Il Perugia soffre, va sotto, rischia più volte di capitolare, ma alla fine trova la forza per ribaltare una partita complicata e conquistare tre punti pesantissimi. Al Renato Curi il Grifo supera il Pineto 2-1, al termine di una gara tutt’altro che semplice, decisa nel recupero da una giocata di qualità assoluta di Kabashi. Dopo il momentaneo vantaggio degli abruzzesi firmato Forte, è Canotto a rimettere in equilibrio il risultato dal dischetto, prima del mancino del centrocampista che al 92’ manda il pallone sotto l’incrocio.
Un successo che permette alla squadra allenata da Aimo Diana di salire a quota sette punti in classifica, centrando la seconda vittoria nelle prime tre giornate. Un dato assume particolare rilievo: entrambe le affermazioni sono arrivate davanti al pubblico di casa. Il Curi, dunque, sembra già rappresentare una componente importante del cammino biancorosso.
Non è stato, però, un Perugia brillante. La formazione di Diana ha incontrato difficoltà soprattutto nel contenere le ripartenze e l'aggressività del Pineto, squadra organizzata, compatta e capace di creare diversi problemi. Sul risultato di 1-1 gli ospiti hanno avuto anche alcune occasioni per completare il sorpasso, ma il Grifo ha resistito e ha continuato a cercare l’episodio decisivo.
La differenza, questa volta, l’ha fatta la capacità di non arrendersi. Quando le energie sembravano ormai ridotte al minimo e anche le alternative dalla panchina erano diminuite per gli infortuni, il Perugia ha trovato la giocata del singolo. Kabashi ha ricevuto e calciato con il mancino, disegnando una traiettoria imparabile che ha fatto esplodere il Curi.
La partita ha evidenziato alcuni aspetti sui quali Aimo Diana dovrà continuare a lavorare. L’approccio iniziale non ha convinto e il Pineto è riuscito a colpire sfruttando proprio una situazione che il tecnico avrebbe voluto evitare: una palla persa dal Perugia e una ripartenza immediata.
Diana, nel post partita, ai microfoni di Umbria Tv, ha sottolineato proprio la partenza negativa della sua squadra:
“È stata una bella gioia, c’è stato dentro tutto quello che siamo noi in questo momento: entusiasmo, difficoltà, condizione atletica alla fine in cui facevamo fatica, non avevamo i cambi. Il cambio del primo tempo mi ha condizionato il secondo tempo, anche quello di Megelaitis. Grande prova di carattere e poi il colpo del grande giocatore che è Kabashi. Oggi si è visto tutto quello che può essere il Perugia. Siamo andati in difficoltà, siamo stati bravi nel recuperare. Aver vinto la gara è stata una cosa positiva.”
Il tecnico non ha nascosto le criticità emerse nei primi minuti: “Non siamo partiti bene, non siamo partiti concentrati, con l’atteggiamento giusto e l’abbiamo pagato subito. Il gol subito è stata una ripartenza da una palla che avevamo noi. È un peccato perché metti in salita una partita che, gestita in un’altra maniera, poteva mettersi differentemente.”
Diana ha poi guardato anche al futuro: “Dobbiamo migliorare, alzeremo il livello delle squadre che affronteremo.” Un avvertimento che racconta quanto il tecnico consideri ancora in costruzione il proprio Perugia.
Il secondo tempo ha restituito un Perugia più intraprendente, anche se non sempre preciso negli ultimi metri. I biancorossi hanno cercato soprattutto attraverso i cross bassi, senza però riuscire spesso a trovare la deviazione vincente. Nel frattempo, gli infortuni hanno ristretto le possibilità di intervento di Diana.
“Nel secondo tempo ho avuto la sensazione che potevamo essere più pericolosi e bravi negli ultimi metri, abbiamo fatto tanti cross bassi senza arrivarci per poco. Sabbatani non ce la faceva più, ho dovuto fare due cambi per infortunio che mi hanno condizionato tanto, volevo finire con una squadra con più energie.”
Il tecnico ha poi spiegato le difficoltà legate alle sostituzioni: “Cavallini speriamo non abbia niente di importante, avevo altre idee nel secondo tempo, non ho potuto attuarle. Volevo mettere tre attaccanti per dare anche un messaggio alla squadra, si è fatto male Megelaitis, Ladinetti era stanco, non volevamo perderla. Poi, se fosse arrivato un colpo, si poteva fare.”
Anche sul piano tattico sono emersi alcuni problemi nella costruzione del gioco: “Facevamo fatica a uscire dalla pressione, prendevamo a uomo Ladinetti lasciando liberi i braccetti. Nei primi dieci minuti abbiamo fatto fatica sulle seconde palle, mi sono arrabbiato tanto, dobbiamo essere bravi a farle nostre.”
Poi, però, qualcosa è cambiato: “Poi è cambiata l’inerzia, abbiamo preso campo, fatto il gol, abbiamo acquisito più sicurezza. Potevamo fare meglio anche nel secondo tempo negli ultimi dieci metri.”