Non c’è tempo per fermarsi a riflettere troppo sulla sconfitta di Ravenna. Il Perugia è chiamato a reagire immediatamente e domani sera tornerà in campo al Renato Curi contro lo Spezia, una delle squadre maggiormente accreditate per la promozione in Serie B. Il ko per 3-0 dell’ultimo turno, maturato anche dopo l’espulsione di Kabashi, rappresenta un ostacolo da archiviare rapidamente, perché il calendario propone subito un altro esame di livello.
Alla vigilia della quinta giornata di Serie C, Aimo Diana ha presentato la sfida in conferenza stampa, soffermandosi sul momento della squadra, sulla necessità di eliminare gli alibi e sulle caratteristiche dello Spezia. Il tecnico biancorosso ha chiesto ai suoi una reazione soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento, senza nascondere le difficoltà di una squadra ancora in fase di costruzione.
Il primo tema affrontato da Diana è stato proprio quello della sconfitta di Ravenna. Il tecnico non vuole che l’espulsione di Kabashi o l’avvio complicato diventino attenuanti per il Perugia. La prestazione, secondo l’allenatore, deve essere analizzata senza cercare giustificazioni.
“Una sconfitta è sempre da assimilare. Sono andato subito forte con i ragazzi, dicendo loro che fondamentalmente bisogna togliersi tutti quelli che possono essere gli alibi che in queste settimane si è sempre detto. Per me sono verità assolute, non voglio sentir dire che siamo partiti in ritardo, che siamo rimasti in dieci. Non sono d’accordo con l’espulsione, ma la realtà è che abbiamo creato un’occasione perché questa sia avvenuta”, ha spiegato Diana.
Il tecnico ha poi evidenziato gli aspetti positivi e quelli sui quali lavorare: “Potevamo fare meglio il primo tempo, abbiamo fatto un’ottima fase difensiva, dobbiamo migliorare, l’ho detto alla squadra. Conosco bene i ragazzi, loro conoscono bene me dopo un mese e mezzo, dobbiamo crescere. Siamo ancora indietro su tanti aspetti, tra cui quello atletico, quello ti consente di fare cose migliori. Di fare un secondo tempo in cui prendi un gol e non tre”.
Un passaggio che fotografa una squadra ancora alla ricerca della condizione e della propria identità. Diana, però, non vuole sentir parlare di resa: “Con una squadra più pronta potevi fare qualcosa in più, non ci piangiamo addosso. Domani arriva una squadra che secondo me è superiore al Ravenna. È una squadra che gioca in maniera diversa, fa il 70% di possesso palla con chiunque. Dobbiamo avere forza e coraggio nel tirar fuori una buona prestazione, il risultato sarà una conseguenza. Non ci dobbiamo accontentare, andremo in difficoltà, ci mancheranno dei giocatori, ma senza piangersi addosso”.
Il riferimento allo Spezia è chiaro. Il Perugia dovrà affrontare una squadra costruita per dominare il campionato, ma Diana non intende modificare il proprio approccio per paura dell’avversario.
“Noi siamo il Perugia, giochiamo in casa nostra, se gli altri poi sono più bravi, lo ammettiamo. Ci siamo anche noi, il coraggio lo dobbiamo avere. Se vuoi condannarti a un campionato anonimo usiamo gli alibi. Tutti noi dobbiamo svegliarci. Quelli che avranno l’occasione per giocare dovranno essere bravi a prendersi il posto”.
Il tecnico ha insistito anche sulla capacità della squadra di reagire nei momenti complicati: “Il calcio è episodico, puoi vincere e perdere una partita per un’occasione. La squadra deve avere coraggio, nei momenti di difficoltà deve stringersi. In questo momento chi abbiamo di fronte deve essere relativo per noi. Sarebbe stato molto bello avere una settimana per preparare questa partita. Purtroppo non ho allenato la squadra neanche oggi nell’insieme, video, concetti, devo affidarmi ai ragazzi”.
La situazione dell’organico sarà uno degli elementi da valutare. Cisco sarà a disposizione, anche se difficilmente potrà sostenere l’intera partita: “Cisco ci sarà e non credo possa sostenere una partita, ha fatto due allenamenti pieni, è una possibilità a gara in corso. Cortesi non è al meglio, ha ancora fastidio, ci sta dando grande possibilità. Gli altri devono essere pronti, non c’è via di scampo, quando siamo in campo devono farsi trovare a livello”.
Diana resta comunque fiducioso sul percorso intrapreso: “Io sono sempre positivamente orientato. La cosa che ho detto alla squadra è che dobbiamo continuare a provare le cose che stiamo allenando, quando lo abbiamo fatto abbiamo creato. Ci conosciamo adesso, ognuno conosce le caratteristiche degli altri, devono imparare a volersi bene l’uno con l’altro. Ecco, questa è la cosa che serve. Abbiamo già dato prova di resilienza, di resistenza, di crederci, la base c’è. Bisogna migliorarla”.
L’allenatore ha poi tracciato un obiettivo di medio periodo, senza però perdere di vista l’urgenza di migliorare: “Non possiamo aspettare qualche giornata, correre subito. Non c’è tempo per aspettare. Abbiamo dei margini di miglioramento importanti, non si può pensare a una classifica. Ho sempre detto dieci partite che possono darci una linea più marcata. Bisogna mettere a disposizione di tutti una squadra convincente”.
Diana ha indicato anche alcuni giovani sui quali lavorare: “Altre squadre sono più strutturate, noi dobbiamo consolidare il nostro percorso. Mi aspetto da Conti che entri meglio nella mentalità di questa categoria, così come Dottori, ragazzi giovani che hanno bisogno di adattarsi alla categoria e alla richiesta. Lo scorso anno era di resilienza, bisognava salvarsi, quest’anno è proporre un calcio propositivo. Dobbiamo provare giocate nuove. Quest’anno dobbiamo concentrarci su questa cosa, se faremo bene questa cosa abbiamo il potenziale per arrivare in alto”.
Contro lo Spezia non cambierà dunque l’idea di fondo: “Avendo osservato gli avversari, io non cambierò quello che proviamo a fare, il sistema di gioco. Porterò avanti queste idee con un avversario più forte e di livello. Anche loro, per come sono strutturati, non cambieranno l’atteggiamento, non l’hanno mai fatto. Hanno concetti moderni, nuovi, che stanno portando avanti con giocatori giovani e meno giovani, hanno una rosa profonda, hanno mantenuto giocatori dalla Serie B. Hanno l’ambizione di dominare il campionato”.
Infine, spazio agli ultimi arrivati dal mercato: “Vergani è entrato, almeno si è allenato, sono un po’ indietro. A volte bisogna fare delle scelte: o avere continuità, oppure per farli rientrare prima bisogna buttarli in campo, anche se facciano un tempo in cui magari ti fanno arrabbiare. Domani ci saranno sicuramente dei cambi, devono valutare se mettere dentro qualche attaccante nuovo, per vedere se, dandogli 45-60 minuti, riusciamo ad accorciare le tempistiche”.