Tre sconfitte consecutive avevano fatto scivolare il Perugia dentro una settimana complicata, tra risultati negativi, qualche dubbio di troppo e la necessità di ritrovare rapidamente una risposta. Contro la Reggiana, però, il Grifo ha cambiato registro. L'1-0 firmato da Alessandro Tozzuolo al 5' non vale soltanto tre punti: arriva al termine di una delle prestazioni più convincenti della stagione e contro una squadra che prima del match occupava le zone alte della classifica e aveva uno dei migliori attacchi del campionato.
La differenza rispetto alle ultime uscite non è soltanto nel risultato. Aimo Diana aveva chiesto alla vigilia una reazione, compattezza, intensità e la capacità di tornare ad attaccare senza pensare soltanto a difendersi. Il Perugia ha risposto con una gara aggressiva in avvio, ordinata dopo il vantaggio e soprattutto capace di soffrire senza perdere la propria identità.
Adesso, però, arriva la parte più difficile: capire se quella contro la Reggiana sia stata una risposta isolata oppure l'inizio di un nuovo capitolo.
Il protagonista inevitabile è Alessandro Tozzuolo. Il difensore ha firmato la rete decisiva al 5', ma sarebbe riduttivo fermarsi al suo nome nel tabellino. L'azione del gol racconta molto della squadra vista al Curi: sul corner di Kabashi arrivano prima la traversa colpita da Stramaccioni, poi la conclusione respinta di Cisco e un altro tentativo di Riccardi, prima del tap-in vincente di Tozzuolo.
In pochi secondi il Perugia ha messo in campo una caratteristica che era mancata durante la striscia negativa: insistere sull'azione, attaccare la seconda palla, continuare a cercare la giocata dopo il primo tentativo fallito.
Non è un dettaglio secondario per una squadra che arrivava da tre sconfitte consecutive senza riuscire a trovare la via del gol. Il vantaggio immediato ha cambiato la partita, ma prima ancora ha cambiato il modo in cui il Perugia ha potuto affrontarla.
E Tozzuolo, oltre al gol, è diventato così il simbolo di una giornata nella quale il Grifo ha ritrovato una dose di convinzione che nelle ultime settimane sembrava essersi progressivamente ridotta.
Se Tozzuolo ha messo la firma sul risultato, Andrea Cisco e Pelle van Amersfoort hanno dato una dimensione diversa alla prestazione.
Cisco era tornato titolare dopo una settimana completa di allenamenti e la sua presenza sulla fascia destra ha rappresentato una delle armi principali del Perugia. L'esterno ha sfiorato anche il raddoppio pochi minuti dopo il gol, costringendo Furlan a una grande parata dopo una deviazione di Libutti.
Ma soprattutto ha dato profondità e velocità alle ripartenze. Una volta passato avanti, il Perugia ha infatti scelto di lasciare maggiormente il pallone alla Reggiana, cercando di sfruttare gli spazi alle spalle degli avversari. In quel contesto la corsa di Cisco è diventata una soluzione preziosa.
Ancora più interessante è la prima da titolare di Van Amersfoort. L'olandese ha giocato accanto a Vergani e, pur senza trovare il gol, ha mostrato una capacità di lettura che ha permesso al Perugia di avere un riferimento offensivo capace anche di collegare i reparti. La sua partecipazione tra le linee ha rappresentato una delle novità più interessanti della partita.
Diana cercava nuove risposte. Cisco e Van Amersfoort gliene hanno consegnate due.
C'è poi l'altro lato della vittoria. Il Perugia non ha dominato per novanta minuti e la Reggiana ha avuto le proprie possibilità. Proprio per questo diventa significativo il modo in cui il Grifo ha difeso il vantaggio.
Radoslaw Zelezny è stato chiamato in causa nel primo tempo, soprattutto sul tiro-cross pericoloso di Portanova, mentre nel finale la traversa colpita da Cavaliere ha rappresentato l'ultimo grande brivido per la formazione di Diana.
Davanti al portiere, Tozzuolo, Riccardi e Stramaccioni hanno formato la linea a tre scelta da Diana. Una soluzione condizionata anche dalle assenze, ma che contro la Reggiana ha funzionato soprattutto nella gestione degli spazi.
Questo è forse uno dei cambiamenti più importanti rispetto alle ultime settimane: il Perugia non ha avuto bisogno di continuare ad attaccare per sentirsi al sicuro. Dopo il vantaggio ha saputo anche difendere, abbassarsi quando necessario e ripartire.
È una caratteristica che può diventare importante in un campionato nel quale non tutte le partite si possono vincere attraverso il possesso o una pressione costante.
La prestazione del Perugia non si spiega soltanto con i giocatori più appariscenti. Nel centrocampo a tre, Riccardo Ladinetti, Christian Langella ed Elvis Kabashi hanno contribuito a dare una struttura alla squadra.
Ladinetti e Langella si sono alternati nella gestione della costruzione, mentre Kabashi ha garantito una presenza più avanzata e la possibilità di sfruttare i calci piazzati. Proprio da un suo corner è nata l'azione del gol di Tozzuolo.
Il dato interessante è che il Perugia ha trovato un modo per non spezzarsi dopo essere passato in vantaggio. La Reggiana ha provato a prendere campo, ma la squadra di Diana non ha perso completamente le distanze tra i reparti.
E qui si torna alle parole dell'allenatore alla vigilia. Diana aveva chiesto una squadra compatta e aveva insistito sulla necessità di cercare una reazione senza rinunciare alle proprie idee. Contro la Reggiana il centrocampo ha avuto proprio questo compito: proteggere la difesa, accompagnare le ripartenze e impedire che il match diventasse un assedio.
Qui bisogna andare oltre l'entusiasmo del risultato.
Il Perugia aveva segnato appena in due delle precedenti sei partite e arrivava da tre sconfitte consecutive senza gol: 0-3 contro il Ravenna, 0-3 contro lo Spezia e 0-2 sul campo del Grosseto. La rete di Tozzuolo interrompe finalmente il digiuno, ma non significa automaticamente che il problema offensivo sia risolto.
Contro la Reggiana Diana ha scelto Van Amersfoort e Vergani dall'inizio. L'olandese ha dato segnali interessanti, mentre Vergani non è riuscito a trovare la rete. Nella ripresa è entrato Sabbatani, con Canotto utilizzato successivamente al posto di Van Amersfoort.
Ed è proprio questo il prossimo passaggio che il Perugia dovrà dimostrare di saper compiere.
La squadra ha ritrovato il gol, ma lo ha fatto con un difensore e sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Per costruire continuità serviranno anche le reti degli attaccanti, perché non si può pensare di affidare ogni partita a una giocata su palla inattiva o a un inserimento dalla retroguardia.
Il lavoro di Diana, quindi, non è finito con il fischio finale del Curi. Anzi, da questo punto di vista comincia una nuova verifica.
È probabilmente questo l'aspetto più interessante della vittoria.
Una settimana fa il Perugia usciva dal campo di Grosseto dopo la terza sconfitta consecutiva. Diana aveva parlato di una situazione difficile, ma aveva chiesto ai suoi di non perdere fiducia nelle proprie idee. Contro la Reggiana il Grifo ha risposto proprio sul piano dell'atteggiamento.
Non significa che tutti i problemi siano scomparsi. Significa però che la squadra ha dimostrato di poter affrontare una partita complicata senza farsi condizionare dal momento negativo.
Il vantaggio iniziale ha certamente aiutato, ma poi è servita una prestazione di sacrificio. Il Perugia ha dovuto concedere qualcosa, ha dovuto difendere e ha dovuto sfruttare gli spazi. E lo ha fatto contro una Reggiana che arrivava al Curi con 12 gol segnati e ambizioni importanti.
Per questo il successo può rappresentare qualcosa di più di una semplice parentesi positiva.
Il Curi ha ritrovato entusiasmo, la classifica ha ritrovato tre punti e Diana ha ottenuto la risposta che cercava. Ma il valore reale della vittoria contro la Reggiana si misurerà nelle prossime settimane.
Il Perugia ha dimostrato di avere giocatori capaci di spostare gli equilibri: Tozzuolo ha trovato il gol decisivo, Cisco ha dato profondità, Van Amersfoort ha mostrato qualità e intelligenza tattica, Zelezny ha risposto quando è stato necessario. E dietro la squadra ha saputo proteggere un vantaggio prezioso fino alla fine.
Adesso, però, serve continuità.
Perché tre sconfitte consecutive non vengono cancellate da una sola vittoria, così come un successo contro una delle squadre più attrezzate del girone non può diventare automaticamente la garanzia di un nuovo percorso. Il Perugia ha fatto quello che doveva fare: ha reagito.
La sfida successiva sarà capire se quella reazione può diventare una nuova normalità.
Il derby con il Gubbio, in programma sabato 3 ottobre al Barbetti, sarà già un banco di prova significativo per capire se il Grifo ha davvero cambiato passo.
Per ora resta una certezza: dopo tre sconfitte, il Perugia ha ritrovato il sorriso. Ma soprattutto ha ritrovato un'identità di squadra che sembrava essersi appannata. E questa, più ancora dell'1-0, potrebbe essere la notizia più importante della domenica del Curi.