07 Sep, 2026 - 20:30

Ospedale di Perugia, nuova cura per il melanoma: introdotta l’infusione isolata d’arto

Ospedale di Perugia, nuova cura per il melanoma: introdotta l’infusione isolata d’arto

Una nuova possibilità terapeutica entra a far parte del percorso dedicato ai pazienti con melanoma seguiti dall’Azienda ospedaliera di Perugia. L’ospedale umbro ha introdotto l’infusione isolata d’arto, conosciuta con l’acronimo Ili, dall’inglese Isolated limb infusion. Si tratta di una procedura mini-invasiva pensata per concentrare il trattamento direttamente sull’arto interessato dalla malattia, ricorrendo a dosi elevate di chemioterapico e riducendo al contempo l’esposizione del resto dell’organismo al farmaco.

L’arrivo della nuova procedura amplia il ventaglio di strumenti a disposizione degli specialisti e si inserisce all’interno di un’attività sul melanoma che all’ospedale di Perugia prosegue da oltre un quarto di secolo.

Non è dunque un intervento isolato, ma il risultato di un percorso nel quale diverse competenze mediche e chirurgiche vengono messe in campo per affrontare la patologia attraverso un approccio integrato.

Come funziona la nuova procedura contro il melanoma

Il principio alla base dell’infusione isolata d’arto consiste nella possibilità di intervenire in maniera localizzata. Attraverso tecniche percutanee mini-invasive, il flusso sanguigno dell’arto viene temporaneamente separato dalla circolazione del resto del corpo. In questo modo il farmaco può essere concentrato nella zona che necessita del trattamento.

A spiegare l’origine della tecnica è Piero Covarelli, direttore della struttura dipartimentale di Chirurgia dei tessuti molli e della mammella.

"La tecnica è stata sviluppata originariamente presso il Melanoma institute Australia (Mia), già noto come Sydney Melanoma Unit".

Il medico entra quindi nel dettaglio del meccanismo attraverso il quale viene effettuata la procedura.

"Attraverso metodiche percutanee mini-invasive - aggiunge, in una nota diffusa dall’Azienda ospedaliera -, la circolazione sanguigna dell’arto viene temporaneamente isolata da quella del resto dell’organismo, permettendo di concentrare il trattamento direttamente nella zona interessata".

Il vantaggio della procedura risiede quindi nella possibilità di agire localmente, cercando di limitare l’impatto sistemico del trattamento. L’elevata concentrazione del chemioterapico viene indirizzata verso l’area interessata dalla malattia, mentre la circolazione del resto dell’organismo viene temporaneamente esclusa dal trattamento.

La procedura è stata realizzata nella sala ibrida del blocco operatorio “Moggi” dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Una struttura che ha consentito di riunire le diverse professionalità necessarie alla gestione dell’intervento.

Un lavoro di squadra tra chirurgia, oncologia e altre specialità

L’introduzione dell’Ili ha richiesto un’organizzazione multidisciplinare. La chirurgia del melanoma viene eseguita all’ospedale di Perugia da oltre 25 anni e vede impegnati gli specialisti Gian Marco Tomassini e Piero Covarelli.

Per questa specifica procedura è stata particolarmente importante la collaborazione con la Chirurgia vascolare, rappresentata dai dottori Massimo Lenti e Basso Parente. Il loro contributo si è inserito in un’équipe più ampia, chiamata a gestire le diverse fasi dell’intervento.

Il paziente sottoposto alla procedura proveniva da un centro extra-regionale ed era stato indirizzato al professor Mario Mandalà, direttore dell’Oncologia medica.

"è stato sottoposto al trattamento in un contesto altamente specializzato" sottolinea ancora l’Azienda ospedaliera.

Alla gestione dell’intervento hanno partecipato anche altre figure professionali. L’assistenza anestesiologica è stata affidata al dottor Nicola Tramontano, mentre il monitoraggio intraoperatorio è stato curato dal dottor Salvatore Messina della Medicina Nucleare.

Il controllo durante la procedura aveva anche l’obiettivo di individuare tempestivamente eventuali eventi avversi, garantendo una sorveglianza costante delle condizioni del paziente.

L’esito dell’intervento è stato positivo. Il paziente ha lasciato l’ospedale dopo tre giorni, senza registrare complicazioni, chiudendo così la prima esperienza con questa procedura all’interno del nuovo percorso terapeutico.

A Perugia un percorso dedicato ai pazienti con melanoma

L’introduzione dell’infusione isolata d’arto si aggiunge a un sistema di presa in carico che comprende già un ambulatorio specialistico dedicato al melanoma.

Luca Stingeni, direttore della struttura complessa di Dermatologia, sottolinea il ruolo dell’ambulatorio nell’accompagnamento dei pazienti durante le diverse fasi della malattia.

"Presso l’ospedale di Perugia è presente un ambulatorio specialistico dedicato al melanoma, - spiega il prof. Luca Stingeni, direttore della struttura complessa di Dermatologia - che garantisce ai pazienti un percorso di presa in carico strutturato e continuativo. Seguiamo le persone affette da questa patologia dalla fase della diagnosi e dell’intervento chirurgico fino ai controlli successivi e al follow-up previsto dai protocolli. È un percorso assistenziale e multidisciplinare che accompagna il paziente in tutte le fasi della malattia, in stretta collaborazione con il medico di medicina generale".

L’obiettivo è quindi costruire un percorso che non si limiti al momento dell’intervento, ma prosegua nel tempo attraverso controlli e attività di follow-up. La presa in carico coinvolge più specialisti e accompagna il paziente dalla diagnosi alle successive fasi di monitoraggio.

Una nuova opportunità nell’offerta terapeutica

Per l’Azienda ospedaliera di Perugia, l’arrivo dell’Ili rappresenta un ulteriore tassello nel processo di ampliamento delle possibilità di trattamento disponibili per il melanoma.

Antonio d’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, evidenzia il valore della collaborazione tra le diverse discipline coinvolte nell’introduzione della nuova procedura.

"L’introduzione dell’infusione isolata d’arto rappresenta un ulteriore passo avanti nell’ampliamento delle possibilità terapeutiche offerte ai pazienti con melanoma - afferma Antonio d’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia - grazie alla collaborazione tra diverse specialità e alla disponibilità di tecniche innovative e altamente specialistiche".

La nuova procedura porta dunque a Perugia una tecnica sviluppata originariamente in Australia e oggi inserita in un percorso locale costruito sulla collaborazione tra chirurgia, oncologia, chirurgia vascolare, anestesia, medicina nucleare e dermatologia.

L’obiettivo è mettere a disposizione dei pazienti con melanoma un’opzione terapeutica aggiuntiva, all’interno di un modello assistenziale multidisciplinare e altamente specializzato. Il primo intervento, concluso senza complicazioni e seguito dalla dimissione dopo tre giorni, rappresenta il punto di partenza di una nuova fase per l’offerta terapeutica dell’ospedale perugino.

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