Scatteranno lunedì 14 settembre i lavori di riqualificazione del Parco Ranghiasci, uno dei luoghi storici e paesaggistici più riconoscibili della città. L’intervento, preparato attraverso mesi di progettazione e confronto tecnico, dispone di un finanziamento complessivo di 25mila euro.
La somma deriva per 10mila euro dal programma “I Luoghi del Cuore” del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, realizzato con Intesa Sanpaolo, mentre altri 15mila euro sono stati stanziati dal Comune di Gubbio.
L’apertura del cantiere segna quindi il passaggio dalla fase progettuale a quella operativa e avvia un primo intervento concreto su un parco che, per estensione e caratteristiche, richiederà inevitabilmente un percorso di recupero articolato nel tempo.
La riqualificazione non interesserà nell’immediato l’intera superficie del Parco Ranghiasci, ma si concentrerà sui settori considerati maggiormente significativi sotto il profilo storico, botanico e paesaggistico.
Le opere riguarderanno in particolare il giardino davanti al Tempietto, l’area del Villino e la zona dell’ex Scuderia.
La scelta consentirà di intervenire su alcuni degli elementi più rappresentativi dell’impianto storico del parco, con l’intenzione di recuperarne progressivamente l’identità originaria e di rendere più leggibile il disegno del giardino ottocentesco.
Il progetto viene dunque presentato come una prima tappa di un programma più ampio, destinato a proseguire in futuro attraverso ulteriori interventi.
Una parte consistente dei lavori riguarderà il patrimonio vegetale.
È prevista la cura delle alberature già esistenti e delle essenze di interesse storico, insieme alla piantumazione di nuovi ippocastani lungo il viale che da queste piante prende il nome.
Saranno inoltre sistemate le scarpate e verranno eseguiti interventi finalizzati a ricostruire, per quanto possibile, la percezione dell’antico impianto paesaggistico.
Con il passare degli anni, infatti, alcuni elementi del disegno originario si sono progressivamente attenuati. L’obiettivo è quindi quello di recuperare almeno in parte la geometria, l’equilibrio e l’eleganza del giardino storico, mettendo nuovamente in relazione vegetazione e architetture.
Accanto alla componente botanica è previsto anche un intervento sull’ex Scuderia.
La copertura dell’edificio sarà recuperata e lo spazio verrà successivamente destinato a laboratorio didattico botanico, con una funzione quindi non soltanto conservativa ma anche educativa.
Il nuovo ambiente potrà essere utilizzato per attività legate alla conoscenza del patrimonio naturale del parco e alla sua divulgazione.

Alla base dell’intervento c’è anche la forte mobilitazione degli eugubini in occasione della dodicesima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”.
Parco Ranghiasci ha ottenuto 4.844 voti, un risultato che ha consentito al Comune di partecipare al successivo bando attraverso il quale il FAI seleziona e sostiene alcuni dei progetti presentati dai luoghi maggiormente votati.
Il meccanismo del programma consente infatti alle comunità di segnalare beni particolarmente significativi e, in una seconda fase, di trasformare il consenso raccolto in una possibilità concreta di finanziamento.
Nel caso di Gubbio, il risultato del censimento ha quindi prodotto un effetto diretto: la partecipazione dei cittadini ha contribuito ad attivare risorse reali per il recupero del parco.
Soddisfazione viene espressa dall’assessore comunale Spartaco Capannelli, che sottolinea il valore del passaggio ormai imminente dalla progettazione al cantiere.
«Con l’avvio dei lavori entra finalmente nella fase concreta un progetto molto atteso dalla città», osserva l’assessore.
Capannelli richiama inoltre il legame tra Parco Ranghiasci e la comunità eugubina, definendolo uno dei luoghi maggiormente rappresentativi del patrimonio storico e paesaggistico locale.
Secondo l’assessore, l’intervento consentirà di valorizzare contemporaneamente storia, vegetazione e funzione pubblica del parco, inserendosi in una strategia più generale dell’amministrazione dedicata alla qualità degli spazi urbani e alla conservazione dei beni identitari.
Anche il FAI evidenzia il significato dell’operazione.
Federica Armiraglio, responsabile del programma “I Luoghi del Cuore”, sottolinea come la scelta di sostenere Parco Ranghiasci sia legata sia al valore storico e paesaggistico dell’area sia alla mobilitazione dimostrata dalla comunità locale.
«Questo luogo potrà tornare a essere uno spazio di incontro, inclusione e partecipazione», evidenzia Armiraglio, richiamando anche la rete costituita sul territorio tra associazioni, scuole e cittadini.
Il cantiere che partirà il 14 settembre rappresenta così il primo risultato visibile di un percorso nel quale finanziamento pubblico, contributo del FAI e partecipazione popolare convergono su un obiettivo comune: restituire centralità a uno dei principali giardini storici di Gubbio.