05 Sep, 2026 - 12:44

Perugia-Pineto, mister Diana: “Dobbiamo trovare una nostra alchimia. I ragazzi mi danno grande disponibilità”

Perugia-Pineto, mister Diana: “Dobbiamo trovare una nostra alchimia. I ragazzi mi danno grande disponibilità”

Il Perugia torna in campo per la terza giornata del campionato di Serie C Girone B e lo fa dopo il pareggio per 2-2 maturato sul campo della Vis Pesaro. Di fronte ci sarà un Pineto ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale, ma reduce da due pareggi e soprattutto da una difesa che non ha ancora incassato gol.

Alla vigilia della sfida del Curi, Aimo Diana ha affrontato diversi temi: dal mercato agli ultimi innesti, passando per il lavoro tattico, gli errori commessi nelle prime uscite e la crescita di un gruppo ancora in costruzione. Il tecnico biancorosso non nasconde che il percorso sia soltanto all’inizio e fissa una percentuale precisa sullo stato di maturazione della squadra: “A mio avviso siamo al sessanta percento”.

Diana tra mercato, Pineto e il lavoro per eliminare i blackout

Uno degli argomenti affrontati dall’allenatore è stato il mercato appena concluso. Tra gli ultimi arrivi c’è Renault, giocatore che Diana conosce bene e che può ricoprire diversi ruoli.

“In questo momento abbiamo Renault, che è un giocatore che conosco molto bene, è un jolly che può fare tante cose, ci può ricoprire tante situazioni. Sono sicuro che ci darà una grande mano, è abituato a questa categoria, la conosce bene, sono contento. Del ragazzo olandese in questo momento non ne parlo, non è con me, non è convocabile”.

Poi il focus si è spostato sul Pineto. Diana non si aspetta una formazione rinunciataria, nonostante la squadra abruzzese non abbia ancora trovato la via del gol.

“Non credo che vengano per non prenderle. Il calcio di oggi è cambiato sotto questo punto di vista, a partire dalla Serie A. Tutti vogliono provare a giocare, a vincere, mi aspetto il Pineto così. I numeri iniziali contano poco. Hanno subito zero gol. Li ho visti in crescita nell’ultima partita. Immagino che possano pensare che noi non abbiamo sistemato tutto. Hanno una buona personalità, hanno fatto bene negli ultimi campionati. Nessuno viene per non perdere”.

Il riferimento alla necessità di migliorare riguarda soprattutto quei momenti di calo che il Perugia ha già mostrato. L’obiettivo è costruire una squadra riconoscibile, capace di mantenere la propria identità per tutta la partita.

“Abbiamo provato a lavorare, chiaro. Non siamo nelle condizioni di dedicarci a una sola cosa, abbiamo visto sia le cose buone sia quelle meno. Dobbiamo lavorare insieme, trovare qualcosa di nostro. Quando si dedica del tempo a una cosa si tralascia qualcos’altro, non ho tempo per fare questa cosa. Dobbiamo trovare una nostra alchimia, un nostro modo di stare in campo. Poi certo, si va a riguardare dove si è sbagliato per correggere, non posso tralasciare tante fasi. Ci saranno ancora i blackout, li vedo anche negli allenamenti, è normale. Ci lavoreremo per trovare una cosa nostra. La richiesta ai ragazzi è sempre altissima, di essere veloci e concentrati. Mi danno una grandissima disponibilità”.

Un lavoro che coinvolge anche la fase difensiva. Gli errori, secondo Diana, possono essere ridotti anche attraverso una condizione atletica migliore.

“Se migliora anche la condizione atletica generale migliorerà anche l’aspetto emotivo e la concentrazione. Si diventa più reattivi, il giocatore che ti passa davanti magari lo intercetti meglio. Premesso che io me la prendo con i miei ragazzi, poi vedo la Serie A e ne combinano tutti i colori. La disponibilità che danno è massimale, non fate voli pindarici, mi aspetterò degli alti e bassi. Nel momento di basso può essere che lo pigli e non lo pigli. Magari passa in secondo piano e non lo osservi, noi dobbiamo farlo. L’essere in emergenza e sotto pressione mi piace, ma di fronte ho una squadra che cerca di fare le cose al meglio possibile”.

Il tecnico ha poi commentato anche lo spostamento della partita dalle 15 alle 21, una decisione presa per evitare le ore più calde.

“È stata fatta la cosa giusta, non so gli altri, c’è stata un’allerta, c’era la possibilità. È uno spettacolo non solo per noi calciatori ma anche per gli spettatori, deve essere confortevole. È stata brava la società e chi ha deciso di fare questa scelta, può dare beneficio a tutti. È un caldo atroce, non è facile allenarsi, ci dà una possibilità in più ma anche per la gente. È una serata, è sempre bello, mi auguro che ci sia una temperatura migliore”.

Perugia, Diana: “Il tempo è quello” e il mercato ha imposto scelte precise

Il tecnico biancorosso ha parlato anche dell’entusiasmo che si è creato intorno alla squadra. Un entusiasmo che dovrà essere verificato soprattutto quando arriveranno momenti più complicati.

“L’ho detto all’inizio, sarà bello e curioso capire anche questo entusiasmo che c’è adesso, quanto riusciremo a domarlo e a esserci sempre anche nei momenti di meno capacità di punti. Magari fra un mese parleremo di altre situazioni. La vera squadra, quando in qualsiasi cosa succede la domenica, riesce ad avere il proprio spirito e la capacità di reazione. La mia curiosità è la stessa vostra”.

Sul tema degli allenamenti a porte aperte, Diana non ha voluto fissare una regola definitiva.

“Non sono banale, non voglio essere retorico, viviamo di momenti, magari a volte la squadra avrà bisogno di stare isolata, altre volte no. Non sarà quello che vi dice: terremo sempre aperto. Tengo l’ultimo giorno chiuso solo per le palle inattive. Non credo che sia una problematica grossa, finché si può lo facciamo”.

Ampio spazio anche al mercato e alle dinamiche che hanno caratterizzato l’ultima fase delle trattative. Diana ha sottolineato come il livello degli investimenti in Serie C sia cresciuto, con richieste economiche diventate in alcuni casi difficili da sostenere.

“Squadre costruite per vincere? Sì, è abbastanza chiaro. È stato un mercato di Serie C importante, io sono dalla parte della mia società per l’atteggiamento che ha avuto in questo mercato, lineare. Abbiamo avuto una parte iniziale dove dovevamo inserire giocatori in massa e lo abbiamo fatto. Abbiamo avuto un momento d’attesa, per gli ultimi ritocchi in attacco, dove si è scatenata una cosa difficile. Il mercato non è in mano solo ai calciatori, ma anche ai procuratori, dove si è arrivati a un’esagerazione di costi. Siamo andati su giocatori specifici, quelli che sono venuti non hanno guardato il portafoglio, altri invece guardavano troppo dall’altra parte”.

Il Perugia, dunque, è ancora dentro una fase di assestamento. Diana non vuole entrare nel dettaglio delle gerarchie, ma riconosce come il rendimento dei singoli possa cambiare durante il percorso.

“Dovrei andare nello specifico e non mi va, noi siamo in una fase di assestamento, giocatori che all’inizio mi hanno dato ottime sensazioni, poi sono cresciuti altri e altri magari scesi. L’importante è la disponibilità. Alla lunga il lavoro paga, frase basilare. Noi non abbiamo il tempo di andare alla lunga”.

Infine, il tecnico ha indicato nel sessanta percento lo stato di crescita attuale della squadra, sottolineando anche l’importanza di costruire una mentalità collettiva.

“A mio avviso siamo al sessanta percento. Ci sono differenze ancora. Lì subentra l’accettazione della panchina, chi entra poi fa bene, come è successo a Pesaro. Non capiterà sempre, nel tempo ci saranno quelli che giocheranno sempre meno e certi sempre di più e lì subentrerà il carattere, l’appartenenza. Stiamo cercando di creare tutte queste cose, a volte tralasciando qualcosa per strada. Il tempo è quello”.

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