23 Sep, 2026 - 14:38

Perugia e Terni, mezzo secolo di clima: più caldo, più notti tropicali e temperature estreme

Perugia e Terni, mezzo secolo di clima: più caldo, più notti tropicali e temperature estreme

Mezzo secolo di dati meteorologici racconta una trasformazione ormai evidente anche nelle due principali città umbre. 

Perugia e Terni sono diventate sensibilmente più calde rispetto al 1975, con un aumento marcato delle giornate caratterizzate da temperature elevate e delle notti in cui il termometro non riesce più a scendere sotto i 20 gradi.

A fotografare l’evoluzione è un’analisi pubblicata dal Corriere della Sera insieme a ilmeteo.it, costruita su oltre 434,5 milioni di rilevazioni orarie raccolte tra il 1975 e il 2025 in 108 capoluoghi di provincia italiani. Nella graduatoria complessiva dell’impatto climatico, Perugia occupa il 42esimo posto, mentre Terni si colloca al 64esimo.

Il quadro che emerge per l’Umbria non è uniforme, ma mostra una direzione precisa: gli episodi di caldo intenso sono diventati molto più frequenti e, soprattutto a Terni, le temperature elevate si protraggono per periodi sempre più lunghi.

A Perugia 35 giornate di caldo intenso, a Terni 53

Uno degli indicatori considera le giornate nelle quali la temperatura percepita raggiunge o supera i 32 gradi, definite nello studio come «caldo intenso».

A Perugia nel 1975 non ne risultava alcuna. Nel 2025 sono state invece 35, mentre la proiezione elaborata dall’analisi ne indica 39 nel 2030. La tendenza calcolata sull’intero periodo mostra un incremento medio di 27 giornate.

Ancora più evidente la trasformazione di Terni. Cinquant’anni fa le giornate sopra questa soglia erano sette; nel 2025 sono diventate 53 e, secondo la proiezione statistica, potrebbero arrivare a 66 nel 2030. La variazione media nell’arco del mezzo secolo è quantificata in 35 giornate aggiuntive.

Non si tratta, naturalmente, di una crescita lineare: le singole estati possono presentare oscillazioni significative. È la tendenza di lungo periodo a evidenziare il cambiamento.

Crescono anche le giornate oltre i 34 gradi

Ancora più significativa è l’evoluzione del cosiddetto «caldo africano», indicatore utilizzato per individuare i giorni nei quali la temperatura percepita raggiunge almeno 34 gradi.

Perugia partiva da zero nel 1975. Nell’estate 2025 le giornate oltre questa soglia sono state 19, dopo le 35 registrate nel 2024. La stima per il 2030 sale a 24, mentre la variazione media calcolata nel cinquantennio corrisponde a 17 giornate in più.

A Terni il fenomeno assume dimensioni ancora maggiori. Le tre giornate del 1975 sono diventate 35 nel 2025, mentre la proiezione al 2030 arriva a 48. Il trend complessivo segnala un incremento medio di 27 giorni.

La differenza tra le due città conferma anche il diverso comportamento climatico dei rispettivi territori: Terni presenta valori più elevati nelle fasi di caldo estremo, mentre Perugia, pur partendo da condizioni storicamente più moderate, mostra ugualmente un cambiamento consistente.

Le notti tropicali sono ormai una presenza abituale

Il cambiamento non riguarda soltanto le ore più calde della giornata.

Le cosiddette «notti tropicali» vengono individuate quando, tra le 21 e le 8 del mattino, la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi. È un indicatore particolarmente importante perché misura la difficoltà dell’ambiente urbano a raffreddarsi durante la notte.

A Perugia se ne registrarono 23 nel 1975. Nel 2025 sono diventate 51, mentre la tendenza del periodo considerato dall’analisi indica un incremento medio ancora più consistente, pari a circa 40 notti.

A Terni il dato è passato dalle 16 notti tropicali del 1975 alle 56 del 2025, con una crescita media stimata in 39 notti.

Si tratta di uno degli elementi più percepibili nella vita quotidiana, perché il mancato abbassamento delle temperature notturne prolunga gli effetti delle ondate di caldo e riduce le ore disponibili per il naturale raffrescamento degli edifici e degli spazi urbani.

Piogge: variazioni meno spettacolari ma da osservare

Più contenute risultano invece le modifiche relative alle precipitazioni.

A Perugia la quantità media di pioggia caduta in una giornata piovosa era di 11 millimetri nel 1975 e ha raggiunto 11,9 millimetri nel 2025. La variazione media indicata dallo studio è di +0,06 millimetri.

A Terni il valore del 1975, pari a 15,1 millimetri, è sostanzialmente analogo ai 15 millimetri del 2025, anche se la tendenza di lungo periodo mostra un incremento medio di 0,04 millimetri.

L’analisi prende in esame anche lo Standardized Precipitation Index (Spi), utilizzato per misurare condizioni di siccità o eccesso di umidità. A Perugia il valore è passato da -0,5 nel 1975 a -0,3 nel 2025, mentre per Terni si è passati da +0,3 a +0,1.

Cinquant’anni che hanno modificato le estati umbre

Il dato forse più significativo non risiede quindi in un singolo record, ma nella somma dei diversi indicatori.

Tra il 1975 e il 2025 Perugia e Terni hanno visto aumentare la frequenza delle temperature elevate, moltiplicarsi le giornate di caldo estremo e crescere sensibilmente le notti tropicali.

Le differenze annuali rimangono importanti e le proiezioni al 2030 rappresentano stime, non valori certi. Ma osservando mezzo secolo di rilevazioni emerge comunque con chiarezza una trasformazione: le condizioni che nel 1975 erano eccezionali sono diventate molto più comuni nelle estati delle due principali città umbre.

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