una funzione centrale nel tessuto urbano.

Per questo il recupero di San Francesco assume un significato che va oltre la semplice restituzione di un edificio. La ricostruzione riguarda anche la possibilità di riattivare servizi, relazioni e attività che per anni hanno trovato in quel complesso una sede naturale.

Un investimento da 7,4 milioni per sicurezza e restauro

L’intervento affidato comprende opere di ripristino, miglioramento sismico e restauro. Un insieme di lavori che dovrà tenere insieme la necessità di garantire la sicurezza strutturale dell’immobile e l’esigenza di conservarne il valore storico e architettonico.

Il complesso, infatti, presenta caratteristiche che rendono particolarmente delicata la fase di recupero. L’ex chiesa e l’ex convento appartengono alla storia più antica di Norcia e rappresentano una testimonianza importante della stratificazione culturale della città. Il progetto dovrà quindi intervenire sulle criticità determinate dal sisma senza perdere il rapporto con la struttura originaria e con gli elementi che ne definiscono l’identità.

Il valore contrattuale netto dell’appalto è di quasi 4,2 milioni di euro, Iva esclusa. Il quadro economico complessivo dell’operazione raggiunge invece i 7,4 milioni di euro, a conferma della rilevanza dell’intervento e della complessità delle opere previste.

L’aggiudicazione alla Lucci Salvatore Impresa Costruzioni Srl, avvenuta con un ribasso del 19,18 per cento, costituisce il passaggio amministrativo che consente ora di procedere verso l’apertura del cantiere. L’obiettivo indicato dalla Regione è quello di avviare i lavori entro la fine del 2026.

Proietti: "Un atto concreto di rigenerazione urbana e sociale"

A sottolineare il valore dell’intervento è stata la presidente della Regione Umbria e vice commissario alla ricostruzione Stefania Proietti. "L’avvio di questi lavori è previsto entro il 2026", ha dichiarato Proietti, indicando nel recupero del complesso di San Francesco uno degli interventi destinati a dare concretezza al processo di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto.

Proietti ha quindi evidenziato la portata più ampia dell’opera, spiegando che il cantiere di San Francesco a Norcia "non rappresenta solo il recupero architettonico di un bene monumentale, ma un atto concreto di rigenerazione urbana e sociale, essenziale per restituire ai cittadini di Norcia uno spazio di aggregazione, studio e memoria storica".

La dichiarazione individua con chiarezza la direzione nella quale si muove il progetto. La ricostruzione non si limita al consolidamento delle strutture o alla conservazione delle parti storiche, ma punta a restituire alla città uno spazio nuovamente aperto alla comunità.

Il riferimento all’aggregazione, allo studio e alla memoria storica richiama proprio le funzioni che il complesso aveva prima del sisma. San Francesco potrà tornare a essere un luogo nel quale conservare documenti, promuovere attività culturali, organizzare incontri e offrire occasioni di confronto. Una prospettiva che lega il recupero del patrimonio alla qualità della vita urbana e alla capacità di una comunità di riconoscersi nei propri luoghi.

La ricostruzione dei luoghi della cultura

Il recupero del complesso di San Francesco si inserisce nel più ampio percorso di ricostruzione pubblica che interessa Norcia e gli altri centri della Valnerina colpiti dal terremoto.

Tra gli interventi più complessi rientrano proprio quelli dedicati agli edifici storici e ai luoghi della cultura, dove le esigenze di sicurezza devono convivere con vincoli, caratteristiche architettoniche e valori identitari. La ricostruzione di un edificio monumentale richiede infatti tempi e procedure specifiche. Non si tratta soltanto di ripristinare spazi danneggiati, ma di intervenire su strutture che raccontano secoli di storia e che, spesso, svolgono ancora una funzione pubblica essenziale.

Nel caso di San Francesco, il valore dell’opera è rafforzato dalla sua precedente destinazione. La presenza della biblioteca, dell’archivio storico, dell’auditorium e della sala convegni aveva fatto del complesso un punto di riferimento per la vita culturale di Norcia. Restituirlo alla città significa quindi ricostruire una parte del patrimonio materiale, ma anche una porzione della sua vita civile.

Dalla memoria del passato a uno spazio per il futuro

L’obiettivo, ora, è trasformare l’aggiudicazione in un cantiere effettivo entro il 2026. La fase successiva sarà dedicata all’organizzazione delle attività e all’avvio delle opere, con la prospettiva di restituire alla comunità uno dei complessi più significativi del patrimonio pubblico nursino.

Il ritorno alla piena funzionalità di San Francesco potrà rappresentare un elemento importante per la ripresa della città. In un territorio nel quale la ricostruzione continua a intrecciarsi con la necessità di mantenere vive le comunità, il recupero di uno spazio culturale assume un valore che supera la dimensione edilizia.

Norcia non ha bisogno soltanto di edifici nuovamente agibili, ma di luoghi nei quali tornare a incontrarsi, studiare, organizzare iniziative e custodire la propria storia. Il complesso di San Francesco, per la sua posizione e per le funzioni svolte prima del terremoto, può tornare a svolgere proprio questo ruolo.

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